Nuovi ristori per le imprese nel decreto Sostegni ter. Ecco a chi andranno i primi contributi a fondo perduto

Per il 2022 il governo di Mario Draghi ha già programmato di introdurre nuovi aiuti per le imprese maggiormente danneggiate da chiusure e restrizioni imposte in chiave anti contagio. Le nuove misure a sostegno delle imprese italiane saranno inserite nel nuovo decreto Sostegni, che prevede contributi a fondo perduto divisi in due tranche.

Le prime realtà a ricevere gli aiuti del terzo decreto Sostegni saranno quelle che operano nel settore dell’intrattenimento, a cominciare dalle discoteche. Le altre imprese cui sarà data priorità nell’erogazione di aiuti economici sono poi tutte quelle del settore turistico e le imprese dello sport.

Per i primi aiuti da introdurre il governo prevede di stanziare 1,5 miliardi di euro, ma per la seconda tranche si dovrà ricorrere ad un nuovo scostamento di bilancio, il che significa che i tempi finiranno per allungarsi.

A fornire alcuni dettagli circa l’impostazione del nuovo decreto è stato nei giorni scorsi lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando, il quale ha fatto sapere che nonostante il dibattito sia ancora in corso è chiaro che l’intervento riguarderà solo le categorie più danneggiate da misure restrittive e chiusure.

I nuovi contributi a fondo perduto saranno divisi in due tranche

La Ragioneria di Stato dovrebbe essere in grado di mettere a disposizione del governo 1,5 miliardi di euro per intervenire coi primi contributi a fondo perduto per aiutare le imprese maggiormente danneggiate dalla gestione dell’emergenza Covid attraverso chiusure e restrizioni.

Si tratta di una cifra del tutto insufficiente a coprire tutti gli interventi che sarebbe in realtà necessario introdurre per aiutare le imprese in crisi, motivo per cui si rende necessario intervenire prima di tutto in favore di quelle più pesantemente danneggiate.

Il governo ha quindi deciso di dividere i beneficiari degli aiuti in tre gruppi:

  • discoteche e sale da ballo
  • imprese del settore turismo
  • imprese dello sport

Per il primo gruppo sono previsti non solo contributi a fondo perduto ma anche altre due misure quali stop al pagamento dei contributi e taglio delle tasse. Parliamo di discoteche e sale da ballo che, come sappiamo, sono state costrette a chiudere almeno fino al 31 gennaio 2022.

Sempre nel primo gruppo troviamo cinema e teatri, le cui attività sono pesantemente danneggiate per via di due fattori: il primo riguarda i limiti alla capienza imposti nelle sale, mentre il secondo è legato alla paura di contagiarsi che induce molte persone ad evitare i luoghi più affollati per ridurre al minimo il rischio di contagio.

Nel secondo gruppo invece troviamo le imprese che operano nel settore turistico, come le agenzie di viaggio ed i tour operator, che si trovano da mesi a fare i conti con un drastico calo del turismo.

In questo caso non dimentichiamo che l’Italia è al momento l’unico Paese d’Europa in cui occorre essere vaccinati per salire su un mezzo di trasporto pubblico, e questo rappresenta una limitazione molto pesante per chiunque intenda visitare il nostro Paese, senza contare che occorre aver ricevuto il vaccino anche per accedere a bar e ristoranti, e a partire dal 1° febbraio anche per negozi e uffici pubblici.

Nel terzo gruppo troviamo infine le imprese dello sport. Qui però il quadro complessivo risente anche dei rincari sul costo dell’energia, motivo per cui il governo sta lavorando per introdurre un fondo ad hoc tra i 300 e i 400 milioni di euro che dovrebbero andare a sostegno dei costi energetici di palazzetti dello sport, stadi e piscine, luoghi che comunque si trovano a fare i conti con la capienza limitata imposta coi vari decreti Covid.

In cosa consistono gli aiuti previsti con il nuovo decreto Sostegni

Di quali siano le misure cui il governo di Mario Draghi sta pensando per sostenere economicamente le imprese appartenenti ai tre gruppi di cui sopra ha parlato in una intervista a Il Messaggero la sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartori.

“C’è uno spazio certo di un miliardo, al netto della questione caro-bollette” ha detto la sottosegretaria del Tesoro “ma credo che alla fine sarà di più”. Gli aiuti previsti per questa prima tranche comunque si divideranno tra contributi a fondo perduto e aiuti forfettari.

Per le imprese del settore sportivo si pensa di stanziare circa 270 milioni di euro, e con queste risorse si potrebbero coprire anche le spese sanitarie, tamponi e non solo, per una spesa di circa 50 milioni. In ogni caso per accedere agli aiuti si dovrebbe restare al di sotto del tetto dei 100 milioni di euro di fatturato, escludendo quindi i grandi club di serie A.

Sulla base del provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri del 21 gennaio possiamo già stilare una lista delle attività che avranno la possibilità di beneficiare dei nuovi ristori previsti dal decreto Sostegni ter.

Gli aiuti economici andranno, come accennato, alle attività maggiormente danneggiate da chiusure e restrizioni imposte nell’ambito dell’emergenza sanitaria Covid-19, ma quali saranno esattamente i potenziali beneficiari? Stando alla bozza del testo che sta circolando in questi giorni la platea di beneficiari è composta dalle attività che operano nei settori per i quali sono state disposte chiusure coi vari decreti Covid e Dpcm.

Si tratta di aiuti nuovi da una parte, e del potenziamento di quelli già esistenti dall’altra. Non sono più previsti, come avveniva durante il governo Conte bis, ristori su larga scala destinati a tutte le attività che hanno subito un calo delle entrate di una certa entità.

I fondi stanziati dal governo di Mario Draghi peraltro sono di soli 1,5 miliardi di euro, e devono andare a coprire tutte le categorie di imprese che sono state costrette a chiudere in primis, o ad esempio a ridurre la capienza nel caso di stadi, cinema e teatri. Le categorie cui il governo sta destinando i ristori del decreto Sostegni ter sono pertanto le seguenti:

  • discoteche e sale da ballo cui è stato imposto di chiudere fino al 31 gennaio 2022 come disposto attraverso il decreto Natale
  • attività di commercio al dettaglio che nel 2019 avevano realizzato un fatturato fino ad un tetto di 2 milioni di euro
  • parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici
  • imprese del settore del wedding, comprese attività che organizzano feste e cerimonie, hotellerie, ristorazione, catering, bar-caffè e gestione piscine
  • associazioni e società sportive con un tetto determinato dagli utili al fine di escludere ad esempio i club della serie A di calcio.

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono gli aiuti previsti per ciascuna delle categorie sopra rapidamente elencate a cominciare proprio da discoteche e sale da ballo, che sono le più penalizzate fin dall’inizio dell’emergenza.

Decreto Sostegni ter: quali sono gli aiuti per discoteche e sale da ballo

Le prime attività a ricevere aiuti economici dal governo Draghi per compensare almeno in parte il danno economico causato dalla chiusura forzata e prolungata sono discoteche e sale da ballo.

In questo caso l’esecutivo si è limitato a rispolverare una misura già introdotta in passato, provvedendo ad un rifinanziamento della stessa. Parliamo del Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse previsto dall’articolo 2 del DL n. 73/2021.

Tutti i soggetti titolari di partita Iva che esercitano prevalentemente attività per le quali sono state disposte chiusure per un periodo complessivo pari o superiore a 100 giorni tra il 1° gennaio e il 25 luglio 2021 avevano la possibilità di accedere agli aiuti previsti di cui sopra presentando domanda entro la scadenza del 21 dicembre 2021.

Gli stessi aiuti saranno destinati ora alle attività che “alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano chiuse in conseguenza delle misure di prevenzione adottate” con l’articolo 6, comma 1, del DL n. 221 del 24 dicembre 2021: sale da ballo, discoteche e locali assimilati.

Per quanto riguarda gli importi invece qualcosa cambia con l’arrivo del decreto Sostegni ter, infatti i precedenti aiuti prevedevano contributi a fondo perduto fino a 3.000 euro ed una maggiorazione per discoteche e sale da ballo di 25.000 euro, che è stato successivamente ridotta a 8.661 euro.

I nuovi aiuti, che si baseranno sulle regole già esistenti, potranno contare su una dotazione di 30 milioni di euro. Nel testo della bozza del decreto leggiamo a tal proposito che “per l’attuazione della presente disposizione si applicano, in quanto compatibili, le vigenti misure attuative disciplinate dall’articolo 2 del decreto-legge n. 73 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2021”.

Le stesse imprese potranno, sulla base di quanto si dispone nel nuovo decreto Sostegni, beneficiare anche di un’altra agevolazione che consiste nella sospensione dei seguenti versamenti:

  • versamenti per le ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600 e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, operati in qualità di sostituti d’imposta, nel mese di gennaio 2022
  • versamenti per l’IVA in scadenza nel mese di gennaio 2022.

La bozza del decreto prevede per ora la scadenza per entrambi i suddetti versamenti al 16 settembre 2022 con pagamento in unica soluzione.

Decreto Sostegni ter: contributi a fondo perduto per attività di vendita al dettaglio

Per quel che riguarda gli aiuti economici destinati alle attività di commercio al dettaglio arriva anche conferma dal ministero dello Sviluppo Economico che annuncia che con il decreto Sostegni ter viene istituito il “Fondo per il rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio”.

In questo caso quindi il governo non rimette in campo misure già introdotte in passato a sostegno di alcune categorie di imprese, ma dispone nuovi interventi con risorse che ammontano in tutto a 200 milioni di euro per il solo 2022.

Vediamo quindi quali sono i requisiti che le imprese dovranno soddisfare per poter beneficiare di questi nuovi aiuti. Potranno accedervi le imprese che:

  • svolgono prevalentemente un’attività di commercio al dettaglio classificata con uno dei seguenti codici ATECO 2007: 47.19, 47.30, 47.43, nonché tutte le attività che rientrano nei gruppi con codice 47.5, 47.6, 47.71, 47.72, 47.75, 47.76, 47.77, 47.78, 47.79, 47.82, 47.89 e 47.99
  • nel 2019 hanno registrato ricavi che non superano il tetto dei 2 milioni di euro
  • nel 2021 hanno registrato una riduzione dei ricavi o dei corrispettivi non inferiore al 30 per cento rispetto a quelli realizzati nel 2019
  • risultano avere sede legale ed operativa nel territorio dello Stato nonché regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel registro delle imprese
  • non si trovano in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie
  • non si trovavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, salvo le eccezioni previste dalla disciplina europea di riferimento in materia di aiuti di Stato
  • non sono state interessate da sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto Lgs dell’8 giugno 2001, n. 231.

Si tratta in questo caso di ristori che rientrano nel quadro degli Aiuti di Stato, pertanto la domanda non deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate bensì al Ministero dello Sviluppo Economico, e sarà quest’ultimo ad occuparsi della gestione della misura, fornendo tutte le informazioni necessarie circa le modalità per fare richiesta.

Quanto agli importi che verranno riconosciuti alle imprese in possesso dei requisiti previsti, il calcolo si basa sul meccanismo delle percentuali, differenziate per dimensione, applicate alle perdite che l’attività ha subito a causo di chiusure e restrizioni imposte.

Per stabilire l’importo degli aiuti economici previsti si farà quindi la differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l’ammontare medio mensile degli stessi ricavi relativi al periodo d’imposta 2019, e si andranno quindi ad applicare a seconda dei casi le seguenti percentuali.

Per ricavi conseguiti nel 2019:

  • fino a 400 mila euro: 60%
  • da 400 mila a 1 milione di euro: 50%
  • da 1 a 2 milioni di euro: 40%.

In ogni caso non dimentichiamo che tutti i dettagli circa le misure di cui sopra dovranno essere eventualmente confermate nel testo ufficiale del decreto Sostegni ter, mentre le informazioni finora pervenute sono quelle relative alla bozza.

Decreto Sostegni ter: quali sono gli aiuti per le imprese del wedding, feste e cerimonie

Tra le misure a sostegno delle imprese che più sono state danneggiate dalle restrizioni e dalle chiusure imposte in chiave anti-contagio troviamo l’estensione di alcuni aiuti economici a nuove categorie di beneficiari.

Si tratta anche in questo caso quindi del potenziamento di vecchie misure, ed in particolare ci riferiamo al Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite che fu istituito dall’articolo 26 del primo decreto Sostegni. Questo fondo sarà potenziato con un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro per offrire sostegno anche a parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici.

Ci sono poi altri 40 milioni di euro che andranno a garantire l’erogazione dei contributi a fondo perduto che erano stati previsti all’articolo 1 del decreto Sostegni bis, a tutte le imprese e alle attività individuate sulla base dei seguenti codici ATECO:

  • Organizzazione feste e cerimonie, 96.09.05
  • Ristoranti e attività di ristorazione mobile, 56.10
  • Fornitura di pasti preparati (catering per eventi) 56.21
  • Bar ed esercizi simili senza cucina 56.30
  • Gestione piscine 93.11.2

Per poter beneficiare dei ristori di cui sopra è necessario che le imprese che presentano l’istanza soddisfino “cumulativamente” i seguenti requisiti:

  • aver registrato una riduzione del fatturato che non risulti inferiore al 40% rispetto a quello realizzato nel 2019. Nel caso di imprese costituite nel 2020 la riduzione di fatturato sarà rapportata al periodo di attività del 2020 decorrente dalla data di costituzione e iscrizione al registro delle imprese, tenendo conto del fatturato registrato nel suddetto periodo e del fatturato registrato nello stesso periodo del 2021
  • aver registrato nel periodo d’imposta 2021 un peggioramento del risultato economico d’esercizio pari o superiore al 30%.

Restano valide poi tutte le altre regole che erano state stabilite per accedere ai fondi stanziati per l’anno 2021.

Per quel che riguarda i ristori previsti dal decreto Sostegni ter ricordiamo inoltre che la platea di beneficiari viene estesa comprendendo anche le associazioni e le società sportive dilettantistiche che sono state più penalizzate dalle restrizioni imposte, con particolare attenzione per le associazioni e le società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti sportivi.

Il decreto Sostegni ter prevede, quanto meno nella sua bozza, la possibilità di indirizzare una parte delle risorse stanziate con il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano, che è stato istituito con l’articolo 1, comma 369, della legge del 27 dicembre 2017, n. 205, all’erogazione di ulteriori contributi a fondo perduto.

Si prevede di utilizzare 20 milioni di euro delle risorse stanziate nell’ambito del decreto Sostegni ter per erogare aiuti economici alle società e alle associazioni che si fanno carico delle spese sanitarie non solo per i tamponi, quindi prevenzione e diagnosi di Covid-19, ma anche per la sanificazione degli ambienti come da disposizioni vigenti.

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