L’Ue contesta l’Assegno Universale Unico dell’Italia. Ecco perché potrebbe essere cancellata la misura

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L'Unione Europea contesta l'Assegno Universale Unico dell'Italia - BorsaInside.com

L’Assegno Universale Unico, un servizio erogato dall’INPS, è stato al centro delle recenti controversie a livello europeo. Questa iniziativa, concepita per fornire un sostegno alle famiglie con figli a carico, è stata oggetto di una contestazione da parte della Commissione Europea.

Perché Bruxells contesta l’Assegno Universale Unico dell’Italia?

La Commissione Ue ha ufficialmente contestato l’Assegno Unico, sostenendo che viola il diritto dell’Unione Europea, in quanto non tratta i cittadini dell’UE in modo paritario, configurandosi come una forma di discriminazione.

Inoltre, il regolamento sul coordinamento della sicurezza sociale proibisce qualsiasi requisito di residenza per ricevere prestazioni come gli assegni familiari.

L’errore principale individuato riguarda le modifiche apportate all’Assegno Unico a partire da marzo 2022. Questa revisione ha limitato il diritto al beneficio solo alle persone che risiedono in Italia da almeno due anni e che vivono nella stessa famiglia dei loro figli. La Commissione Europea ha espresso chiaramente la sua insoddisfazione riguardo questa restrizione attraverso una costituzione in mora inviata all’Italia nel febbraio 2023.

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Cosa farà l’Italia?

In merito alla costituzione in mora, l’Italia ha fornito una risposta nel giugno 2023. Tuttavia, la Commissione Europea non ritiene che la risposta affronti in modo soddisfacente le preoccupazioni sollevate. Di conseguenza, è stato inviato un parere motivato, concedendo all’Italia due mesi di tempo per adottare le misure necessarie.

Al momento, le direttive future non sono ancora chiare, poiché è in corso l’esame della risposta italiana. Nel frattempo, si procede secondo le modalità già adottate in passato. Coloro che hanno già beneficiato dell’Assegno Unico nel 2023 non devono presentare nuovamente la richiesta, mentre gli altri possono rivolgersi all’INPS per inoltrare la domanda.

Ricordiamo che per coloro che hanno diritto all’Assegno Unico, la data di erogazione dipende dalla data di presentazione della domanda. Il calcolo degli importi si basa sull’ultima attestazione ISEE disponibile. In particolare, il sussidio dell’assegno unico 2023 sarà erogato a partire dal mese successivo a quello in cui è stata trasmessa la domanda.

E mentre le norme europee mettono in discussione la validità dell’Assegno Unico, le famiglie italiane continuano a navigare un terreno incerto, con l’auspicio di una risoluzione che preservi i benefici di questa iniziativa cruciale, specie in un momento in cui la povertà si presenta con un problema quanto mai diffuso nel Paese.

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