Novità reddito di cittadinanza in legge di bilancio, l’offerta di lavoro potrà anche non essere “congrua”

tessera del reddito di cittadinanza

Con la Legge di Bilancio 2023, messa a punto dal governo di Giorgia Meloni, il Reddito di Cittadinanza non solo viene notevolmente ridimensionato in quanto le mensilità passano da 12 a 8 soltanto per il nuovo anno, ma con l’ultima modifica proposta da Noi Moderati il beneficiario del sussidio dovrà accettare qualsiasi offerta di lavoro.

La proposta rivendicata dal leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, prevede infatti che sia rimosso l’aggettivo “congrua” riferito all’offerta di lavoro destinata ad un beneficiario del Reddito di Cittadinanza. In altre parole è sufficiente rifiutare una qualsiasi offerta di lavoro, anche se è a mille chilometri da casa, se lo stipendio offerto è notevolmente più basso dell’ultimo stipendio percepito, e qualsiasi sia la mansione da svolgere.

Reddito di Cittadinanza, l’offerta di lavoro non potrà essere rifiutata anche se non “congrua”

Per capire bene in cosa consiste la modifica al Reddito di Cittadinanza proposta da Noi Moderati bisogna prima fare un passo indietro e rivedere quali erano fino ad ora le condizioni sulla base delle quali un cittadino aveva diritto al sussidio contro la povertà fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle e introdotto dal primo governo Conte.

Ad oggi, ancora per poco, i percettori del Reddito di Cittadinanza possono continuare a ricevere il sussidio anche se rifiutano un’offerta di lavoro, a meno che questa offerta non risulti essere “congrua”, cioè adeguata al profilo del candidato sotto una serie di aspetti.

Infatti perché si possa parlare di offerta di lavoro “congrua” questa deve essere:

  • in linea con il percorso scolastico e professionale del candidato, e in linea con le esperienze lavorative maturate
  • raggiungibile entro gli 80km massimo dalla residenza del candidato, oppure entro una distanza di cento minuti coi mezzi di trasporto pubblici
  • in grado di garantire una retribuzione quantomeno superiore del 20% rispetto a quella ottenuta nell’ultima mensilità.

Cosa cambia quindi con la proposta di modifica avanzata da Maurizio Lupi di Noi Moderati, poi approvata e inserita in Legge di Bilancio? Semplicemente qualsiasi offerta di lavoro sarà ritenuta valida e quindi se il beneficiario del reddito di cittadinanza dovesse rifiutarla perderà immediatamente il sussidio.

La rimozione dell’aggettivo “congrua” determina quindi un radicale cambiamento nell’impostazione del Reddito di Cittadinanza. Sul sito stesso del RdC viene spiegato cosa si intende per offerta di lavoro congrua.

“Viene considerata la coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate; la distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico; la durata della fruizione del beneficio. Rispetto alla distanza del luogo di lavoro, è congrua un’offerta entro 80 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile in cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici”.

Come sarà il Reddito di Cittadinanza nel 2023

Il Reddito di Cittadinanza è destinato a sparire nel corso del 2023, per essere poi rimpiazzato da un’altra misura di sostegno economico alle famiglie dal carattere prettamente assistenzialista, cioè destinata solo a coloro che non sono in grado di lavorare per una serie di ragioni non meglio specificate.

Della misura che andrà a sostituire a partire dal gennaio 2024 il Reddito di Cittadinanza in realtà si sa ancora ben poco, quel che è certo è che l’attuale misura ha i mesi contati. Per l’intera durata del 2023 però sarà ancora possibile per chi risulta in possesso di tutti i requisiti, continuare a percepire il sussidio, ma vediamo esattamente come funzionerà con l’inizio del nuovo anno.

Il Reddito di Cittadinanza sarà erogato per un numero massimo di 8 mensilità invece delle originali 12. Le mensilità continueranno ad essere dodici invece per gli inoccupabili, gli over 60, e le persone con figli e disabili a carico.

Il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, aveva anche proposto di ridurre ulteriormente il numero di mensilità, facendole passare (sempre per gli occupabili) da 8 a 6 soltanto. A differenza dell’altra proposta, questa non è andata però in porto.

In sintesi quindi il Reddito di Cittadinanza nel 2023 avrà le seguenti caratteristiche:

  • agli ‘occupabili’ sarà erogato per un massimo di 8 mensilità
  • agli inoccupabili sarà erogato per un massimo di 12 mensilità
  • non potrà essere rinnovato né dopo le 8, né dopo le 12 mensilità
  • verrà revocato a chi rifiuta una qualsiasi offerta di lavoro.

Quali saranno i requisiti per ricevere il Reddito di Cittadinanza nel 2023

Per quanto riguarda i requisiti da soddisfare per poter richiedere il Reddito di Cittadinanza la principale novità riguarda appunto la caratteristica della ‘congruità’ che viene cancellata, e quindi il decadere del diritto a ricevere il sussidio nel momento in cui il percettore rifiuta una qualsiasi offerta di lavoro ovunque sul territorio dello Stato italiano.

Quanto agli altri requisiti, viene confermato che possono accedere al beneficio:

  • i cittadini italiani, europei o extra UE con regolare permesso di soggiorno, con residenza in Italia da almeno 10 anni di cui due continuativi
  • con un Isee fino ad un massimo di 9.360 euro
  • con un patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, che non superi i 30 mila euro
  • con un reddito familiare che non superi i 6 mila euro, anche se potrà essere incrementato fino a raggiungere 9.360 euro se la famiglia vive in affitto
  • con un patrimonio finanziario che non superi i 6 mila euro, incrementato a seconda del numero totale dei componenti del nucleo familiare.

Potranno ricevere il Reddito di Cittadinanza nel 2023 per 12 mensilità solo i caregivers, coloro che hanno figli minorenni, che hanno oltre 60 anni, sono disabili o inabili al lavoro.

Chi non risulta in possesso dei suddetti requisiti potrà ricevere fino ad un massimo di 8 mensilità del Reddito di Cittadinanza nel 2023, e sarà tenuto a frequentare corsi professionali per non perdere il beneficio.

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