Superbonus e bonus Casa, quali saranno rinnovati per il 2023 e quali scadono

tre pile di monete di altezza crescente e una villa con prato nello sfondo

Molti dei bonus Casa che abbiamo imparato a conoscere, o magari abbiamo utilizzato per effettuare interventi edilizi beneficiando di una riduzione della spesa sostenuta, sono cambiati o sono giunti a scadenza e non sono più stati rinnovati.

Altri bonus Casa però sono ancora presenti, e sono stati rinnovati anche per il 2023, a volte con la previsione di rimanere in piedi anche per gli anni seguenti. Vediamo quindi quali sono i bonus ancora disponibili, e in che modo sono stati modificati, cominciando naturalmente dal Superbonus.

Superbonus 110% o 90% per il 2023

Con il decreto Aiuti quater, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 novembre scorso, sono state apportate diverse modifiche al Superbonus. Il termine per la presentazione della Cilas è stato recentemente spostato dal 25 novembre al 31 dicembre, dando un mese in più a chi fosse interessato ad accedere all’agevolazione con la detrazione al 110%.

Il bonus sarà ancora accessibile anche il prossimo anno quindi, ma sono stati modificati i requisiti per l’accesso, con l’introduzione del requisito del reddito per ville e villette, e la riduzione della quota della detrazione al 90% per le nuove domande.

Bonus Ristrutturazione 2023

Il bonus Ristrutturazione resterà in vigore anche nel 2023, e si tratta di una detrazione al 50% su un limite massimo di spesa che è stato fissato a 96.000 euro.

Quest’agevolazione resterà in vigore, così come la conosciamo, fino alla fine del 2024 in realtà, ma naturalmente non possiamo escludere che in questi prossimi due anni non si andrà ad intervenire con modifiche che ora non sono in programma.

A partire dal 2025 poi la quota della detrazione del bonus Ristrutturazione tornerà alla sua aliquota originale, che è quella del 36% fino ad un tetto di spesa fissato a 48 mila euro.

Possono accedere al bonus Ristrutturazione tutti coloro che sostengono delle spese per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia che interessano singole unità immobiliari.

Se invece l’intervento riguarda aree comuni di edifici residenziali è possibile includere tra i lavori ammessi anche quelli di manutenzione ordinaria.

Sismabonus 2023, quando scade l’agevolazione

Anche il Sismabonus può essere sfruttato nei prossimi anni. Per l’esattezza si tratta di una detrazione fino all’85% delle spese sostenute per interventi in chiave antisismica, fino ad un tetto di spesa fissato a 96 mila euro.

Si tratta di un bonus ancora disponibile per altri due anni, con scadenza fissata attualmente al 31 dicembre 2024. Anche in questo caso a partire dal 1° gennaio 2025 la percentuale della detrazione torna al valore originale del 36%, con un tetto di spesa di 48 mila euro.

Gli interventi ammessi devono essere effettuati su edifici che sono situati nelle aree indicate come zone ad alta pericolosità di terremoti, suddivise in zone 1, 2 e 3.

Ecobonus, la scadenza resta a fine 2024

L’Ecobonus è uno dei bonus Casa che continueranno ad essere disponibili anche per i prossimi anni. Si tratta di una detrazione al 65% sulla spesa sostenuta per aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici.

L’importo massimo dell’ecobonus però varia a seconda della tipologia di intervento. Mentre per quel che riguarda le scadenze, sono ancora fissate al 31 dicembre 2024, con la riduzione del bonus al 36% a partire dal 1° gennaio 2025.

Bonus Mobili al 50% fino a fine 2024

Il bonus Mobili permette di ottenere una detrazione al 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, ma solo per abitazioni sulle quali sono stati effettuati interventi edilizi.

Si tratta di un’agevolazione introdotta per incentivare l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, infatti devono avere una classe non inferiore alla A nel caso dell’acquisto di forni, alla E per lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie, e alla F nel caso di acquisto di frigoriferi e congelatori.

La detrazione resterà al 50% della spesa per gli acquisti ammessi fino al 31 dicembre 2024, ma con un tetto che a partire dal 2023 scende da 10 mila a 5 mila euro soltanto.

Bonus Acqua potabile

Questo bonus dovrebbe indurre una riduzione del consumo dei contenitori di plastica. Si può accedere a quest’agevolazione quando si acquistano sistemi per migliorare la qualità dell’acqua erogata da un acquedotto per il consumo domestico.

Sono ammessi i lavori per l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e addizione di anidride carbonica alimentare. Il beneficiario del bonus Acqua potabile ottiene un credito di imposta del 50% sul costo dell’intervento, con un tetto fissato a 1.000 euro per le persone fisiche. In ogni caso il bonus sarà disponibile ancora per tutta la durata del 2023, con scadenza fissata al 31 dicembre del prossimo anno.

Bonus Verde, detrazione del 36% fino a fine 2024

Il bonus Verde consiste in una detrazione al 36%, per un importo totale che non può superare i 5.000 euro per immobile, a copertura di parte delle spese sostenute per interventi quali la sistemazione di aree verdi, private inserite in edifici, e l’installazione di impianti di irrigazione o pozzi, e per la realizzazione di coperture o giardini pensili.

Bonus Facciate e bonus prima casa under 36 scadono nel 2022

Quelli che abbiamo visto fin qui sono i bonus che resteranno disponibili anche dopo la fine dell’anno, mentre il bonus Facciate e il bonus prima casa per under 36 non sono stati prorogati, almeno fino ad ora, quindi saranno disponibili solo fino a fine 2022.

Il bonus Facciate permette di ottenere una detrazione del 60% sulle spese sostenute per il recupero o il restauro della facciata esterna degli immobili che si trovano in zone classificate A oppure B.

Il bonus prima casa under 36 invece non riguarda interventi di natura edilizia, ma semplicemente l’acquisto di una nuova casa da destinare ad abitazione principale.

I soggetti in possesso del requisito anagrafico, e in grado di soddisfare le altre condizioni, possono ottenere una riduzione delle imposte da pagare contestualmente alla stipula dell’atto notarile di compravendita immobiliare, nonché alcune agevolazioni connesse all’accesso ad un mutuo per l’acquisto dell’immobile.

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