Tassa di soggiorno a 10 euro, ecco le città in cui si pagherebbe di più nel 2023

vista della città di Firenze con il duomo e le montagne sullo sfondo

Tra i vari aumenti che sono scattati a partire dal mese di gennaio del nuovo anno c’è anche quello che riguarda la tassa di soggiorno. Il governo di Giorgia Meloni ha infatti deciso di introdurre la possibilità, per alcuni comuni a forte vocazione turistica, di portare la tassa di soggiorno fino a 10 euro al giorno.

Inutile dire che ci sono già dei Comuni italiani che hanno tutti i requisiti per portare la tassa di soggiorno a 10 euro, e che potrebbero quindi cogliere la palla al balzo. Altri potrebbero aggiungersi in seguito, a patto che raggiungano i requisiti richiesti.

La novità è contenuta nella Legge di Bilancio 2023, per l’esattezza si tratta di quanto stabilito dall’articolo 787. Per poter aumentare la tassa di soggiorno fino a 10 euro al giorno è necessario però risultare città a forte vocazione turistica, ma cosa vuol dire esattamente?

Quali città possono portare la tassa di soggiorno a 10 euro

Sulla base di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2023 all’articolo 787, per poter portare la tassa di soggiorno a 10 euro è necessario che la città abbia registrato nelle ultime rilevazioni, presenze turistiche di almeno 20 volte superiori al numero complessivo dei residenti.

Secondo la norma bisogna prendere in considerazione il dato Istat relativo al triennio 2017-2019, in modo da potersi basare su rilevazioni precedenti al periodo della pandemia che, naturalmente, ha fatto crollare il numero di visitatori.

Con la novità contenuta in Legge di Bilancio 2023 sono arrivate anche le critiche di Assoturismo Confesercenti, che insieme a Federalberghi ha protestato contro questa misura.

Nel frattempo sono stati individuati i primi Comuni italiani che risultano già in possesso del requisito per portare la tassa di soggiorno a 10 euro, ma la lista per il momento è ancora corta:

  • Firenze
  • Pisa
  • Rimini
  • Siena
  • Venezia
  • Verbania

In queste città in realtà il requisito delle presenze turistiche di 20 volte superiori al numero dei residenti viene quasi sempre ampiamente superato.

Infatti secondo il Centro studi turistici di Firenze per il periodo 2017-2019 le presenze erano di 50 turisti per abitante a Rimini, 48,6 per abitante a Venezia, 30,5 per abitante a Verbania, 29,1 per abitante a Firenze e 20,1 per abitante a Siena.

La preoccupazione delle associazioni del turismo è legata al fatto che quanto più il rapporto tra residenti e turisti raggiunge valori elevati, tanto maggiori saranno le probabilità che la tassa di soggiorno venga portata fino a 10 euro.

Inoltre con la novità inserita in Legge di Bilancio alcuni Comuni che non sono direttamente interessati stanno valutando di inserire per la prima volta la tassa di soggiorno, anche se questo dovesse avere un effetto negativo sul turismo.

A Venezia sul tema è stata organizzata una consultazione pubblica, e in seguito verrà presa una decisione in merito alla possibilità di portare la tassa di soggiorno fino a 10 euro. Nel Comune di Siena si è acceso un vivace dibattito sulla questione, con la presidente locale di Federalberghi che ha proposto che il ricavo della tassa venga reinvestito nel settore del turismo. E anche a Firenze ancora non è stata presa alcuna decisione.

In quali Comuni italiani arriva per la prima volta la tassa di soggiorno

Tra i primi Comuni italiani che hanno deciso di introdurre per la prima volta la tassa di soggiorno troviamo Pomarance, in provincia di Pisa. Con un totale di appena 5.800 abitanti si trova ad ospitare quantità di turisti relativamente grandi.

Il vice sindaco, Nicola Fabiani, ha difeso la decisione presa dalla giunta spiegando che è dovuta al caro-bollette e al fatto che non sono previsti aiuti statali adeguati. In questo Comune le tariffe sono ora le seguenti:

  • nessuna tassa di soggiorno per i camper
  • 0,50 euro per le strutture alberghiere a 1 o 2 stelle
  • 1 euro per alberghi a 3 stelle, agriturismi, affittacamere, case vacanze, b&b e campeggi
  • 1,50 euro per alberghi a 4 stelle o più.

Un altro Comune che ha deciso di introdurre la tassa di soggiorno per la prima volta è quello di Laveno Mombello, in provincia di Verbania, dove l’imposta entrerà in vigore però a partire dal mese di aprile. Le tariffe saranno le seguenti:

  • 1,50 euro per alberghi a 1 o 2 stelle, campeggi, case vacanze, ostelli e affitti brevi
  • 2 euro per alberghi a 3 stelle
  • 2,50 euro per hoterl a 4 stelle o più.

Non dimentichiamo che per la tassa di soggiorno è previsto il pagamento per persona a notte, il che significa che la spesa per una famiglia di quattro persone che soggiorna una settimana in un Comune in cui la tassa è stata portata a 10 euro raggiungerà i 280 euro.

Un dato che non può che preoccupare gli albergatori, in quanto una spesa simile non può che incidere negativamente sull’afflusso turistico.

Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha espresso un parere del tutto negativo sulla decisione di dare la possibilità di portare la tassa di soggiorno fino a 10 euro, così pure Rosa Lotito, referente di Ospitalità italiana, che aveva richiesto in vano di cancellare il relativo emendamento.

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