Meeting BCE, ecco come cambia lo scenario – Bank Lombard Odier

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Ecco come cambia lo scenario dopo la riunione (parzialmente sorprendente) della BCE.

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La riunione BCE si è chiusa con qualche parziale sorpresa, e gli analisti non hanno certamente fatto attendere il riallineamento delle proprie posizioni, e l’interpretazione degli effetti delle decisioni del board dell’istituto di Francoforte.

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Samy Chaar, Chief Economist di Bank Lombard Odier, ha ad esempio ricordato come dal meeting siano emersi 4 punti principali:

  1. le attese per la crescita del PIL reale di quest’anno sono state riviste significativamente al ribasso, passando dall’1,7% all’1,1%. A causa della diminuzione delle stime di crescita, la BCE prevede ora che ci vorrà più tempo per raggiungere il target di inflazione, poco sotto il 2%. Nel 2019, invece, l’inflazione è prevista all'1,2% rispetto all’1,6% atteso in precedenza e non dovrebbe superare l'1,6% anche nei prossimi tre anni, molto al di sotto – dunque - del target succitato;
  2. verrà lanciato un terzo ciclo di Targeted Long Term Refinancing Operations (TLTRO III), per poter evitare che la fine del secondo round di TLTRO sia troppo brusca. Verranno in questo modo garantire condizioni di finanziamento più fluide, anche se tale nuovo round, con una scadenza di 2 anni, sarà condotto ogni trimestre, tra settembre 2019 e marzo 2021. Il programma sarà attivo fino a marzo 2023;
  3. la BCE ha esteso la propria forward guidance, dichiarando a sorpresa che il primo rialzo dei tassi di interesse si vedrà solo alla fine del 2019. E’ lecito affermare che i tassi rimarranno invariati fino a quando l'inflazione non mostrerà segni di convergenza sostenuta verso il target;
  4. i reinvestimenti del debito in scadenza (acquisti di circa 20 miliardi di euro al mese) dureranno più a lungo del previsto per mantenere stabile il bilancio.

Sulla base di ciò, chiara è l’interpretazione di Chaar, che afferma di non attendersi alcun rialzo dei tassi quest’anno da parte della BCE, in linea con la forward guidance, mentre per quanto attiene la crescita economica, è interessante notare che la revisione al ribasso delle previsioni di crescita del PIL nell’Eurozona da parte della BCE sia legata principalmente alle incertezze geopolitiche, al protezionismo e al commercio (altri fattori si sono invece attenuati).

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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