Cambio euro dollaro, Bullard (Fed) apre a taglio tassi 25pb a luglio

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La Fed si dirige verso il taglio dei tassi. E la Bce, intanto, cosa farà sul fronte dell'allentamento monetario?

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Che un taglio dei tassi di interesse di riferimento da parte della Fed fosse nell’aria, era noto da tempo. Nelle ultime ore, però, questa convinzione sembra essersi rafforzata dopo le aperte dichiarazioni di del presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, che al Wall Street Journal ha affermato che un taglio di 25bps sui tassi fed funds, questo mese, “sarebbe appropriato”.

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Detto ciò, per il momento Bullard ha anche precisato di non ritenere necessario programmare altri tagli, e che pertanto per ora questa riduzione potrebbe essere sufficiente a fronteggiare adeguatamente lo scenario in formazione.

Peraltro, le dichiarazioni di Bullard arrivano proprio mentre Nordea elaborava alcune riflessioni piuttosto interessanti su quel che potrebbe o dovrebbe fare l’altra grande banca centrale di riferimento globale, la Banca centrale europea.

Tuuli Koivu, analista di Nordea, suggerisce infatti che, date le deboli prospettive economiche, la bassa inflazione di fondo e le aspettative di inflazione per l'area dell'euro, siano condizioni utili per poter indurre la BCE a preparare ulteriori stimoli.

Koivu ha specificato come nelle ultime settimane la BCE abbia preparato attentamente il terreno per un nuovo pacchetto di stimolo monetario, e che i discorsi del presidente Draghi e di altri economisti dell’istituto sono stati interpretati come un supporto per un ulteriore allentamento. La motivazione principale per un nuovo ciclo di quantitative easing è che le prospettive macroeconomiche sono rimaste molto incerte e che l'inflazione di fondo, in particolare, non ha mostrato solidi segnali di accelerazione verso il target della BCE. Inoltre, le aspettative di inflazione basata sul mercato sono a livelli molto bassi, il che suscita preoccupazioni per la credibilità della BCE – ha concluso Koivu.

Riteniamo che i recenti dati economici siano stati abbastanza positivi da ritardare la decisione fino a settembre, quando verranno pubblicate le nuove proiezioni macroeconomiche del personale della BCE. Molto può dipendere dai dati PMI pubblicate solo un giorno prima della riunione. Prospettive deboli tra le aziende potrebbero essere un fattore scatenante sufficiente per attirare l'attenzione dei governatori, che finora non hanno visto ulteriori stimoli come necessari per sostenere un nuovo pacchetto di alleggerimento" – ha aggiunto l’esperto.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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