Debito pubblico italiano aumenta a settembre: aggiornamenti mettono l’Italia in un vicolo cieco

Nel pieno del braccio di ferro tra Italia ed Europa sulla manovra varata da governo Lega 5 Stelle, la Banca d’Italia ha fornito la nota di aggiornamento sull’ammontare del debito pubblico italiano. Secondo le cifre comunicate da via Nazionale nel Bollettino Statistico mensile a settembre 2018 il debito pubblico si è attestato a oltre 2.331 miliardi di euro, valore che si confronta con i circa 2.327 miliardi del mese precedente e i 2.263 miliardi di fine 2017. L’aumento mensile del debito pubblico dell’Italia è stato pari a 4,7 miliardi di euro. Nonostante il forte incremento dell’indebitamento, comunque, le statistiche storiche continuano ad indicare nel dato del mese di luglio, il livello record. A luglio 2018, infatti, il debito pubblico italiano era stato pari a2.342 miliardi di euro, rispetto ai circa 2.323 miliardi del mese precedente e ai 2.263 miliardi di fine 2017. La crescita da giugno a luglio era stata pari a 18,4 miliardi di euro.

Il debito pubblico italiano, ormai a livelli record da decenni, è considerato il vero tallone d’Achille dell’economia dell’Italia. Se il Bel Paese non riesce ad imboccare con convinzione la strada della crescita economica è perchè il debito pubblico rappresenta una zavorra. Come emerge dallo storico sul debito pubblico dell’Italia, l’ammontare è costantemente cresciuto diventando un vero e proprio fardello. Logicamente un alto indebitamento pubblico ha tutta una serie di conseguenze su quella che è l’economia reale del Paese. 

Statisticamente per procedere ad una valutazione dell’ammontare del debito pubblico rispetto alla ricchezza economica dell’Italia e quindi poter poi confrontare tale dato con gli altri debiti pubblici nazionali, si procede  rapportarlo al PIL, il Prodotto Interno Lordo dell’Italia (rapporto deficit/PIL). 

Intanto, dopo la diffusione del dato aggiornato sul debito pubblico dell’Italia, lo spread BTP BUND registra un ulteriore allargamento a 313 punti base e la stessa Borsa Italiana, positiva in apertura di contrattazioni, ora è passata in negativo. Tra le azioni peggiori sul Ftse Mib oggi ci sono le Prysmian e le STMicroelectronics. Le prime, mentre è in corso la scrittura del post, registrano un calo del 5,1 per cento a quota 16,6 euro mentre STM è in perdita del 2,5 per cento a quota 12,12 euro. 

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