Cina, la Banca centrale avvia nuovo maxi stimolo finanziario

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Nuove iniezioni di liquidità all'interno del mercato bancario cinese dopo gli ultimi annunci di Trump.

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Martedì la Banca centrale cinese ha prestato 200 miliardi di yuan (31 miliardi di dollari) alle istituzioni finanziarie mediante il suo strumento di prestito a medio termine (MLF), giustificando tale comportamento sulla base delle preoccupazioni sulla liquidità e sui potenziali effetti economici che potrebbero sorgere da una potenziale guerra commerciale con gli Stati Uniti.

L'iniezione - a sorpresa - di denaro è giunta poche ore dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato i suoi intensi di protezionismo commerciale nei confronti di Pechino, minacciando di imporre una tariffa del 10% su 200 miliardi di dollari di merci cinesi.

Di qui, la risposta dell’istituzione finanziaria cinese. Considerando che nessun prestito FML era in scadenza martedì, la nuova iniezione va ad aggiungersi all’attuale piano in essere. Una mossa che, peraltro, arriva dopo la decisione inaspettata della Banca centrale - della scorsa settimana - di lasciare invariati i tassi di interesse sul denaro interbancario, dopo che invece la Federal Reserve USA aveva alzato il tasso ufficiale.

Gli analisti avevano previsto che la Banca popolare di Cina (PBOC) seguisse la scia lasciata dalla Fed e – dunque - aumentasse i tassi pur lievemente, come aveva fatto di solito, al fine di mantenere stabile lo spread tra i rendimenti cinesi e statunitensi. Tommy Xie, responsabile della ricerca presso OCBC Bank, ha dichiarato che l'iniezione di MLF è stata probabilmente “parte del pacchetto” di misure utili per contrastare le potenziali conseguenze del conflitto commerciale.

In altri termini, con l’incremento delle potenziali misure anti-commerciali per 200 miliardi di dollari, preannunciate dagli USA, non c'è modo per la Cina di controbilanciare in maniera diretta, ma il comportamento dell’istituto è servito a segnalare chiaramente che la Cina non rinuncerà ai suoi profitti a sostegno delle proprie industrie ad alta tecnologia.

“Invece di rimanere intrappolati in questo circolo vizioso dell’occhio per occhio – ha proseguito Xie – ci aspettiamo che la Cina acceleri il suo piano per aumentare la propria domanda interna attraverso politiche fiscali proattive per tagliare le tasse e aumentare le spese”. Di qui, l’intuizione che probabilmente la Banca popolare cinese potrebbe diventare più “stimolante” in un contesto di crescenti rischi di insolvenza del credito, rallentando la crescita e i rischi di una guerra commerciale incombente.

Ricordiamo che il tasso di interesse per FML a un anno è del 3,30%, invariato rispetto alla precedente iniezione MLF a un anno. L'iniezione di denaro doveva “compensare il gap di liquidità a medio-lungo termine nel sistema bancario” per contrapporre fattori quali i pagamenti delle imposte, l'emissione di titoli di stato e i pronti contro termine invenduti in scadenza – stando alle dichiarazioni della PBOC.

David Qu, economista di mercato presso ANZ Bank a Shanghai, ha affermato a CNBC che la banca centrale sta effettivamente affrontando alcune pressioni sul fronte della liquidità derivante dall'aumento dei costi di finanziamento delle società. “La banca centrale sta rispondendo a queste pressioni”, ha precisato, sottolineando poi come “l'emissione della FML potrebbe anche essere tesa ad alleviare le preoccupazioni che i mercati finanziari hanno sulla guerra commerciale sino-americana”.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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