Banca del Giappone lascia i tassi di interesse invariati, l’inflazione sale gradualmente

economia giapponese

Durante la riunione di politica monetaria del 28 ottobre, la Bank of Japan (BoJ) ha deciso ancora una volta di mantenere i tassi di interesse all’attuale livello di -0,10%. Gli economisti sono rimasti sorpresi dalla mossa, dato che i recenti dati CPI hanno registrato a Settembre un nuovo massimo per l’inflazione, in aumento al 3% su base annua dal 2,8% del mese precedente.

Giappone grafico prezzi al consumo

C’è ancora ottimismo, nonostante la crescita dei prezzi prosegua attualmente a un tasso superiore all’obiettivo del 2%, e nonostante sia stata pari o superiore a questo livello per sei mesi consecutivi. Soprattutto considerando che il Paese, nota meta turistica, ha ripreso l’ingresso pressoché illimitato di visitatori, a seguito dei blocchi di questi ultimi due anni dovuti all’epidemia. Inoltre, i problemi di approvvigionamento stanno iniziando a risolversi, e il tasso di crescita del PIL congiunturale ha registrato un +0,9% rispetto al precedente mese.

I dati storici per il Giappone indicano che il tasso di interesse annuo è stato in media del 3% per gli anni dal 1960 al 2021. Nonostante i recenti rialzi siano stati vissuti da alcuni come motivo di grave ansia, il Giappone è ancora in una situazione eccellente e si distingue come un’anomalia totale rispetto a molte altre Nazioni comparabili in termini di ricchezza. Per intenderci, attualmente l’inflazione è vicina al 10% in Europa, al di sopra dell’8% negli Stati Uniti e oltre il 7% in Australia.

Alcuni economisti prevedono che la politica monetaria estremamente accomodante della nazione giungerà presto al termine. Ad ogni modo, il Paese eviterà verosimilmente gli improvvisi aumenti dei tassi di interesse sperimentati in altre Nazioni come gli Stati Uniti e il Regno Unito. Dopo aver alzato i tassi rispettivamente di un totale di 300 e 200 punti base, durante l’ultimo ciclo di inasprimento, le banche centrali di entrambi i Paesi hanno in programma di annunciare ulteriori significativi aumenti dei tassi nelle rispettive riunioni di politica monetaria in programma la prossima settimana.

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Dichiarazione della BoJ

Un mese fa, quando i tassi sono rimasti allo stesso livello di -0,10%, i funzionari sembravano preoccupati riguardo alle potenziali maggiori pressioni nell’immediato futuro sull’economia, per via dell’aumento del costo delle materie prime e delle continue problematiche dovute alle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Queste preoccupazioni non sembrano però aver avuto molto effetto sul sentiment della banca riguardo al cambiamento della politica sui tassi di interesse.

Per ora non si tratta di preoccupazioni sufficientemente forti da richiedere variazioni drastiche.

Nel suo breve comunicato pubblico, la BoJ ha affermato che avrebbe continuato con il suo allentamento monetario quantitativo e qualitativo, con il controllo della curva dei rendimenti, e che avrebbe mantenuto tale linea fino a quando il tasso target del 2% non solo verrà raggiunto, ma rimarrà stabile.

Per il momento, sempre monitorando da vicino l’impatto del COVID-19, la Banca sosterrà i finanziamenti, principalmente alle imprese, manterrà la stabilità sui mercati finanziari, e non esiterà ad adottare ulteriori misure di allentamento, ove necessario; si aspetta inoltre che i tassi di interesse a breve e lungo termine rimangano ai livelli attuali se non inferiori“.

La BoJ manterrà anche il suo limite dello 0,25% sulle obbligazioni pubbliche a 10 anni e la sua intenzione di acquistare asset.

Lo yen continuerà a scendere?

In questo contesto, lo yen ha continuato a soffrire nei confronti del dollaro, toccando i minimi da 20 anni. Anche se la banca sembra essere intervenuta di recente per contribuire a limitare la svalutazione della propria divisa, il crescente differenziale dei tassi di interesse tra gli Stati Uniti e il Giappone probabilmente andrà ad ampliare ulteriormente il divario.

indice del dollaro

Il grafico qui sopra, dalla piattaforma di trading online ActivTrader del broker regolamentato ActivTrades, ci mostra un Dollar Index (sulla sinistra) salito alle stelle nel corso di quest’anno. Ciò indica in sostanza che il valore del dollaro è notevolmente aumentato rispetto alle altre valute principali.

Il movimento settimanale della coppia valutaria USD/JPY è invece rappresentato sul grafico a destra. Ad Ottobre, il cambio ha raggiunto livelli che non si vedevano da decenni, oltre la soglia psicologica di 150.

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Nella parte sinistra del grafico, puoi vedere che il sentiment di mercato su USD/JPY è attualmente piuttosto ribassista, dal momento che il 65% degli utenti di Activtrades sta vendendo la coppia valutaria, contro il 35% in acquisto. Cosa ne pensi? Si verificherà una correzione tecnica sull’USD/JPY o i prezzi continueranno a salire?

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