Outlook Mercati Emergenti 2019, previsioni positive per Merian Global Investors

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Tutte le previsioni sui mercati emergenti da parte di Merian Global Investors per il 2019.

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I mercati emergenti sono stati messi a dura prova nel corso del 2019: le incertezze sulla guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina hanno reso ancora più complesso un contesto già di per sé non particolarmente semplice, e la stretta della Federal Reserve ha determinato ulteriori effetti sulle economie non centrali.

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A ciò si aggiunga anche la forza del dollaro, che ha messo in difficoltà le valute degli emergenti nonostante i loro solidi fondamentali. Le sofferenze hanno riguardato soprattutto i Paesi con deficit di partite correnti più ampie, tanto che alcune nazioni, come Argentina e Turchia, hanno dovuto mettere in atto iniziative per limitare gli sbilanci macro per poter porre fine al deprezzamento delle valute. In debolezza anche i Paesi esportatori di petrolio, nonostante il miglioramento dei bilanci fiscali e delle partite correnti, considerato che i mercati hanno ignorato l’aumento del prezzo del greggio, preferendo focalizzarsi sui timori sul rallentamento dell’economia globale.

Previsioni 2019 Mercati Emergenti

E il 2019? Secondo quanto afferma Delphine Arrighi, gestore del fondo Merian Emerging Market Debt, di Merian Global Investors, nel 2019 i mercati emergenti potrebbero tornare a sovraperfomare. Molto dipenderà tuttavia dall’evoluzione delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina.

La Cina ha già rallentato la propria economia, e nel caso in cui (non certo improbabile) in cui l’economia americana dovesse faticare, è possibile che Trump possa riaprire il dialogo con maggiore incisività, come peraltro ha lasciato intendere negli ultimi giorni. Il tutto avviene poi in uno scenario contraddistinto da un Congresso Usa sempre più diviso, che riduce le possibilità di vedere ulteriori stimoli da parte del Governo americano, alimentando le ipotesi di concreto rallentamento della crescita statunitense, a un riprezzamento dei futuri rialzi della Fed e alla fine del ciclo di forza del dollaro.

Previsioni Argentina 2019: conviene investire su Buenos Aires?

Entrando più nel dettaglio delle singole economie emergenti, Merian principia dall’Argentina. Qui il peso ha perso metà del suo valore nel 2018, rimbalzando solo nel mese di ottobre dopo che i target monetari della Banca Centrale sono stati modificati. L’ampia svalutazione della valuta ha condotto a un rapido restringimento del deficit delle partite correnti e, grazie a un aggiustamento fiscale pari al 3% del Pil e alle necessità di finanziamento che sono coperte fino al 2020, le emissioni argentine dovrebbero continuare ad essere contenute.

Previsioni Brasile 2019: buon livello di attrattività

Il 2019 sarà l’anno di Jair Bolonaro, il nuovo presidente del Brasile. Nonostante la sua sia una figura evidentemente controversa, per il momento Bolsonaro ha convinto il mercato del fatto che rappresenti la migliore opzione per il Brasile a livello economico. Ecco spiegato il buon rally per gli asset brasiliani, che potrebbe continuare anche nei prossimi mesi.

Previsioni Indonesia 2019: Paese da overperform

Passando all’Indonesia, Merian ricorda come le autorità del Paese abbiano intrapreso una serie di azioni per mantenere il deficit delle partite correnti al di sotto del 2% rispetto al Pil e abbiano rinnovato gli sforzi per far sì che il deficit fiscale rimanga sotto al 2% nel 2019. L’inflazione sembra essere ben contenuta e ampiamente compresa negli obiettivi di Stato.

Previsioni Messico 2019: vulnerabilità politica

La Banca Centrale del Messico potrebbe incrementare i tassi per supportare il peso, ma nonostante ciò Merian ritiene che sussistano rischi non sottovalutabili. In particolare, le politiche del presidente potrebbero innescare dei deflussi nel mercato obbligazionario locale da parte di una comunità di investitori molto sovrappesata e offshore.

Previsioni Turchia 2019: il peggio è alle spalle?

A settembre la Banca Centrale della Turchia ha fortemente incrementato il tasso repo principale al 24% dal 17,75%, arginando la caduta della lira turca. Anche il brusco rallentamento della crescita dovrebbe aiutare a tenere sotto controllo l’inflazione nel 2019 e a frenare l’import, lasciando intendere che il peggio sia alle spalle.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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