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Forex trading, gli appuntamenti macroeconomici della settimana al 2 febbraio 2018

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Ecco tutti gli appuntamenti market mover che non dovreste perdere di vista!

Archiviata la giornata di ieri, particolarmente povera di spunti macro sia in area euro che in area dollaro, è giunto il momento di concentrarci sui principali eventi di Forex trading, cominciando dai confini a noi più prossimi.




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La settimana presenterà infatti per l’Eurozona innanzitutto la pubblicazione degli aggiornamenti dell’indice ESI della Commissione UE e dell’indice Istat di fiducia presso le imprese, che dovrebbero confermare che la fase di crescita economica dovrebbe procedere in maniera praticamente indisturbata in questa prima parte del 2018.

Sempre in eurozona usciranno i nuovi dati di stima sul PIL, che per il 4° trimestre dovrebbero mostrare la crescita dell’economia in lieve rallentamento a 0,5% t/t, per lo più dovuto alla Germania. In Francia la crescita del PIL è invece vista stabile a 0,6% t/t, e quella spagnola dovrebbe esser rallentata allo 0,7% t/t, dopo la forte spinta dell’ultimo anno. Ad ogni modo, il focus dei mercati dovrebbe però essere più sulle prime stime di inflazione che sull’andamento del PIL a fine 2017.

Le stime preliminari sull’inflazione dovrebbero invece mostrare un dato in calo all’1,1% a gennaio da un precedente 1,4%. L’inflazione sulla misura armonizzata è attesa in aumento di un decimo in Germania all’1,7%, ma in flessione di un decimo di punto in Francia e di quasi un punto in Spagna. In Italia, l’inflazione è attesa invariata all’1,0%.

Ancora più intensa è la settimana di dati negli USA. Qui il focus sarà sulla prima riunione del FOMC del 2018, il cui esito non dovrebbe però modificare lo scenario della politica monetaria, e dovrebbe lasciare aperta la porta per un rialzo in tempi brevi sulla base di una valutazione positiva della crescita e della previsione di graduale rialzo dell’inflazione.

Per quanto attiene gli altri dati, a gennaio l’ISM manifatturiero è previsto su livelli espansivi, e altrettanto positivo dovrebbe essere l’employment report, con crescita solida degli occupati e una possibile ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione: la fiducia dei consumatori dovrebbe restare elevata e coerente con crescita solida dei consumi.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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