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Carenze di semiconduttori, per Bosch è fondamentale rivedere le catene di fornitura

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L'operatore tedesco ritiene sia fondamentale modificare le strategie di approvvigionamento dei chip.

Bosch, il più grande fornitore di componenti auto al mondo, ha dichiarato qualche ora fa che le odierne catene di fornitura di semiconduttori nell'industria automobilistica non siano più adatte allo scopo, alla luce delle profonde carenze globali di chip.




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Harald Kroeger, un membro del consiglio di amministrazione di Bosch, ha precisato come le catene di approvvigionamento hanno ceduto nell'ultimo anno, poiché la domanda di chip proveniente da ogni settore è aumentata drasticamente in tutto il mondo. In coincidenza con l'aumento della domanda, diversi siti chiave di produzione di semiconduttori sono stati costretti a fermare la produzione.

A febbraio, una tempesta invernale in Texas ha per esempio causato dei blackout alla NXP Semiconductors, importante fornitore di chip per automobili e telefoni cellulari. A marzo, c'è stato un incendio in un impianto di semiconduttori in Giappone gestito da Renesas, uno dei maggiori fornitori di chip dell'industria automobilistica. In agosto, le fabbriche in Malesia sono state costrette a chiudere o limitare fortemente le proprie attività come contromisura per arginare la diffusione del coronavirus. Ne è conseguito che Volkswagen, BMW, Audi e altre società auto hanno ridotto la loro produzione.

Ora, molti osservatori e alcune parti in causa come Bosch, si domandano in che modo possano essere cambiate le catene di fornitura. Dal canto suo, per esempio, Bosch ha costruito un nuovo impianto di semiconduttori da 1 miliardo di euro a Dresda - la capitale dello stato tedesco della Sassonia e uno dei più grandi cluster europei di semiconduttori - negli ultimi due anni, e la produzione è iniziata il mese scorso. "Il fatto che abbiamo iniziato a costruire questo impianto un paio d'anni fa dimostra che ci aspettavamo che la domanda aumentasse drasticamente", ha detto Kroeger.

Una mossa molto simile è stata adottata da altri leader nei propri comparti, come Intel e TSMC, che stanno di fatto progettando di creare nuove fabbriche nei prossimi anni come parte integrante di un impegno finalizzato ad aumentare la produzione.

Kroeger ha poi precisato che si attende che la carenza di chip si estenda "fino al 2022", aggiungendo di ritenere altresì che la domanda rimanga stabile.

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