Il 2022 potrebbe essere un anno particolarmente premiante per le obbligazioni europee. A sostenerlo è una recente nota a cura di Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager di BlueBay Asset Management, secondo cui man mano che la ripresa delle attività successiva alla crisi post-Covid sembra consolidarsi, le istituzioni economiche e politiche, diventa sempre più importante cercare di comprendere come guidare questo rimbalzo economico.

Tra i principali esempi, cita ancora la nota, c’è il fatto che in tutto il mondo è evidente la conseguenza dei rallentamenti nella fornitura di energia e nelle spedizioni. E che come tutto questo possa impattare anche sui mercati finanziari, che in queste settimane sono attraversati da una crescente ondata inflazionaria.

Proprio a causa dell’inflazione dominante, BlueBay AM ritiene che alcuni mercati obbligazionari globali saranno duramente colpiti dalle ripercussioni che questo genererà sui rendimenti nominali. Tra i vari, si possono sicuramente annoverare quelli di Stati Uniti e Regno Unito.

E per quanto attiene l’Unione Europea?

La BCE

In questo trimestre l’attenzione sarà orientata fondamentalmente verso l’Eurotower, con la BCE che dovrebbe aggiornare il proprio atteggiamento, mantenendolo cauto e con la previsione che l’inflazione possa gradualmente ridursi durante il 2022, proprio mentre il mercato del lavoro vivrà una fase di irrobustimento. Il tutto, naturalmente, salvo sorprese negative sulle varianti del nuovo coronavirus.

Più nel dettaglio, è prevedibile come l’annuncio della fine del programma di acquisti per l’emergenza pandemica (PEPP) sarà affiancato da quello di un programma di acquisto degli asset (APP) più ampio e flessibile. In questo modo la BCE cercherà di contenere le oscillazioni nel livello generale dei tassi. I Bund, i titoli di Stato tedeschi, dovrebbero dunque tornare in un territorio positivo entro i prossimi sei mesi, anche se rimarranno prossimi allo zero.

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Lo scenario politico

In tale fase i mercati potrebbero anche godere di uno scenario politico favorevole. Le recenti elezioni politiche in Germania dovrebbero infatti supportare la formazione di un Governo influenzato da una coalizione di centro-sinistra e, contestualmente, è auspicabile un riavvicinamento tra Draghi, Scholz e Macron, con Italia, Germania e Francia impegnate in un ulteriore processo di integrazione. Ecco dunque che, secondo l’analista, l’allargamento degli spread dei titoli di Stato italiani rappresenti piuttosto un’opportunità di acquisto.

Le politiche fiscali

Infine, sul fronte delle politiche fiscali, si ritiene che l’economia sarà ben supportata man mano che ci avviamo verso l’anno prossimo. I livelli del debito stanno aumentando più sul lato fuori bilancio, con le obbligazioni dell’UE che si stanno affermando come i nuovi tassi privi di rischio nella zona euro. Il debito in Europa è cresciuto molto meno che negli Stati Uniti, e altri elementi sembrano supportare l’ipotesi che vi possa essere un mercato finanziario più stabile rispetto al passato. Il rischio principale per gli spread europei rimane dunque quello politico, con le elezioni del 2023 in Italia a costituire un ago della bilancia.

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