simbolo euro e palazzo BCE di Francoforte

Da settimane gli investitori si interrogano su quelle che saranno le prossime mosse della Banca Centrale Europea in materia di tassi di riferimento. Nelle ultime due riunioni, l’EuroTower ha incrementato i tassi di interesse di 125 punti base e attualmente il tasso di riferimento della BCE sui depositi, che rappresenta la soglia minima per i tassi del mercato monetario, è pari allo 0,75 per cento mentre il tasso di rifinanziamento ammonta all’1,25 per cento e quello sul prestito overnight all’1,50 per cento. Il livello dei tassi non è alto, tuttavia il fatto che essi siano stati incrementati al ritmo più veloce di tutti i tempi (125 punti in solo due riunioni) suggerisce che la BCE sia solo all’inizio della stretta.

Non ci sono dubbi sul fatto che la Banca Centrale Europea procederà con nuovi rialzi nel corso dei prossimi meeting. Differenze di vedute, invece, ci sono in relazione all’entità dell’aumento. Su questo punto proprio ieri la governatrice Lagarde ha lanciato un chiaro segnale affermando che ulteriori aumenti dei tassi saranno necessari anche nelle prossime riunioni dell’EuroTower.

Prendendo la parola durante un meeting organizzato in Germania, la governatrice ha detto chiaramente che sarà fatto tutto quello che è necessario fare per riuscire a fermare la corsa dell’inflazione. E tra i provvedimenti che verranno implementati per raffreddare l’inflazione ci saranno anche vari aumenti dei costi dei prestiti. La Lagarde ha quindi aggiunto che l’obiettivo primario della BCE è anzitutto quello di raggiungere il cosiddetto tasso neutro vale a dire quel livello di politica monetaria che non ostacola ma neppure stimola la crescita economica. Stando a quanto in precedenza dichiarata dai funzionari della BCE, il tasso neutro di dovrebbe attestare tra l’1 per cento e il 2 per cento.

Numeri alla mano, quindi, siamo ancora lontani dal tasso neutro e quindi c’è spazio per nuovi consistenti rialzi rispetto agli attuali valori. Considerando che lo scorso mercoledì, il capo della banca centrale finlandese Olli Rehn, aveva affermato che tasso neutrale dovrebbe essere già raggiunto prima di Natale, crescono le aspettative su un aumento del costo del denaro di 75 punti base già nel prossimo board di ottobre. Del resto in questi termini si è espresso il direttore della banca centrale slovacca Peter Kažimír proprio alcuni giorni fa.  

Cosa significa tutto questo per i mercati? Se lo scenario è quello di rialzi del costo del denaro in modo tale da raggiungere il tasso neutrale entro Natale, allora la situazione sulle borse nei prossimi mesi non è destinata ad essere poi tanto diversa da quella attuale anche perchè si tratta di capire cosa succederà quanto questo prima target sarà raggiunto. Probabilmente non lo sa neppure la BCE.

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