Panic selling su Prysmian: perchè le azioni oggi crollano?

Per le azioni Prysmian la seduta di oggi rischia di trasformazioni in un giovedì nerissimo. Mentre è in corso la scrittura del post, la quotazione Prysmian registra un ribasso del 9,27 per cento a quota 17,13 euro. Il sell-off che interessa il titolo in quarta di Ottava fa si che le azioni Prysmian siano le peggiori sul Ftse Mib. Anche il rosso delle azioni Juve, infatti, è più contenuto rispetto a quello che caratterizza la società dei cavi e sistemi. Dal punto di vista tecnico, il crollo delle quotazioni di Prysmian determinano un peggioramento dell’andamento del titolo sia su base mensile (nel corso dell’ultimo mese le azioni hanno perso l’8,3 per cento del loro valore) sia su base annua (nel corso dell’ultimo anno le quotazioni hanno perso quasi il 34 per cento del loro valore). Per avere un’idea della portata del crollo di Prysmian è sufficiente tenere in considerazione il fatto che il prezzo delle azioni era pari a 25 euro a febbraio 2018. Ad addolcire il quadro, però, c’è un elemento significativo: la quotazione Prysmian il 10 dicembre 2018 era inferiore a 15 euro! Oggi c’è il rischio che Prysmian possa imboccare nuovamente un trend ribassista. Il panic selling che caratterizza il titolo è infatti casuato da motivi domestici e tutti interni alla società.

La corsa a vendere azioni Prysmian è scattata a seguito delle comunicazioni della stessa società in merito al progetto WesternLink: Prysmian ha infatti rilevato un nuovo problema nel WesternLink che ha causato l’interruzione del sistema stesso. Ovviamente un team di esperti è ora al lavoro per localizzare il problema e calcolare quelle che potrebbero essere le ricadute economiche dello stesso. Nonostante questo impegno è palese che gli intoppi nel progetto realizzato tra Scozia e Galles da Siemens e Prysmian non accennino a calare. A preoccupare e deludere è il fatto che lo scorso ottobre il sistema WesterLink era stato già dichiarato pronto ad operare con una potenza iniziale massima di 2250 MW. Insomma i problemi ci sono e gli stessi investitori sono ora i primi a non perdonare scegliendo di vendere azioni Prysmian in modo massiccio.

Tra l’altro la notizia negativa ha avuto anche una immediata ripercussione ancora più negativa. In pieno sell-off su Borsa Italiana, gli analisti di Mediobanca hanno deciso di tagliare il rating su Prysmian da outperform a neutral, abbassando il target price da 23,7 euro a 21,3 euro. Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli analisti di Banca Akros che hanno ridotto il prezzo obiettivo su Prysmian da 26,5 euro a 23 euro. Secondo Mediobanca, a prescindere dalla quantificazione economica diretta, i nuovi problemi del WesterLink potrebbero avere un impatto negativo sulla reputazione di Prysmian con successive conseguenze negative sulla capacità di attrarre e chiudere nuovi contratti. 

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