Dividendo Eni sarà aumentato il prossimo anno, al via anche piano di buyback su azioni

Cambia la politica dei dividendi Eni e agli azionisti del Cane a Sei Zampe non può che fare piacere. Il consiglio di amministrazione della società italiana del settore petrolifero ha reso noto che, nell’ambito di una strategia volta a creare valore aggiunto per i titolari di azioni, l’ammontare della cedola in distribuzione il prossimo anno sarà aumentato. Attenzione perchè non si sta parlando di eventi lontani ma di impegni molto vicini nel tempo visto e considerato che il dividendo Eni che verrà incremento sarà quello relativo all’esercizio in corso e quindi in stacco nel 2020. Concretamente il consiglio di amministrazione della società petrolifera ha deciso di aumentare il dividendo Eni 2020 a 0,86 euro per azione, ossia il 3,6 per cento in più rispetto agli 0,83 euro che Eni ha deciso di staccare sull’esercizio 2018 come risulta da questo articolo. L’incremento della consistenza della cedola è comunque in linea con la politica societaria tesa ad offrire ai proprio azionisti una remunerazione in progressivo aumento.

Nel futuro di Eni non ci sarà solo un dividendo in aumento ma anche un corposo piano di buyback. Il consiglio di amministrazione della socuetà ha deciso di varare un piano di acquisto di azioni proprie della durata di quattro anni. Il piano di buy-back Eni mette sul piatto, per il 2019, risorse per complessivi 400 milioni di euro. Nei tre anni seguenti, invece, saranno destinati al piano 400 milioni di euro ogni anno in uno scenario che vede il petrolio Brent ad un prezzo compreso tra 60 e 65 dollari, oppure 800 milioni di euro se le quotazioni del petrolio Brent dovessero essere più alte rispetto all’estremo superiore del range indicato. 

Altri punti salienti della politica strategica di Eni al 2022 sono: un piano di investimenti per 33 miliari di euro, di cui 8 miliardi nell’esercizio 2018 e la previsione di ottenere una forte generazione di cassa. In relazione al secondo punto, il board del Cane a Sei Zampe ha precisato che nel 2019 il flusso di cassa operativo subirà un incremento di circa un miliardo di euro rispetto al 2018 e nel 2022 ci sarà una nuova crescita a 2,6 miliardi di euro grazie all’andamento di tutti i business. 

Operativamente parlando il segmento a cui Eni si rivolgerà principalmente sarà quello dell’upstream. In questo settore Eni prevede una spesa 2019-2022 pari a circa 3,5 miliardi di euro. L’obiettivo della messa in campo di tutta questa liquidità è quello di riuscire a scoprire 2,5 miliardi di barili di nuove risorse a un costo unitario inferiore a 2 dollari. I pozzi che Eni punta a perforare saranno circa 40 ogni anno.

Decisioni sui dividendi Eni dei prossimi anni e dettagli della strategia della società al 2022 hanno un impatto limitato sulle azioni. Mentre è in corso la scrittura del post, la quotazione Eni registra un rialzo dello 0,27 per cento a quota 15,58 euro contro un Ftse Mib che sale dello 0,46 per cento a 20972 punti. 

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