Trading Online azioni MPS: comprare dopo ripresa trattative MEF-UE?

In una giornata caratterizzata dal rimbalzo del mercato azionario dopo la flessione registrata ieri, c’è un titolo che si sta imponendo come uno dei migliori su tutta Borsa Italiana. Parliamo di Banca MPS che, a metà pomeriggio, evidenzia un rialzo del 22 per cento a quota 0,98 euro. Le azioni della banca toscana viaggiano sui massimi mettendo nel mirino quota 0,99 euro che, nonostante vari tentativi di affondo, per adesso continua a resistere. 

Grazie alla vera e propria corsa a comprare azioni Monte dei Paschi, il titolo è riuscuito a ridurre il passivo sia su base mensile che su base annua. Ad oggi il prezzo delle azioni MPS è più basso di appena il 4,5 per cento rispetto a un mese fa mentre resta molto negativa la performance su base annua (-15 per cento). 

Dinandi ad un rally così consistente viene spontaneo chiedersi se ci siano motivi domestici alla base del forte apprezzamento. Fermo restano che il cambio di sentiment da parte del mercato è sicuramente condizione propedeutica per il balzo delle quotazioni di MPS, è alle vicenda che vedono protagonista la banca che è necessario guardare. 

Dietro al rally della quotata c’è la comunicazione arrivata da Siena in merito alla ripresa delle trattative tra il MEF e l’Unione Europea per l’uscita dello Stato dal capitale della banca toscana. Ricordiamo che attualmente è il proprio il Tesoro il maggiore azionista di Monte dei Paschi con una quota del 64 per cento.

La notizia della ripresa delle trattative tra le parti è la prima novità da settimane sul futuro della banca toscana. Il flusso di news, infatti, si era interrotto dopo la decisione di Unicredit di chiudere l’esame della pratica MPS. La mossa di Piazza Gae Aulenti aveva fatto calare il sipario sulla possibile fusione Unicredit MPS, lasciando la banca toscana con l’assenza completa di prospettive reali. 

La comunicazione di oggi rappresenta, non solo concretamente ma anche simbolicamente, la ripresa del cammino dal punto esatto in cui tutto era iniziato ossia cessione delle passività per le cause pendenti e vendita dei crediti deteriorati. 

Nel dettaglio la direzione di MPS ha reso noto che sono stati avviati i contatti con il MEF al fine di riavviare le interlocuzioni con la Direzione generale per la concorrenza UE aventi ad oggetto il riassetto della banca. 

Ricordiamo che lo Stata italiano si è impegnato con la UE a cedere la quota di capitale detenuta entro la fine dell’anno in corso. Proprio in questa direzione andava la trattativa con Unicredit prima del passo indietro di Piazza Gae Aulenti. 

Considerando che alla fine dell’anno manca praticamente un mese, a questo punto, non è da escludere che possa anche esserci uno slittamento delle scadenze. Bruxelles potrebbe concedere più tempo al ministro Franco per il risanamento della banca

Dal punto di vista operativo la ridefinizione delle tempistiche significhebbe maggiore volatilità sul titolo toscano in un contesto generale caratterizzato comunque da alto appeal grazie alla ripresa del cammino interrotto dopo lo stop di Unicredit. Una situazione simile, in generale, può sempre essere sfruttata attraverso il trading online e proprio a tal riguardo ricordiamo che il broker eToro (leggi qui la recensione) offre la demo gratis da 100 mila euro virtuali per imparare a fare pratica. 

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Azioni MPS: le direttrici del risanamento

In merito alle possibili politiche che verranno seguite per risanare la banca toscana, alcuni rumors affermano che i palastri di intervento saranno tre: rafforzamento del capitale (l’ennesimo), cambio di management e tagli al personale. 

Secondo il quotidiano il Messaggero è possibile che possa esserci prima la cessione di passività per cause pendenti a Fintecna (gruppo Cassa Depositi e Prestiti) e successivamente la vednita di 4 miliardi di crediti deteriorati ad Amco. Contestualmente ci potrebbe essere un taglio del costo della forza lavoro (quindi esuberi e prepensionamenti) e un aumento di capitale da 3 miliardi di euro.

Un piano di intervento molto composito che richiederebbe una figura di alto profilo per la sua implementazione. Non è un caso che da tempo si parli di un possibile arrivo dell’ex amministratore delegato di UBI Banca Victor Massiah in sostituzione del CEO attuale Bastianini.

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