crollo prezzi azioni

Non è una giornata positiva per il titolo Telecom Italia. L’ex monopolista, da giorno sotto pressione, scivola ancora e questa volta si fa male sul serio. A causa del generalizzato sentiment negativo che caratterizza l’azionario italiano in scia alla indiscrezioni su un possibile maxi rialzo dei tassi BCE nel board di domani, il prezzo delle azioni Telecom Italia è sceso al di sotto della soglia psicologica di 0,2 euro. Come si può vedere dal grafico in basso, dopo circa un’ora dall’apertura delle contrattazioni, Telecom Italia segna un deprezzamento del 2,17 per cento a quota 0,198 euro.

Il nuovo crollo ha come affetto l’ulteriore peggioramento dei parametri di performance sia su base mensile che su base annua. Rispetto ad un mese fa, il prezzo delle azioni Telecom Italia segna un ribasso del 9,7 per cento mentre nel confronto con un anno fa emerge un crollo del 46 per cento.

Numeri simili inducono inevitabilmente a prendere in considerazione la possibilità di comprare azioni Telecom Italia a sconto. Teoricamente la strategia di approfittare dei deprezzamenti per acquistare a prezzi più contenuti è sempre valida ma bisogna vedere se lo è anche praticamente. Si tratta, in altre parole, di capire se il prezzo delle azioni Telecom Italia dopo essere crollato sotto 0,2 euro, sia destinato a recuperare.

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Telecom Italia: le novità sulla rete unica

I temi forti in grado di condizionare l’andamento delle azioni Telecom Italia non mancano ma a causa della situazione interna all’Italia (il 25 settembre si terranno le elezioni politiche) pensare che ci possano essere novità nelle prossime settimane è pura fantasia. Stando alle ultime indiscrezioni l’offerta della Cassa Depositi e Prestiti a Telecom Italia sulla rete unica non ci sarà prima di un mese ossia arriverà dopo le elezioni. Nonostante queste tempistiche non brevi, gli esperti sono convinti che l’esito delle elezioni non dovrebbe aver alcun impatto né sul percorso e né tantomeno sulle strade previste per arrivare alla nascita della tanto agognata rete unica.

Parallelamente, nelle ultime settimane, i francesi di Vivendi sembrerebbero aver intensificato le loro pressioni sul management dell’ex monopolista. Già questa estate i transalpini avevano inviato una missiva nella quale veniva ribadite le condizioni economiche per una eventuale cessione della rete con una valutazione nel range tra i 31 e i 34 miliardi di euro. A fine agosto, Vivendi è tornata nuovamente all’attacco con una nuova lettera al board di TIM. Tra i punti della nuova missiva c’è anche una critica alla posizione della Cassa Depositi e Prestiti che è al tempo stesso, sia azionista di Telecom Italia che di Open Fiber.

Insomma tra posizione di Vivendi, dossier rete unica, offerta della Cassa Depositi e Prestiti, i catalizzatori in grado di condizionare l’andamento del titolo Telecom Italia non mancano solo che è difficile pensare a novità prima dell’esito delle elezioni del 25 settembre.

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