Ftse Mib previsioni 2023: analisi e azioni da comprare

apertura ftse mib

Il 2022 è oramai al suo rush finale. Dopo il forte recupero che la borsa di Milano ha messo a segno nel mese di novembre e le attese positive per dicembre (l’ultimo mese dell’anno è spesso condizionato da quello che gli addetti ai lavori definiscono come il rally di Natale), il pensiero inizia già ad essere rivolto all’anno nuovo.

L’eredità che il 2022 lascerà non sarà delle migliori. Tra boom dell’inflazione, rialzo dei tassi da parte delle banche centrali e rischio recessione, i fattori di preoccupazione non mancano. E allora come posizionarsi sul Ftse Mib? Per rispondere a questa domanda abbiamo pensato ad un contenuto specifico focalizzato su due aspetti:

  • le previsioni FTSE MIB 2023
  • le migliori azioni da comprare il prossimo anno

Si tratta di due questioni che sono tra loro complementari. Prima di scendere nel dettaglio del tema, ricordiamo che il fatto che nel nostro report si parli di due asset-class differenti (indici di borsa e titoli azionari) non significa che sia necessario operare da due piattaforme diverse. In realtà ricorrendo a broker come eToro è possibile investire su tantissimi asset diversi da una sola piattaforma. Questo è un primo grande vantaggio mentre il secondo è la possibilità di fare pratica con un conto demo virtuale prima di passare a soldi veri.

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Ftse Mib 2022: come è andato l’anno

Il mese di novembre ha visto il Ftse Mib registrare un recupero molto significativo. Il paniere di riferimento di Piazza Affari ha infatti segnato un rialzo dell’8,1 per cento. Grazie a questa prestazione, il passivo accumulato da inizio anno si è contratto. Se l’anno si dovesse chiudere oggi, il Ftse Mib registrerebbe un ribasso del 10 per cento. Ma alla chiusura dell’anno manca ancora un mese e considerando anche la presenza del rally di Natale, non è detto che alla fine la contrazione non possa essere più contenuta.

Il ribasso che il Ftse Mib sta registrato nel 2022 è un effetto diretto delle condizioni di mercato molto avverse. La politica di rialzo del costo del denaro che le banche centrali stanno perseguendo con l’obiettivo di contrastare l’inflazione, è la maggior responsabile della prestazione negativa di Borsa Italiana (ma il discorso vale per tutti i mercati).

Purtroppo gli ultimi dati sull’inflazione non lasciano presagire nulla di buono. Dopo il rally di ottobre, nel mese di novembre l’indice dei prezzi al consumo nell’area Euro è rimasto stabile all’11,8 per cento (tasso più alto da marzo 1984). C’è però un problema: mentre in Europa l’indice armonizzato è sceso dal 10,6 per cento al 10 per cento (primo ribasso dopo ben 17 aumenti di fila), in Italia la tendenza è stata opposta con l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, che ha registrato un aumento dello 0,5 per cento su base mensile (era stato del 3,4% nel mese di ottobre) e dell’11,8 per cento su base annua. Inflazione ai massimi nel nostro Paese, quindi, a cui va anche aggiunto il rischio di una recessione che sarà il grande incubo per tutto il prossimo anno.

Come reagirà dinanzi a tutto questo il Ftse Mib di Borsa Italiana? Lo vedremo nel prossimo paragrafo.

Ftse Mib previsioni 2023

Entriamo adesso nel vivo dell’argomento occupandoci delle previsioni 2023 di Borsa Italiana. Secondo gli analisti di Credit Suisse, dopo la sovra-performance messa a segno nel 2022, le azioni italiane dovrebbero allinearsi al benchmark dei mercati sviluppati nel corso del prossimo anno poichè le deboli aspettative di crescita degli utili vengono bilanciate da interessanti valutazioni.

Per gli esperti elvetici la composizione del settore resta molto esposta ai dati finanziari e ai servizi pubblici. L’incremento dei rendimenti, pur vantaggioso dal punto di vista finanziario, è inversamente correlato ai servizi pubblici. Inoltre essendo le attese per un aumento dei tassi BCE, Credit Suisse di attende che i mercati periferici possano essere più colpiti rispetto alle borse dell’Europa centrale. Nel caso specifico di Borsa Italiana e del Ftse Mib, gli sviluppi fiscali interni restano in problema che potrebbe condizionare in negativo il sentiment di mercato.

Parlando di numeri, si può ipotizzare che l’attuale livello del Ftse Mib, ad un passo dai 25mila punti, possa essere ritenuto corretto e coerente con le aspettative che vedono un forte rallentamento delle politiche restrittive delle banche centrali. Al tempo stesso, però l’attuale quotazione del paniere di riferimento di Borsa Italiana non è coerente con le problematiche che i mercati si troveranno ad affrontare l’anno prossimo.

Quindi da un lato il livello attuale rispecchia il valore del Ftse Mib se la variabile preponderante considerata è la posizione delle banche centrali (inflazione e quindi decisioni sui tassi).

Dall’altro lato, però, il valore attuale potrebbe essere eccessivo se si considera come variabile preponderate il rischio inflazione.

Volendo fare una sintesi tra le due variabili, si può ipotizzare che il Ftse Mib, stretto tra i due catalizzatori citati in precedenza, difficilmente possa salire oltre i 26700 punti ma altrettanto difficilmente possa scendere sotto i 19600 punti. L’intervallo previsionale è di appena 1100 e la direzione finale sarà il frutto del punto di equilibrio tra cambio di politiche monetarie e rischio recessione.

Chi volesse fare trading sul Ftse Mib senza comprare asset reali può prendere in considerazione la possibilità di operare con i CFD. Per imparare a fare trading con i CFD sul Ftse Mib è possibile usare ka demo gratuita offerta dal broker eToro.

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Azioni da comprare nel 2023 sul Ftse Mib

Alla luce delle previsioni sul Ftse Mib che abbiamo elaborato nel precedente paragrafo, quali potrebbero essere le azioni migliori? Quali sono i titoli da preferire?

Su questa questione ci sono due punti di vista differenti. Vediamo nel dettaglio.

Tanto per iniziare se si assume come scenario di riferimento quello che vede Borsa Italiana fare i conti con la recessione nella prima parte dell’anno, allora è preferibile evitare di inserire in portafoglio titoli che sono particolarmente volatili e che negli ultimi mesi hanno registrato apprezzamenti significativi. Meglio puntare su azioni più caute ma soprattutto cicliche come ad esempio Amplifon, Campari e Pirelli. Queste tre quotate hanno un unico minimo comun denominatore: anche in momenti sfavorevoli si sono mostrare in grado di reagire con vigore. Non è quindi da escludere che in una fase di recessione possano registrare apprezzamenti ulteriori.

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Come detto in precedenza, c’è però anche una seconda view. Se il governo Meloni si dovesse mostrare in grado di non cedere alle sirene dell’anti-europeismo, non è da escludere che il Ftse Mib possa registrare performance più robuste rispetto a quelle di altri indici europei.

In un contesto simile, due quotate potrebbero godere di grande appeal. La prima è una banca: Banco BPM. Si tratta di una quotata che ha sempre evidenziato un’ottima resilienza mostrandosi capace di amplificare le fasi positive del mercato e di liminare i danni durante le correzioni del Ftse Mib. Nei mesi passati ogni fase di debolezza di Banco BPM è stata un’occasione di acquisto che ha poi ricompensato i trader intraprendenti.

Il solo titolo che nel 2023 potrebbe evidenziare una buona crescita è Telecom Italia. Il 2022 è stato (e continua ad essere) un anno molto turbolento per TIM. Se però il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti (attuale azionista di Telecom Italia con il 9,9 per cento e di Open Fiber con il 60 per cento, dovesse finalmente essere ridefinito, le azioni TIM potrebbe godere di buona visibilità il prossimo anno.

Insomma le azioni Telecom Italia potrebbero essere la sorpresa del prossimo anno.

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