Dazi USA, Trump spinge ancora al ribasso le materie prime

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Le mosse di Trump contribuiscono a generare nuove pressioni sulle commodity.

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Tra la giornata di giovedì e quella di venerdì il presidente dell’amministrazione statunitense Donald Trump ha effettuato alcune interessanti precisazioni sui dazi che intende imporre sull’import, sostenendo che si materializzeranno in una tariffa del 25% sulle importazioni di acciaio e una tariffa del 10% sulle importazioni di alluminio.

Come era ampiamente atteso, Trump ha anche escluso da tali tariffe il Messico e il Canada, in attesa della revisione del NAFTA. Inoltre, Trump ha segnalato che potrebbero essere introdotte ulteriori esclusioni per i Paesi alleati e per alcuni prodotti di nicchia che non sono attualmente prodotti negli Stati Uniti “in quantità sufficiente e ragionevol”. L'impatto finale di una guerra commerciale sui prezzi delle materie prime dovrebbe essere negativo, anche se non è ancora chiaro quanto sarà evidentemente profondo.

Peraltro, la notizia dei dazi è riuscita a passare in parziale secondo piano dopo la conferma secondo cui il presidente avrebbe accettato di incontrare Kim Jong Un, il leader nordcoreano, entro maggio, per discutere della denuclearizzazione. Per la prima volta da quando è diventato leader supremo, Kim dovrebbe inoltre incontrarsi il mese prossimo con il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in nella zona demilitarizzata. Ci si attende che questi sviluppi riducano i premi di rischio geopolitici globali sui prezzi degli asset.

Sempre in ambito commodity, ma spostandoci sull’energia, nel suo aggiornamento settimanale del gas naturale, la US Energy Information Administration (EIA) riferisce che la scorsa settimana le scorte di gas sono diminuite leggermente meno del previsto, contraendosi di 57 miliardi di piedi cubi. Le scorte totali sono ora pari 1.625 miliardi di piedi cubi (-3,4% su settimana), 680 miliardi di piedi cubi in meno rispetto allo scorso anno (-29,5% anno su anno) e 300 miliardi di piedi cubi al di sotto della media a 5 anni di 1.925 miliardi di piedi cubi (-15,6% rispetto alla media). La scorsa settimana, il consumo totale di gas negli Stati Uniti è aumentato del 2%. Il consumo totale per la produzione di energia è diminuito del 5%. La domanda dei settori residenziali e commerciali è aumentata del 10% a causa di temperature più fredde nella maggior parte delle regioni. La domanda del settore industriale è aumentata dell'1% mentre le esportazioni di gas verso il Messico sono rimaste costanti rispetto alla settimana precedente. L'offerta totale media di gas naturale è stata piatta settimana su settimana, con una produzione interna costante e le importazioni nette dal Canada in calo dell'8%.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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