Analisi settimanale: tra banche centrali, Turchia e guerre commerciali

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Giorni intensi con il ritorno dei banchieri centrali, la crisi turca e la guerra commerciale.

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Il numero 1 della Bundesbank e membro BCE Jens Weidmann parlerà a breve all'annuale incontro con la Central Bank Research Association di Francoforte. Il discorso di Weidmann si concentrerà soprattutto sulle politiche monetarie, soffermandosi presumibilmente su alcune relazioni tra tali policy e alcuni elementi macro. Non sfugge come Weidmann abbia dichiarato lo scorso fine settimana che i risparmi delle famiglie tedesche si sono “sciolti” a causa dell'inflazione in aumento, dei mercati azionari stagnanti e dei tassi di interesse ultra-bassi. Weidmann ha anche affermato che i tassi di interesse reali sono probabilmente negativi, al momento, e che gli effetti indiretti della situazione critica in Turchia sono ad esso molto difficili da stimare.

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Cosa è accaduto la scorsa settimana

Le preoccupazioni della scorsa settimana sul futuro della Lira turca si sono palesate. La crisi tra gli Stati Uniti e la Turchia si è approfondita, e ha finito con il danneggiare l’economia turca, denotando poi un contagio per i mercati emergenti, e creando un piccolo effetto domino che ha colpito diverse valute, come la rupia indiana.

In qualche modo, la flessione si è poi fermata dopo l’annunciato aiuto del Qatar, che vuole sostenere la Turchia con 15 miliardi di dollari. Le banche centrali di entrambe le nazioni hanno firmato un accordo swap sulle rispettive valute, fornendo così liquidità e stabilità finanziaria alla Turchia. L’intesa è stata firmata dal Governatore della Banca centrale del Qatar, lo Sceicco Abdullah bin Saoud Al Thani e dal governatore della Banca centrale della Turchia, Murat Cetinkaya, in Qatar, venerdì scorso. Una mossa che, insomma, apre nuove possibilità per stimolare maggiore cooperazione tra le due nazioni, aumentando bilateralmente sia il commercio che gli investimenti.

Ulteriormente, in un tentativo di allentare le tensioni tra Unione Europea e Turchia, il presidente turco mercoledì scorso ha rilasciato i due soldati greci che erano detenuti in una prigione da quasi cinque mesi. I due uomini sono stati arrestati il 1 marzo 2018 con l’accusa di essere entrati illegalmente in Turchia, dopo aver attraversato il confine militarizzato.

Complessivamente, le recenti mosse avanzate dalla Turchia sono in qualche modo state considerate positivamente, e la lira turca ha guadagnato slancio verso l'alto. Ora, mentre l'amministrazione turca potrebbe aver fermato la lira dal suo rapido calo, rimane da intendere se le misure sopra annunciate possano o meno avere un costo maggiore sul debito nazionale e sui mercati azionari…

Focus sulla settimana

Per quanto concerne questa settimana, gli Stati Uniti e la Cina si incontreranno nei prossimi giorni a Washington per discutere della loro guerra commerciale in corso. Secondo Alex Capri, non dovremmo aspettarci alcuna grande novità dai colloqui. Intanto, i mercati stanno guardando con attenzione i passi di avvicinamento ai negoziati commerciali, che mirano a risolvere l'escalation della guerra tariffaria tra le due maggiori economie del mondo.

I dati macro più importanti riguardanti l'USD per questa settimana includono le vendite di case esistenti a luglio, in uscita mercoledì, i dati di vendita delle nuove case e i PMI del settore privato di agosto, in uscita giovedì, e gli ordini di beni durevoli, in uscita il venerdì. I verbali della riunione FOMC verranno invece pubblicati mercoledì, mentre il discorso di Jackson Hole è previsto per venerdì. Per l'euro e la sterlina si configura invece una settimana relativamente tranquilla.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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