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Analisi tecnica oro e petrolio: previsioni prezzi e strategia trading settimana 14-18 gennaio

Analisi tecnica oro e petrolio: previsioni prezzi e strategia trading settimana 14-18 gennaio

Analisi tecnica completa sul prezzo dell'oro e del petrolio nella settimana dal 14 al 18 gennaio 2019

L'analisi tecnica consente di elaborare le previsioni sul possibile andamento della quotazione dell'oro e del petrolio. In questo articolo, partendo dai dati sui prezzi delle materie prime in tempo reale, si passa poi alla definizione di una strategia trading operativa.

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ANALISI TECNICA PREZZO PETROLIO SETTIMANA 14-18 GENNAIO

Il prezzo del petrolio nel corso dell'ultima settimana ha registrato una serie di oscillazioni anche molto significative. La quotazione petrolio, grazie ad un contesto favorevole è riuscita a risalire dai bassi livelli dell'ultimo periodo. 

IL PREZZO DEL PETROLIO RECUPERA ULTERIORE TERRENO: +25% IN DUE SETTIMANE PER IL WTI DAI MINIMI DI PERIODO

Seconda ottava consecutiva in forte rialzo per il prezzo del petrolio nella variante WTI, che ha evidenziato una performance a 5 sedute pari +8%. Dopo un allungo allungato su un massimo ad un mese a quota 53,31 dollari, frutto di un filotto di 10 sedute concluse con il segno “ più ”, le quotazioni del greggio hanno tuttavia fatto registrare un close settimanale a quota 51,70 dollari, in calo dell’1,69%.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

Prese di beneficio del tutto lecite a fine ottava sul WTI, dopo un rally superiore a +25%, in due settimane esatte dal minimo di periodo toccato alla vigilia di Natale a quota 42,36 dollari, al termine di un crollo verticale del prezzo di quasi il 45% dai top toccati a quota 76,90 dollari.

Le quotazioni del greggio hanno beneficiato del dialogo tra Stati Uniti e Cina sui dazi, anche se la tre giorni di incontri tra le rispettive delegazioni, al momento non ha portato ad alcuna decisione. All’ orizzonte rimangono le preoccupazioni degli investitori per un possibile rallentamento della crescita globale. Timori che iniziano a farsi più concreti dopo che la Cina, trai più grandi Paesi consumatori di petrolio al mondo, potrebbe aver concluso il 2018 con la crescita più bassa dal lontano 1990, secondo le prime stime dopo la chiusura del quarto trimestre dell’anno scorso. Previsioni che anche per il 2019 non si prospettano molto rosee per la seconda economia al mondo. Le dispute commerciali e l’ eccessivo indebitamento, secondo molti analisti, quest’anno, contribuiranno a rallentare la crescita economica globale, portandola al di sotto della soglia del 3%.

Prezzo del petrolio che sul brevissimo è stato inoltre supportato dalle aspettative che i tagli alla produzione decisi dai Paesi Opec e non Opec, ed iniziati dallo scorso 1 Gennaio, per un totale di 1,2 milioni di barili giornalieri, possano contribuire a far calare le scorte globali.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Il consueto saldo settimanale relativo alle scorte di greggio statunitense, secondo la consueta stima elaborata dall’ Energy Information Administration ( EIA ), ha rivelato un calo di 1,68 milioni di barili, in lieve flessione rispetto alla contrazione di quasi 1,75 milioni di barili indicata dagli analisti. Gli stock di benzina sono invece lievitati di circa 8,1 milioni di barili, mentre le attese erano per un minor incremento, pari a +2,6 milioni di barili. In forte crescita anche le scorte di distillati, aumentate di ben 10,6 milioni di unità, contro un aumento atteso, pari a +1,2 milioni di unità.

Le anticipazioni rilasciate dall’ American Petroleum Institute ( API ) avevano invece evidenziato: stock di greggio in discesa di circa 6,1 milioni di barili; scorte di benzina in ascesa di circa 5,5 milioni di unità e scorte di distillati in aumento di circa 10,2 milioni di unità.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Ancora un’ ottava con una straordinaria performance per il nostro sistema operativo con sottostante il WTI che ha centrato tutti i target price pronosticati dalla strategia Long ( 7 su7 ), quindi sia nella versione Intraday che in quella Over, nonché i primi due obiettivi della strategia Short Speculativa.

La strategia rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 51,80 $; Target Price attesi in area 52,30 e 52,50 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 50,96 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 52,50 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 52,82 e 53,35 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 51,80 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 52,50$ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 53,12 e 53,46 dollari, estesi a 54 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 50,96 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 48,05 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 48,54 e 49,02 dollari, estesi a 49,64 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 47,28 $.

La strategia ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 50,96 $, per sfruttare eventuali discese in 50,65 e 50,14 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 51,80 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 50,14 $, per anticipare possibili cali fino a 49,64 e 49,33 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 50,96 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 49,33 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 49,02 e 48,54 dollari, estese a 48,05 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 50,14 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 54 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 53,12 e 52,50 dollari, esteso a 51,72 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 54,90 $.

ANALISI TECNICA PREZZO ORO SETTIMANA 14-18 GENNAIO 2019

Di seguito l'analisi tecnica sul prezzo dell'oro nella settimana dal 14 al 18 gennaio 2019. 

L’ ORO CONSOLIDA SUI MASSIMI PLURIMENSILI SOSTENUTO DA POSSIBILE REVISIONE STRATEGIA FED SU TASSI EMERSA DA MINUTE E DICHIARAZIONI POWELL

Bilancio settimanale sostanzialmente piatto la quotazione oro, che ha tuttavia fatto registrare un lieve aumento ( +0,15% ) rispetto alla chiusura dell’ottava precedente. Gli scambi nella seconda settimana del nuovo anno si sono conclusi a quota 1.287,85 dollari, con un massimo ( 1.298 dollari ) inferiore a quello fatto registrare lo scorso 4 Gennaio, poco sopra area 1.300 dollari, nonché valore più alto degli ultimi 7 mesi.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER LE QUOTAZIONI DELL’ ORO

Oro in ripresa dopo che dai verbali delle cosiddette Minute della Federal Reserve si è appreso che nel corso dell’ ultimo meeting della banca centrale statunitense, tenutosi lo scorso 19 Dicembre, i membri del FOMC hanno discusso su una possibile revisione della strategia di rialzo dei tassi per il 2019. Tra le righe contenute nelle Minute si legge che la FED “può permettersi di essere paziente” e che la strategia sulle prossime decisioni in ambito di politica monetaria, per il 2019, potrebbe essere “meno chiara“ rispetto all’ anno scorso. Si legge, inoltre, per la prima volta di “alcuni aumenti ulteriori graduali“. Le incertezze che affliggono i membri con diritto di voto dell’ istituto centrale americano riguardano principalmente il rallentamento della crescita dell’ inflazione ed i timori per una possibile recessione.

Oro che ha inoltre approfittato del calo del biglietto verde dopo le affermazioni di alcuni diversi presidenti delle FED regionali, i quali hanno sostenuto che prima di programmare ulteriori rialzi tassi , da ora in poi, si dovrà sempre tener conto sullo stato dell’ economia. Tra questi, James Bullard, presidente della Fed di Saint Louis e Charles Evans, a capo della Fed di Chicago, due membri con diritto di voto del board operativo dell’ istituto centrale USA.

Anche il presidente della FED, Jerome Powell, ha lasciato intendere che l’ istituto centrale statunitense potrebbe rivedere la propria strategia sui tassi d’ interesse nel corso del 2019, passando da 2 a 1 aumento. Qualche analista ha iniziato anche credere che quest’ anno non ci sarà alcun aumento dei FED FUNDS e addirittura si ipotizza una stretta al ribasso per il 2020.

Si è inoltre appreso che dietro il rialzo del prezzo dell’ oro in queste ultime settimane c’ erano gli acquisti della Cina, che attraverso la Banca Popolare Cinese ha dichiarato di aver aumentato, nel mese di Dicembre, le proprie posizioni di circa 1,853 milioni di tonnellate. Pechino adesso, da quanto emerge dal sito web dell’ istituto centrale cinese, detiene 59,56 milioni di once. Gli analisti suppongono che acquistando oro la Cina oltre a diversificare i propri investimenti miri a svincolarsi dalla dipendenza dal dollaro USA. Anche Polonia ed Ungheria nel 2018 sono ritornare ad acquistare il prezioso metallo giallo, incrementando le proprie riserve auree dopo molti anni di digiuno.

L’ ottava macro USA ha esordito con la frenata fatta registrare dall’ indice ISM non manifatturiero del mese di Dicembre, che ha rallentato a 57,6 punti dai 60,7 punti di Novembre. Gli analisti, invece, si aspettavano un calo più modesto, a 58,5 punti.

Il consueto report JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey), che monitora le posizioni lavorative ricercate dai datori di lavoro, a Novembre, ha evidenziato un risultato pari a 6,888 milioni di unità, mentre il consensus era per un valore pari a 7,050 milioni di unità.

Saldo settimanale in forte espansione per le richieste di mutui ipotecari, che secondo la stima diffusa dalla Mortgage Bankers Associations ( MBA ), al 4 Gennaio, hanno evidenziato un boom pari a +23,5%, in netta crescita dal -8,5% della precedente ottava. L’ indicatore relativo alle richieste rifinanziamento ha invece fatto registrare un aumento del 35,49%, mentre le nuove domande sono aumentate del 16,5%. L’ MBA ha inoltre fatto sapere che i tassi sui mutui trentennali sono diminuiti al 4,74% dal 4,84% rivelato la settimana precedente.

Il Dipartimento per il Lavoro ha invece reso noto che nell’ ottava terminata il 5 Gennaio il saldo delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione si è assestato a +216 mila unità, in flessione dalle +233 mila unità della precedente stima ( corretta da +231 mila unità ). Battute le attese degli analisti, che invece avevano ipotizzato un valore pari a +226 mila unità. La media mobile, indicatore meno volatile rispetto alle singole letture settimanali si è invece assestata a 221.750 unità, in aumento di 2.500 unità rispetto alla settimana precedente. Le richieste continuative di sussidio, al 29 Dicembre, invece, si sono portate a 1,722 milioni di unità, diminuendo rispetto a 1,750 milioni di unità del precedente saldo settimanale ( corretto da 1,740 milioni di unità della stima flash e corrispondente al consensus degli analisti ).

La settimana macro negli USA è terminata con la lettura preliminare dell’ indice dei prezzi al consumo del mese di Dicembre, assestatosi all’1,9% su base annua, in calo rispetto al +2,2% della precedente stima mensile, ma tuttavia in linea con le attese degli analisti. Un dato al di sotto dell’ obiettivo al 2% gradito dalla FED. Su base mensile, la contrazione è stata pari ad un decimo di punto. La cosiddetta “ inflazione Core “ al netto delle componenti più volatili quali prezzi di beni alimentari e beni legati all’energia ha invece evidenziato un aumento dello 0,2% su base mensile; mentre su base annua l’ incremento è stato pari a +2,2%, in entrambi i casi in linea con la precedente rivelazione di Novembre e con il consensus degli analisti. Da ulteriori dettagli rilasciati dal Bureau of Labour Statistics è pertanto emerso che sulla frenata del CPI lo scorso mese ha principalmente influito il calo del prezzo della benzina mentre sono cresciuti i costi sostenuti per gli affitti e la sanità.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Sotto l’aspetto tecnico, l’ andamento dei prezzi dell’ oro nel 2018 era stato principalmente caratterizzato dalla mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, che lentamente aveva spinto le quotazioni alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari. La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari aveva innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo avrebbe corso il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari. Sul breve periodo, lo stabile recupero di area 1.220 dollari, accompagnato dal ritorno in area 1.250 dollari, invece, ha allentato la pressione ribassista, favorendo il ritorno in un primo momento verso area 1.270-1.280 dollari e successivamente sui recenti massimi in area 1.300 dollari.

Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo, tuttavia, si rafforzerà soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di brevissimo potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280-1.250 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Settimana poco movimentata, ma pur sempre proficua, per il nostro trading system con sottostante l’ oro, che ha preso profitto sul primo target price della strategia Long Intraday e sul primo obiettivo pronosticato dalla strategia Short Intraday.

La visione rialzista prevede l’ apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.288,70 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.291,75 e 1.296,65 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.283,75 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.296,65 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.299,70 e 1.304,65 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.287,85 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.304,65 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.307,75 e 1.312,75 dollari, esteso a 1.320,85 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.291,75 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.249,35 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.257,60 e 1.265 dollari, estesi a 1.272,85 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.236,90 $ in chiusura di candela giornaliera.

La visione ribassista, invece, suggerisce di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.283,75 $; Target Price previsti a 1.280,75 e 1.277,70 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.288,70 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.277,70 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.272,85 e 1.265 dollari; Stop Loss; in caso di ritorno sopra 1.283,75 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.265 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.260 e 1.257,60 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.249,35 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.280,75 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.320,85 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.312,75 e 1.307,75 dollari, estesi a 1.299,70 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.335 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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