Guerra commerciale Usa Cina o isteria sopravvalutata?

La guerra commerciale Usa Cina è tornata ad agitare i mercati globali. Mentre il prezzo del petrolio scivola a causa delle paure per una possibile crisi mondiale, gli analisti di SPDR ETFs (brand di ETF del gruppo State Street Global Advisors) hanno pubblicato un report finalizzato a dare il giusto peso alla guerra commerciale Usa-Cina. Gli esperti si sono chiesti se la guerra commerciale è davvero destinata ad aggravarsi oppure se i timori attuali sono invece solo frutto di isteria.

Gli analisti, nella loro analisi, hanno ricordato quanto scritto da Bloomberg lo scorso 23 maggio in merito ad un possibile aggravarsi della tensione commerciale tra Usa e Cina. Secondo SPDR ETFs per mesi tutti gli analisti sono stati concordi nell’affermare che presto sarebbe arrivato un accordo tra le parti. Tale intesa non c’è poi stata a causa della rottura della tregua con Trump tornato all’attacco contro Pechino. I recenti avvenimenti hanno determinato un completo cambio di prospettiva. Adesso sono infatti in tanti a non escludere che che guerra commerciale Usa Cina possa aggravarsi a tal punto da determinare dazi su tutti i prodotti cinesi da parte degli Usa entro la fine dell’anno. Proprio a causa di queste paure molti analisti hanno rivisto le loro stime sulla crescita economica della Cina per i prossimi anni.

Come era logico attendersi, proseguono gli analisti, i mercati hanno reagito al tweet di Trump sui nuovi dazi contro la Cina con perdite molto forti. Le azioni dei mercati emergenti sono andate a picco e hanno proseguito al ribasso anche nelle sedute successive. Oggi si può parlare di un calo delle quotazioni delle azioni emergenti di circa il 6 per cento dal giorno del Tweet. Una flessione, ma di proporzioni più ridotte, ha interessato anche le azioni dei mercati sviluppati. Le borse europee, in tutto questo, sono state un caso interessante visto che le azioni UE sono prima calate, in coincidenza con l’annuncio di Trump di inizio maggio, ma poi hanno recuperato grazie alla decisione del presidente Usa di ritardare le tariffe sulle auto.

Sul fronte Forex, le valute dei mercati emergenti hanno registrato cali anche significativi nel cambio con il Dollaro Usa.

Ma cosa succede se invece tutti si sono sbagliati? Ci sono dei precedenti storici che rivelano come, in alcuni casi, le minacce di Trump non si sia poi tradotte in atti concreti. Tuttavia anche in presenza dello scenario più cupo, con una guerra commerciale su larga scala, non si può escludere che la Cina possa continuare a crescere grazie a politiche volte ad incoraggiare prestiti e consumi. In passato Pechino ha adottato politiche di questo tipo per fronteggiare il rallentamento della crescita economica e non è escluso che possa farlo ancora. Se questa ipotesi fosse vera, conclude il report, gli investitori continuare a mantenere un’esposizione ai titoli azionari dell’area asiatica

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