Bolla titoli tecnologici: crollo azioni tech è davvero possibile?

E’ oramai da molto tempo che si parla di possibile bolla tecnologia e conseguente crollo delle azioni tech. La bolla speculativa sui titoli tecnologici della borsa Usa è stata annunciata tante volte ma, concretamente, non si è mai verificato nulla. La domanda è quindi naturale: c’è davvero il rischio di una bolla finanziaria sulle azioni tech? la risposta non è semplice da dare.

Il fondatore Dragonfly Capital, Greg Harmon, ha usato parole molto significative per spiegare non solo cosa è una bolla ma anche come gli investitori dovrebbero comportarsi dinanzi al rischio bolla. Secondo il manager non è possibile dire che ogni comparto che stia aumentando rapidamente sia una bolla. Al tempo stesso neppure un settore che ora sta diminuendo dopo essere cresciuto troppo può essere considerato una bolla. La morale di Harmon, in considerazione di questa constatazione, era così riassumibile: è meglio seguire le tendenze in atto e non fasciarsi la testa pensando all’imminente arrivo della bolla. Si potrebbe obiettare a questo consiglio affermando che, in questo modo, non sarà possibile scappare dall’eventuale scoppio e questo è in parte vero. In fin dei conti la verità quando si parla di bolle finanziarie è solo una: nessuno può bloccare l’investitore fino al secondo precedente all’esplosione della bolla.

Molti traders continueranno ad investire anche sui comparti che vengono indicati come troppo gonfiati e pronti ad esplodere, fino a quando la bolla non arriverà.

E’ per questo motivo che non possiamo parlare di possibile bolla dei titoli tecnologici se non quando effettivamente essa dovesse scoppiare. Le azioni tech di Wall Street, quindi, non rischiano alcuna bolla perlomeno adesso.

Azioni tech in ritracciamento ma prezzi ancora alti

E’ vero che su alcune azioni tech come Facebook, Amazon, Netflix, Google c’è una leggera pesantezza ma da qui a parlare di bolle ne passa. Il concetto di bolla sui titoli tecnologici non può reggere perchè anche ora azioni come Apple o Microsoft si mantengono su prezzi alti.

Fatta questa precisazione è però innegabile che i prezzi delle azioni tech siano troppo alti. I corsi erano già alti prima della correzione avvenuta a fine 2018 ma soni rimasti tali anche oggi. Per inciso proprio in concomitanza con la correzione avvenuta verso la fine dell’anno si parlò di bolla tecnologia imminente e pronta ed esplodere. Ovviamente non successe nulla. Pur con questa puntualizzazione, è un dato di fatto che il settore tecnologico a Wall Street continui ad essere molto caro.

Azioni tech bolla: è possibile guadagnare dal crollo?

Dalla lettura del precedente paragrafo si deduce che le possibilità di prevedere l’esplosione di una bolla speculativa tecnologica con conseguente crollo delle azioni tech sono quasi nulle. Abbiamo infatti spiegato che non è possibile parlare di bolla ogni qualvolta ci sia correzione, anche marcata, di quei titoli che, fino a poco prima, erano sulla cresta dell’onda.

Bene se prevedere quando esploderà la bolla tech è difficile (ma, in fin dei conti, chi lo ha detto che deve esplodere) pensare di guadagnare con una bolla finanziaria è da folli. E’ praticamente impossibile trarre profitto dall’esplosione di una bolla finanziaria poichè per farlo sarebbe necessario individuare il momento preciso della sua esplosione. Considerando quello che abbiamo detto in precedenza sui naturali ritracciamenti, capire quando la bolla di titoli tecnologici potrebbe esplodere diventa unicamente una questione di fortuna. Cogliere l’attimo sarà quindi una casualità irripetibile anche perchè dopo l’esplosione dell’eventuale bolla, tutto crollerà.

Strategicamente parlando la sola strada che può essere seguita è quella di differenziare i propri investimenti in azioni puntando su quei settori che sembrano essere immuni dall’esplosione di una bolla. Tali comparti vengono non caso chiamati anti-bolla per questa loro caratteristica. Un tipico esempio di settore anti-bolla oggi è quello delle azioni delle società dei paesi emergenti che operano nel segmento di mercato dell’industria della difesa. Si tratta di società attive sia nella produzione di sistemi di difesa che nella fornitura di servizi ad essi connessi. I clienti di queste società sono gli stessi governi ed è per questo motivo che i rispettivi titoli sono… a prova di bolla ovvero anti-bolla.

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