Investire in Oro per proteggersi dal rischio inflazione? Non sempre è vero

C’è un’opinione molto diffusa tra investitori secondo la quale l’oro è uno dei migliori asset su cui investire nei momenti in cui il rischio inflazione aumenta. Il legame tra oro e inflazione non è nuovo ma rappresenta anzi uno dei principi degli investimenti.

Il motivo per cui si tende ad affermare che conviene investire in oro quando l’inflazione aumenta è facilmente intuibile: mentre i prezzi di molti asset tendono ad essere condizionati in negativo dall’incremento dei prezzi al consumo, l’oro garantisce la salvaguardia del potere di acquisto. In passato su Borsa Inside ci siamo occupati di come e dove investire con l’aumento dell’inflazione e abbiamo inserito il gold nel nostro ipotetico portafoglio anti-inflazione. Con questo post, invece, vogliamo dare spazio ad opinioni contro-corrente sul ruolo dell’oro come argine al rischio inflazione. 

Ad occuparsi della questione è stato Carlo Benetti, Market Specialist di GAM (Italia) SGR, secondo il quale non sempre l’oro è una garanzia di difesa dall’inflazione. Da questa ipotesi ne consegue che, stando al punto di vista dell’analista, non sempre investire in oro (qui il sito ufficiale eToro) è la migliore scelta per proteggersi contro l’inflazione

Andando a guardare ai precedenti storici, Benetti ha ricordato come nel corso degli Anni Settanta l’oro sia stato una sorta di baluardo contro il ritorno dell’inflazione. E’ sulla base di questo precedente di peso che molti investitori oggi si chidedono se, fin fondo, non si stia ripetendo l’errore fatta in quegli anni quando i primi segnali di inflazione vennere liquidati come transitori e quindi furono ignorati soprattutto dalla Federal Reserve. 

Come si può vedere dal grafico in basso, nel periodo compreso tra il 1973 e il 1979, il valore dell’oro ha registrato una crescita di ben il 35 per cento nettamente superiore all’andamento dell’inflazione che invece era attestato su un più contenuto 9 per cento annuo. 

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Nella prima metà degli Anni 80, poi, il prezzo dell’oro registrò un ribasso del 10 per cento mentre l’inflazione annua si attestò al 6,5 per cento. Ancora più recentemente (tra il 1988 e il 1991), la quotazione dell’oro registrò un ribasso mentre la dinamica dell’inflazione si attestò attorno al 4,6 per cento. Come lasciato intendere dai numeri, in questi ultimi due casi, non si concrfetizzò alcun legame tra oro e rischio inflazione

Investire in oro per proteggersi da shock improvvisi

Quale è la lezione che si può trarre dalla comparazione che l’analista ha effettuato tra i vari momenti storici? Un minimo comun denominatore tra i tre periodi esaminati in effetti c’è. Contrariamente al principio per cui conviene investire in oro quando il rischio di inflazione aumenta, la realtà è che consigliabile rifugiarsi sull’oro nelle fasi in cui diventa necessario proteggersi da crisi politiche improvvise oppure da shock non attesi. 

Questo principio, secondo l’analista di GAM Italia, si basa su un dato che è innegabile: se la fiducia verso le istituzioni cala, allora tende a rafforzarsi la fiducia verso il gold. Questo è il solo ragionamento che è sempre stato valido e sempre continuerà ad esserlo. 

In conclusione: investire in oro quando c’è un forte rischio inflazione può essere vero (ma non è detto che lo sia sempre) mentre fare trading sull’oro (qui il sito ufficiale eToro) quando si verifica un crollo della fiducia verso le istituzioni politiche. 

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