3 Market mover su cui investire in borsa questa settimana: focus su dati inflazione in Usa

Vorresti investire in borsa questa settimana e avresti bisogno di alcune dritte su come orientarti sui mercati? Una buona base di partenza è l’analisi dei market mover ossia di quegli eventi macroeconomici (e non solo) che sono in grado di condizionare l’andamento delle borse. Come noto a chi opera da tempo sui mercati, quanto maggiore è la volatilità, tanto più numerose sono le occasioni di trading. E la volatilità, dal canto suo, è ispirata anche dalle notizie e dagli eventi macro. 

Ebbene la settimana che ha avuto inizio oggi 28 marzo 2022 è molto interessante dal punto di vista macroeconomico. Ci sono, infatti, almeno due market mover molto pesanti che potrebbero essere in grado di condizionare l’andamento di molti mercati. Si tratta di due eventi macro Usa fondamentali: l’inflazione e i dati sull’occupazione non agricola.

Prima di analizzare quali sono le previsioni sull’andamento di questi due indicatori, ricordiamo che per investire in borsa sulle notizie macroeconomiche è fondamentale avere una certa pratica con gli strumenti operativi. Per questo motivo consigliamo di fare pratica con la demo (tra l’altro gratuita) che viene fornita sempre da broker affidabili come ad esempio eToro (qui la recensione del fornitore). Per attivare l’account dimostrativo con eToro è sufficiente seguire il link in basso. 

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Market mover della settimana: Inflazione Usa

Nella giornata di venerdì, gli Stati Uniti pubblicheranno i dati su reddito e spese pro capite relativi al mese di febbraio. Nel report sarà anche presente il dato sui consumi personali, un indicatore di inflazione che è tenuto molto in considerazione dalla FED. Gli esperti si attendono che l’indice PCE price possa registrare un aumento al 5,5 per cento su base annua andando nettamente sopra quello che è il target di inflazione del 2 per cento fissato dalla stessa Federal Reserve. 

A proposito della banca centrale Usa, questa settimana c’è attesa per gli interventi pubblici del Presidente della Fed di New York John Williams, del Presidente della Fed di Philadelphia Fed Patrick Harker, del Presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic e del Presidente della Fed di Richmond Thomas Barkin.

Marker mover della settimana: occupazione non agricola Usa

Il secondo market mover più pesante dalla settimana riguarda il mercato del lavoro Usa. Sempre venerdì verranno infatti pubblicati i dati sull’occupazione non agricola del mese di marzo. Secondo gli analisti questi indicatori potrebbero in effetti aiutare i mercati a capire se l’approccio della FED in merito all’aumento dei tassi di riferimento sia troppo poco aggressivo o, al contrario, troppo da falco. 

Le previsioni fanno riferimento ad un aumento dei posti di lavoro quantificato in 475.000 unità Ricordiamo che a febbraio erano stati creati 678.000 posti di lavoro. Per quello che riguarda invece i salari si attende una retribuzione oraria media in rialzo del 5,5 per cento su base annua. Parallelamente il tasso di disoccupazione Usa dovrebbe scendere al 3,7 per cento. 

Se i dati sull’occupazione noin agricola dovessero essere forti, allora sarebbe il segnale che la FED può aumentare i tassi in modo deciso per contrastare l’andamento dell’inflazione. 

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Inflazione Area Euro in primo piano

A proposito di eventi macro della settimana 28 marzo – 1 aprile, anche dall’Eurozona potrebbero arrivare spunti significativi. Sempre questo venerdì l’area Euro rilascerà i dati sull’inflazione. 

Gli analisti di attendono che possa esserci un rialzo dell’IPC ad un nuovo livello record: 6,5 per cento. Il rally dell’inflazione dovrebbe essere sostenuto da un boom dei costi energetici.

Ricordiamo che la Banca Centrale Europea nel corso dell’ultimo suo board ha dichiarato che non c’è alcuna fretta per aumentare i tassi. Tuttavia, poichè il target di inflazione dell’area Euro è al 2 per cento, non sarebbe una sorpresa se, nel corso del 2022, ci potesse alla fine essere un rialzo dei tassi. Addirittura alcuni parlano di 2 possibili rialzi del costo del denaro nell’Eurozona…

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