Prezzo petrolio: -25% da giugno, momento giusto per comprare “a sconto”?

produzione petrolio

Il prezzo del petrolio continua a restare molto lontano dai 100 dollari al barile. Questa mattina, il valore del Brent si attesta poco sopra i 96 dollari mentre il greggio WTI non arriva neppure ai 91 dollari. Come abbiamo avuto modo di evidenziare già nel giorni scorsi, sulla quotazione petrolio è in corso di consolidamento una tendenza ribassista.

C’è un dato che meglio di tutti descrive la debolezza del greggio negli ultimi mesi: da inizio giugno ad oggi, il prezzo del petrolio ha perso il 25 per cento del suo valore. A causare la forte flessione del greggio è stato un mix di fattori convergenti: dal rischio recessione alla basse liquidità dei mercati, dalla decisione Usa di rilasciare le riserve strategiche alle politiche quantomeno singolari che la Cina adotta sul covid19 (chiusura ad intermittenza di città e distretti industriali, pretesa di avere zero contagi etc).

Dinanzi ad un ribasso come quello registrato dal greggio nel giro di poco più di due mesi, viene spontaneo chiedersi se convenga comprare (trading al rialzo) a sconto. Insomma i prezzi sono bassi (neppure lontanamente paragonabili a quelli della primavera) e allora perchè non prendere in considerazione la possibilità di speculare su un rialzo futuro dei valori del greggio?

Quando si tratta di acquisti a sconto è fondamentale analizzare le prospettive. Comprare a sconto, infatti, ha senso solo se le previsioni sono su un aumento delle quotazioni.

Ebbene, analizzando un recente report redatto sul tema dagli analisti di Goldman Sachs, i motivi per guardare con fiducia al futuro non mancano. Gli esperti della banca d’affari Usa ritengono che i motivi per un aumento dei prezzi del petrolio continuino ad essere molto forti anche supponendo che il mercato debba fare i conti con una manifestazione molto dura dei vari shock negativi alla base del ribasso delle valutazioni del greggio di ben il 25 per cento da inizio giugno ad oggi.

Nel prossimo paragrafo esamineremo più nel dettaglio quali sono le prospettive di Goldman Sachs sul valore del greggio. Prima di procedere, però, ricordiamo ai nostri lettori che oggi è possibile fare trading sul prezzo del petrolio usando uno strumento derivato come i CFD. I Contratti per Differenza consentono di speculare sia al rialzo che al ribasso.

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Perchè Goldman Sachs vede petrolio in rialzo (previsioni)

Il motivo per cui Goldman Sachs ritiene che il prezzo del petrolio, nonostante i tanti fattori negativi che abbiamo citato in precedenza, sia destinato a salire è semplice: il mercato è in una situazione di deficit molto più marcata rispetto a quella attesa.

Nell’analisi, Goldman Sachs pone l’accento sulla forte divergenza esistente tra il prezzo del Brent e il prezzo globale del carburante equivalente. Ebbene il Brent nei mesi di giugno e luglio si è mosso su una media di 110 dollari al barile mentre il prezzo globale del carburante al dettaglio è stato superiore di ben 50 dollari!

C’è quindi un vero e proprio abisso tra le due valutazioni. Per gli esperti Usa, le conclusioni che si possono trarre da questo movimento così diverso, sono essenzialmente tre:

  • la forte disconnessione tra i prezzi al dettaglio sui mercati e quelli finanziari del Brent è stata molto più ampia delle previsioni “mantenendo i future sul Brent ben al di sotto delle previsioni di giugno-luglio di 130 dollari”.
  • la previsione sui prezzi al dettaglio, nonostante sia allineata con i prezzi attuali, non ha causato una riduzione della domanda sufficiente per poter far cessare la situazione di deficit
  • i prezzi al dettaglio, prima di subire il recente calo, erano molto vicini alle previsioni di Goldman Sachs nonostante tutte le attuali incertezze macro

Queste potrebbero essere le tre conclusioni che derivano dalla forte differenza tra i prezzi del Brent e i prezzi globali del carburante al dettaglio (ovviamente parliamo di valutazioni medie).

Alla luce di tali elementi, Goldnam Sachs ritiene che il mercato petrolifero sia destinato a restare in un deficit insostenibile se dovessero essere confermati i prezzi correnti. Alla luce della naturale esigenza di bilanciamento del mercato, sarà inevitabile la “la distruzione della domanda di petrolio oltre al rallentamento economico in corso”.

Insomma è la stessa dinamica del mercato oil a poter essere la base del rilancio delle quotazioni petrolifere.

Prezzo petrolio a 90 dollari: quanto è sostenibile?

Come messo in evidenza da Craig Erlam, analista di mercato senior, Regno Unito e EMEA, OANDA, tutte le discussioni sulla recessione hanno impattato sull’andamento delle quotazioni petrolifere nel corso dell’estate. Inevitabile, secondo l’analista, l’avvio di una correzione che farà felici soprattutto gli automobilisti.

Dal punto di vista delle scelte operative, invece, la domanda che ogni investitore dovrebbe porsi riguarda la sostenibilità del greggio a 90 dollari al barile. Fino a quando i valori possono rimanere su questi livelli se il mercato del petrolio resta ristretto e l’OPEC+ non è disposta a compiere che piccole mosse per contrastarlo?

Secondo il punto di vista di Erlam è confortante sapere che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti possiedono una discreta capacità di riserva in caso di emergenza. Tuttavia non è da escludere che molti sarebbero anche intenzionati ad usarla visto che numerosi paesi stanno affrontando una forte recessione.

Per quello che riguarda le notizie price sensitive, l’attenzione dell’analista vai ai colloqui sull’accordo nucleare a Vienna. Il summit si è concluso e, alla luce di quanto trapelato, l’UE sarebbe propensa a presentare un testo finale che sarà passato al vaglio di Stati Uniti e Iran. Spetterà ai rappresentanti di questi due paesi approvare o respingere questo testo. Secondo Craig Erlam, i trader non sembrano essere particolarmente fiduciosi anche alla luce del tempo che è stato necessario per arrivare a questo punto. Inoltre non va neppure dimenticato che ci sono ancora dei punti controversi e quindi l’intesa tra Usa e Iran non è proprio dietro l’angolo.

Ad ogni modo un accordo potrebbe determinare un allentamento della pressione sui prezzi del greggio. Sulle dimensioni di questo allentamento resta tutto nella sfera dell’incertezza essendo tutto legato alla definizione dell’ammontare massimo di greggio che la Repubblica Islamica potrà pompare sui mercati globali.

Una sola cosa è certa: anche l’esito dei colloqui tra Usa e Iran sarà un elemento in grado di impattare sul prezzo del petrolio. Puoi sfruttare questo tema per fare trading sul petrolio attraverso i CFD con il broker eToro. Ti ricordiamo che la demo per iniziare è sempre gratuita.

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