Trading Online: 5 spunti per investire questa settimana (9-13 gennaio 2023)

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Con le festività oramai alle spalle, i mercati finanziari tornano al loro corso tradizionale. La stragrande maggioranza delle borse è riaperta e quindi è possibile tornare ad investire sugli indici di mercato di tutto il mondo. Su Borsa Italiana da oggi è anche possibile fare trading after hours dopo una pausa in vigore da prima di Natale. Tra le borse più importanti a livello globale, la sola che oggi è chiusa è quella di Tokyo. Dopo la chiusura del 2 gennaio, sono oramai del tutto regolari gli scambi a Wall Street.

Detto questo, quali sono gli spunti da sfruttare per fare trading online questa settimana? Nelle precedenti due Ottave, l’agenda macro era stata molto scarna a causa proprio del clima festivo. I pochi dati macro in circolazione avevano avuto come conseguenza inevitabile altrettanto pochi spunti operativi. Da oggi 9 gennaio, però, anche l’agenda macro torna ad essere ricca e di conseguenza i temi potenzialmente forti per i trader non mancano.

Dopo la pausa festiva sono ben 5 gli spunti per investire questa settimana. Prima di elencarli ricordiamo che grazie al broker eToro è possibile fare trading online da una sola piattaforma su tanti asset diversi. Inoltre eToro mette anche a disposizione la demo gratuita da 100 mila euro che può essere usata per imparare a fare trading online senza correre il rischio di perdere soldi veri. La demo eToro può essere attivata dal link in basso.

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Trading online: i temi caldi della settimana 9-13 gennaio 2023

Nella settimana che si apre oggi 9 gennaio e termina venerdì 13, ci sono almeno 5 temi molto interessanti. In assoluto a pesare più di tutti potrebbero essere i dati sull’inflazione Usa e l’avvio della nuova stagione degli utili a Wall Street. Ma vediamo più nel dettaglio:

  • Inflazione Stati Uniti: il dato sull’inflazione Usa del mese di dicembre 2022 verrà pubblicato giovedì. Gli economisti si aspettano che l’inflazione di base registri un aumento del 5,7 per cento su base annua. Se il trend di crescita dell’inflazione Usa dovesse evidenziare anche il più piccolo segnale di allentamento, si rafforzerebbe la possibilità che la FED possa interrompere i rialzi aggressivi dei tassi di riferimento. Lo scorso venerdì sono stati diffusi i dati sulle buste paga di dicembre 2022 che sono cresciute oltre le attese anche se l’aumento dei salari ha registrato un rallentamento e quindi l’attività dei servizi ha subito una contrazione
  • Inizia la stagione degli utili trimestrali: la prossima settimana negli Stati Uniti avrà inizio la stagione delle trimestrali. Venerdì ci sarà però un assaggio con la pubblicazione delle relazioni delle banche Wells Fargo, Citigroup, Bank of America e JP Morgan. Anche il colosso della sanità UnitedHealth Group sarà alle prese con i conti del trimestre come pure il gestore patrimoniale BlackRock e la compagnia Delta Air Lines. L’eterogeneità dei titoli alle prese con i conti lasciano intendere che si possa avere già un primo spaccato su quello che potrebbe essere il trend generale. Secondo gli analisti ci dovrebbe essere un calo dell’1,6 per cento degli utili del quarto trimestre dell’S&p 500 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (stime di Refinitiv IBES).
  • Pubblicazione del Prodotto Interno Lordo britannico: sempre il prossimo venerdì, il Regno Unito pubblicherà i dati di sul PIL. Le premesse non sono affatto positive visto che è in corso quella che gli esperti hanno chiamato una storia compressione del costo della vita con l’inflazione a due cifre e scioperi nei trasporti e nel settore pubblico. Preoccupazione anche per l’indebolimento del mercato immobiliare.
  • Dati macro dell’area Euro: sul fronte dei marker mover anche l’Europa sarà protagonista nella settimana corrente. Venerdì prossimo la Germania pubblicherà una stima sull’andamento annuale del PIL. Il dato farà emergere quello che è l’impatto della crisi energetica innescata dalla guerra della Russia in Ucraina su quella che fino a pochi anni fa era la locomotrice dell’area Euro. Attenzione anche ai dati sulla produzione industriale e sul commercio sempre nell’euro Zona.
  • Inflazione del Giappone: martedì verrò diffuso il dato sull’inflazione in Giappone. I dati del mese scorso avevano lasciato presagire un possibile cambiamento della politica della Banca del Giappone. Tra l’altro lo Yen, ultimamente, si è rafforzato arrivando ai massimi di sette mesi grazie alle crescenti aspettative di una svolta. Tuttavia i unzionari della BOJ hanno affermato che la mossa è stata una tantum e non è indicativa di tendenze future.

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