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Il risparmio gestito spinge gli utili di CheBanca!

chebanca

CheBanca! supera le aspettative degli analisti con utili trascinati dal gestito.

Buone notizie per CheBanca!, la società del gruppo Mediobanca, che ha annunciato di aver chiuso il trimestre con ricavi e utili in crescita rispetto a quanto non fosse stato verificabile nello stesso periodo dello scorso anno.




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Stando a quanto afferma l’istituto di credito in un comunicato, infatti, il margine di intermediazione è stato pari a 83 milioni di euro, contro i 77,1 milioni di euro del 2019, con un conseguente balzo in avanti del 7,7%. Il risultato netto è stato pari a 9,2 milioni di euro, più alto dell’8,2% rispetto agli 8,5 milioni di euro conseguiti alla fine del mese di settembre del 2019.

Per quanto concerne le masse, l’istituto di credito del gruppo Mediobanca sottolinea asset finanziari gestiti per 28,691 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 25,845 miliardi di euro dell’anno precedente. L’asset sotto gestione passa da 8,440 miliardi di euro dello scorso anno agli attuali 10,029 miliardi di euro, mentre le masse amministrate sono cresciute da 2,629 miliardi di euro a 2,916 miliardi di euro. Bene anche l’evoluzione dei depositi, che salgono a 15,746 miliardi di euro, contro i 14,776 miliardi di euro di un anno fa.

Ancora, il comunicato precisa come la raccolta totale netta delle reti sia stata pari a 818 milioni di euro nel trimestre luglio – settembre, più che raddoppiata rispetto ai 290 milioni di euro del 2019. Nel periodo sono stati erogati mutui per un totale di 416 milioni di euro, contro i 556 milioni di euro dell’anno precedente, mentre gli impieghi sono cresciuti a 10,382 miliardi di euro, contro i 9,459 miliardi di euro di un anno fa.

I ricavi sono cresciuti del 7,7% grazie all’apporto commissionale, che migliora del 22% anno su anno da 22,3 a 27,2 milioni di euro, e grazie al contributo positivo del margine di interesse, che sale dell’1,6%, da 54,6 a 55 milioni di euro.

Sul fronte dei costi, salgono quelli di struttura, del 5%, da 60,4 a 63,4 milioni di euro, soprattutto per il peso dei costi del personale, che salgono di 2,2 milioni di euro, da 28,2 a 30,4 milioni di euro. Le spese di natura amministrativa sono in crescita del 2,5% per 0,8 milioni di euro, da 32,2 a 33 milioni di euro. Tra gli altri dati di maggiore rilievo, sottolineiamo come le rettifiche su crediti siano aumentate di 1,8 milioni, da 4,2 a 6,0 milioni di euro.

Ancora, al 30 settembre risultano essere concesse moratorie per 646 milioni di euro contro i 601 milioni di euro del 30 giugno. Nel trimestre in esame, poi, sono giunte a scadenza un totale di 118 milioni di euro di moratorie, e di queste l’85% ha ripreso regolarmente i pagamenti. Per quanto riguarda invece l’erogazione di linee di credito che sono previste dal Decreto Liquidità, sono stati concessi finanziamenti per 10 milioni di euro, di cui 9 milioni di euro assistiti dalla garanzia al 100% rilasciata dal Fondo di garanzia per le PMI.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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