Bouns tv 2019: Cos’è? Come richiederlo? Importo rottamazione

Bonus tv 2019
Bonus tv 2019

Il BONUS TV è attivo per tutto il 2019 e si protrarrà fino al 2022, anno in cui tutti i televisori devono essere aggiornati alle nuove frequenze. Intanto il governo è a lavoro per attuare il bonus TV

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Tra pochi mesi prenderà il via il bonus tv 2019. Di cosa si tratta e chi potrà richiederlo lo vedremo in seguito all’interno di questa guida.

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Quello che ad oggi sappiamo è questo: entro il 1° luglio 2022, tutti i soggetti che hanno un televisore datato devono provvedere a cambiarlo al fine di allinearsi con il digitale terrestre di seconda generazione.

Al fine di rendere più indolore il passaggio al DVB-T2 è stato stanziato anche un fondo pari a 151 milioni. Sarà il Mise, nel breve termine, a fornire tutti i nuovi dettagli sull'erogazione dei contributi.

Bonus tv 2019: cos’è?

Il bonus tv 2019 è una forma di incentivo all’acquisto dei nuovi televisori che il Governo italiano ha introdotto al fine di facilitare il passaggio verso la nuova tecnologia che interessa tutti gli apparecchi che sono atti a ricevere e trasmettere immagini.

Oggi gran parte dei televisori presenti all’interno delle case degli italiani sono obsoleti, devono essere sostituiti con dei nuovi televisori. In alternativa è possibile integrarli con dei decoder di nuova generazione.

Al fine di agevolare il tutto, il governo, proprio per venire incontro alle famiglie ha pensato bene di stanziare dei fondi legati all’inventivo per cambiare il vecchio televisore.

Questo avverrà sotto forma di bonus e consentirà a tutti gli Italiani entro il 2022 di adattarsi al nuovo sistema digitale terrestre definito come di seconda generazione.

A seguito della modifica legata alla tecnologia necessaria per la trasmissione delle immagini e non solo, tutti i canali subiranno un cambiamento di frequenza. Per questo motivo, si rende necessario dotarsi di tv compatibili con il sistema DVB T2.

Bonus tv 2019: quanto?

Il governo ha provveduto con la legge di Bilancio 2019 all’introduzione di alcuni incentivi per tutti i soggetti che intendono usufruire della nuova tecnologia e che vogliono cambiare televisore.

Nello specifico si parla di Bonus TV 2019 che, secondo alcune indiscrezioni, vede lo stanziamento di 25 milioni di euro all’anno per gli anni compresi tra il 2019 e il 2022. Questo dovrebbe facilitare gli acquisti dei consumatori italiani.

Al momento si parla di un finanziamento di importo pari a 100 milioni di euro. E’ questa la somma massima prevista dal fondo a cui tutti gli italiani potranno accedere al fine di acquistare una tv di seconda generazione.

Tenete presente anche che sarà possibile per il Governo, operare a favore degli Italiani stazionando se lo ritiene opportuno ulteriori fondi, allargando le categorie di persone che potranno farne richiesta.

Nuove tv 2019 e nuove frequenze

Prima di procedere oltre si devono chiarire alcuni punti; soprattutto sul perché è necessario acquistare nuovi televisori 2019 o adattare i vecchi.

Al momento in Italia si contano dei televisori dotati di tecnologia Dvb T1 e televisori dotati di tecnologia DvbT2.

Dal 1° luglio 2022, tutti i canali televisivi trasmetteranno solo e soltanto utilizzando le nuove frequenze, spostandosi versa la banda a 700 mh. Questo vuol dire lasciare quelle attuali, comprese nel range 470-690.

In questo modo tutte le tv potranno interagire al meglio con le nuove tecnologie mobili, quali smartphone e tablet ed in particolare registrano anche un miglioramento della qualità audio e video.

Rottamazione tv 2018 e Bonus tv 2019: come fare a sapere se il tv è da buttare o meno?

Prima ancor di pensare di rottamare il tuo vecchio televisore, è utile sapere anche che vi è la possibilità di dotare il vecchio apparecchio di un nuovo decoder. Solo in casi eccezionali parliamo di TV non adattabili, ma parliamo di televisori di minimo 20 anni.

Quali apparecchi dovranno essere sostituiti? Semplice! Basta leggere sul libretto del televisore o sul libretto di istruzioni se vi è o no:

  • la dicitura DVB-T2;
  • codec H265/HEVC.

Se questi codici ci sono, allora, la tv è predisposta per poter supportare il nuovo standard di trasmissione.

Se invece trovate questi codici:

  • DVB-T1;
  • DVB-T.

Si tratta invece di televisori che possono essere adattati alla nuova tecnologia, tramite l’acquisto di un decoder 2.0 al fine di ricevere le nuove trasmissioni.

Si consideri anche che dal primo gennaio 2017 tutti i rivenditori sono stati obbligati a vendere unicamente televisori predisposti per essere compatibili con tale tecnologia.

A nostro modesto avviso sarebbe meglio controllare sempre la dicitura riportata sulla tv per sapere se si dovrà provvedere ad una sostituzione o integrazione.

Bonus tv 2019 importo: come funziona?

Al momento ancora non c’è dato sapere come funziona realmente il nuovo Bonus TV 2019. Non sappiamo se si tratterà di un incentivo sottoforma di detrazione al momento della dichiarazione dei redditi, o se si tratterà di un incentivo sottoforma di sconto alla fase di acquisto.

Il bonus tv sarà sempre usufruibile per l’acquisto di un solo televisore per singolo soggetto.

Al momento sappiamo che alcuni primi destinatari del provvedimento saranno le fasce con reddito più basso, ovvero quelle che sono esenti dal pagamento del canone RAI, nonché i soggetti over 75 in condizioni di disagio economico.

Al momento non è esclusa l’ipotesi che negli anni futuri il bonus TV venga aumentato ed esteso ad altre categorie di persone.

Bonus tv 2019: come richiederlo? Quali sono i soggetti che ne beneficeranno?

Come detto in precedenza non tutti potranno godere del Bonus TV e decoder 2019. Anche se al momento non sappiamo ancora se trattasi di uno sconto, di un incentivo o di un rimborso IRPEF, quello che è certo invece sono i soggetti che possono usufruirne.

Si tratta delle seguenti categorie di soggetti:

  • Persone con età uguale o superiore a 75 anni;
  • Soggetti con reddito annuo fino a 8.000 euro;
  • Soggetti che godono dell’esenzione dal canone Rai.

Bonus tv 2019: Regioni destinatarie dell’incentivo

Il passaggio toccherà dapprima le seguenti regioni:

  • Liguria;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Lazio;
  • Campania;
  • Sardegna;

Successivamente toccherà anche a:

  • Veneto;
  • Emilia – Romagna;
  • Marche;
  • Friuli Venezia Giulia;
  • Molise;
  • Puglia.

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Tommaso Piccinni ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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