Cancellato il contributo a fondo perduto: ecco quali sono le partite Iva che non avranno accesso agli aiuti

Il processo di conversione in legge del secondo decreto Sostegni porterà diverse novità in ambito fiscale, tra le quali troviamo anche la cancellazione del contributo a fondo perduto ma solo per le grandi imprese.

Il provvedimento è contenuto nel decreto legge Fisco e Lavoro, che verrà emanato attraverso un emendamento al decreto Sostegni bis. Stiamo parlando del DL 99/2021 con cui il governo guidato da Mario Draghi sposta alcune risorse da misure come il Cashback di Stato e Super Cashback, così pure il contributo a fondo perduto, verso altre iniziative.

Il Cashback viene sospeso per sei mesi, vale a dire per l’intero periodo del secondo semestre che avrebbe dovuto iniziare il 1° luglio con fine prefissata al 31 dicembre 2021, e potrebbe alla fine essere del tutto cancellato.

Stessa sorte la subirà il contributo a fondo perduto per le partite Iva, ma non per tutte le imprese, bensì per quelle più grandi. Le partite Iva che non avranno accesso alle risorse inizialmente stanziate per questo tipo di sostegno economico saranno quelle con ricavi o compensi di importo compreso tra 10 e 15 milioni di euro.

A finanziare il contributo a fondo perduto erano stati stanziati circa 2,12 miliardi di euro, che si vanno a sommare a una parte degli 1,7 miliardi previsti per il 2021 per il piano Cashback, per confluire entrambi in diverse misure a sostegno dei lavoratori a cominciare dagli ammortizzatori sociali.

Niente contributo a fondo perduto per grandi imprese

Il nuovo contributo a fondo perduto introdotto con il decreto Sostegni bis quindi resta in piedi, ma non per quelle imprese e quei professionisti con ricavi o compensi tra 10 e 15 milioni di euro registrati nel 2020, contrariamente a quanto inizialmente previsto. 

Nelle fasi iniziali di stesura del decreto Sostegni bis era stato programmato di comprendere tra i beneficiari del contributo a fondo perduto anche le grandi partite IVA per via dell’eccedenza di risorse stanziate e non utilizzate dai forfettari. In questo modo quelle risorse sarebbero state utilizzate per allargare la platea dei potenziali destinatari del fondo perduto a conguaglio ma ora ci troviamo davanti a un cambio di programma.

Il decreto Sostegni bis aveva infatti lasciato spazio ad altre categorie offrendo la possibilità di accedere agli aiuti anche ad altre categorie che avrebbero sfruttato le risorse messe in campo, ma non utilizzate, dal primo decreto Sostegni. Opzione questa che è stata però abrogata dal DL 99/2021 che ha cancellato il comma 30 dell’articolo 1 del secondo decreto Sostegni.

In che modo verranno utilizzate le risorse che non andranno al fondo perduto per grandi imprese?

Il governo Draghi ha deciso di dirottare le risorse che sarebbero state utilizzate nell’ambito del piano Cashback e quelle che sarebbero andate a finanziare la misura del contributo a fondo perduto anche per le grandi imprese a delle iniziative diverse che riguardano in particolare i lavoratori.

I 2,12 miliardi di euro avanzati dalle somme stanziate per il contributo a fondo perduto introdotto con il primo decreto sostegni verranno impiegate per gli ammortizzatori sociali ma non solo. Sostanzialmente si attingerà a quei 2 miliardi di euro per rendere possibile:

  • lo sblocco selettivo dei licenziamenti
  • lo stop al rincaro sulle bollette dell’energia elettrica

Ricordiamo che l’entrata in vigore del nuovo decreto avverrà nell’ambito del processo di conversione in legge del decreto Sostegni bis, e si concluderà entro il 24 luglio prossimo.

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