Aumenti in busta paga: ecco a chi spettano 4 mila euro di arretrati

busta paga, carte di credito e varie banconote disposte su un piano

Considerati i livelli di inflazione così alti, con intere famiglie che da tempo faticano ad arrivare alla fine del mese, con altre che stanno dando fondo ai risparmi messi da parte negli anni, gli aumenti in busta paga dovrebbero essere per tutti i lavoratori dipendenti, e dovrebbero essere il risultato di una seria politica di detassazione del lavoro.

In realtà nonostante i pesanti rincari e soprattutto gli aumenti sulle bollette di energia elettrica e gas, il governo di Mario Draghi non ha ancora deciso di intervenire in tal senso se non con misure molto blande ed evidentemente del tutto insufficienti a ridurre in modo significativo l’impatto dei rincari di questi mesi.

Dopo il bonus una tantum da 200 euro, erogato a tutti i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35 mila euro, sia del pubblico che del privato, gli importi in busta paga percepiti dai lavoratori sono rimasti sostanzialmente gli stessi, e quel che è peggio è che almeno per il momento non sono previsti aumenti degli stipendi, salvo che per alcune specifiche categorie.

Aumenti in busta paga per 4.000 euro, ecco per chi

A ricevere degli interessanti aumenti in busta paga saranno, almeno per il momento, solo alcune specifiche categorie di lavoratori statali. In tal caso gli aumenti sono legati al rinnovo dei contratti scaduti negli anni scorsi, e per l’esattezza sono dovuti in quanto è scattato il diritto a ricevere gli arretrati.

La somma dovuta, che in alcuni casi arriva fino a 4 mila euro, è già stata erogata ad alcuni aventi diritto nel mese di luglio, mentre altre categorie potranno ricevere l’importo spettante nei prossimi mesi.

Si tratta però di una ristrettissima cerchia di lavoratori che, come spiega Il Corriere della Sera, appartengono a quattro ambiti del settore pubblico. Riceveranno infatti il pagamento degli arretrati dovuti alle prestazioni effettuate negli anni 2019-2021 lavoratori dipendenti del settore scolastico, degli enti locali, della sanità e quelli che lavorano presso ministeri e agenzie fiscali.

Per quei lavoratori dipendenti del settore pubblico che riceveranno questo interessante aumento in busta paga si tratta senza dubbio di una bella boccata d’ossigeno specie in un momento come questo.

Pagamento arretrati in busta paga, quando arriva e quali sono gli importi

A ricevere gli arretrati saranno per primi i dipendenti ministeriali, che hanno firmato il rinnovo del contratto collettivo lo scorso mese di maggio. In questo caso la somma è già stata corrisposta nel mese di luglio e può raggiungere un importo pari a 2.900 euro. Gli altri lavoratori dipendenti cui spetta il pagamento degli arretrati in busta paga riceveranno gli importi dovuti tra il mese di ottobre e quello di dicembre.

Quanto agli importi che verranno erogati agli altri beneficiari del pagamento, mediamente si va dai 2.268 ai 3.135 euro lordi per il personale sanitario, con gli infermieri che dovrebbero essere tra coloro che si ritroveranno con un pagamento più corposo. In questo caso infatti è prevista un’indennità specifica che va dai 3.777 euro per il livello più basso, fino a 4.736 euro per il livello D6 che è il più alto.

Aumenti in busta paga anche per i dipendenti comunali, che entro la fine dell’anno riceveranno gli arretrati previsti sulla base dell’intesa raggiunta tra Aran e sindacati lo scorso 5 agosto, che prevede un aumento di 100 euro lordi mensili per l’intero comparto, Adesso si attende il riscontro del ministero dell’Economia e la validazione della Corte dei Conti.

In questo caso potrebbe essere sbloccata, entro la fine di dicembre, l’erogazione di una cifra compresa tra i 1.444 ed i 1.977 euro lordi.

Anche i lavoratori del settore scolastico dovrebbero aver diritto ad aumenti in busta paga e quindi al pagamento degli arretrati corrispondenti. Le organizzazioni sindacali della scuola sono già state convocate dall’Aran per discutere del rinnovo contrattuale visto che quello vecchio è scaduto già da 3 anni almeno.

Secondo quanto trapelato in questi giorni il personale docente potrebbe beneficiare di un aumento di stipendio intorno ai 123 euro lordi al mese per 13 mensilità, mentre per il personale Ata si potrebbe aggirare intorno ai 90 euro lordi, sempre per 13 mensilità.

La richiesta iniziale delle organizzazioni sindacali però era ben più alta, infatti chiedevano almeno 300 euro lordi in più su base mensile. Ad ogni modo visto che il governo di Mario Draghi ha ormai i giorni contati, ad occuparsi di rispondere a queste richieste sarà il nuovo esecutivo che verrà fuori dalle elezioni politiche del 25 settembre prossimo.

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