Tasse sulla casa in aumento? Potrebbe essere colpa del Superbonus, ed ecco perché

Tasse sulla casa in aumento: perché è colpa del Superbonus? - BorsaInside.com

Il Superbonus 110%, tanto celebrato per i suoi vantaggi fiscali, potrebbe rivelarsi una lama a doppio taglio per i proprietari immobiliari. Le recenti modifiche introdotte nel Disegno di legge di bilancio 2024 stanno sollevando polemiche, soprattutto per due novità che potrebbero colpire il portafoglio di coloro che hanno beneficiato di questo incentivo. Vediamo nel dettaglio come il Superbonus 110% potrebbe tradursi in un aumento delle tasse sulla casa.

Plusvalenze Superbonus 110% e aumento delle tasse

La prima novità riguarda la tassazione della plusvalenza derivante dall’aumento di valore dell’immobile a seguito dei lavori di ristrutturazione incentivati dal Superbonus. L’articolo 18 del Disegno di legge prevede un’impennata delle tasse: un’imposta sostitutiva del 26% si applica alle plusvalenze realizzate tramite la vendita di beni immobili oggetto di interventi agevolati entro i cinque anni successivi alla conclusione dei lavori.

Tuttavia, alcune eccezioni mitigano l’impatto finanziario. Gli immobili ereditati o quelli adibiti ad abitazione principale per la maggior parte dei cinque anni precedenti alla vendita sono esclusi da questa tassazione. È fondamentale notare che questa nuova normativa si applica agli atti conclusi a partire dal 1° gennaio 2024.

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Cos’è esattamente la plusvalenza immobiliare

La plusvalenza immobiliare si configura come la differenza tra il prezzo di acquisto o il valore dichiarato nell’atto di successione e il prezzo di vendita. Gli immobili soggetti a interventi di efficientamento energetico, con conseguente miglioramento di due classi, vedono un significativo aumento del loro valore, soprattutto alla luce delle nuove direttive sulle Case Green.

Va sottolineato che i costi dei lavori di ristrutturazione non influenzano il calcolo della plusvalenza, in quanto sono sostenuti dallo Stato e non dal proprietario.

Rendita catastale e oneri fiscali

Oltre alla plusvalenza, il Superbonus 110% colpisce anche la rendita catastale dell’immobile, innescando un aumento delle tasse. L’articolo 21 del Disegno di legge di bilancio prevede che, al termine dei lavori, sia richiesto l’aggiornamento della rendita catastale.

L’automatismo introdotto analizza le banche dati relative ai lavori contemplati nell’articolo 119 del decreto legge 34 del 2020. La mancata modifica della rendita catastale può comportare sanzioni, e l’adeguamento d’ufficio è una conseguenza inevitabile. L’aumento della rendita catastale influisce direttamente sugli oneri Irpef e sull’Imposta municipale.

Impatto sull’Imposta Municipale (IMU) e sull’Isee

La rendita catastale è un elemento cruciale per il calcolo dell’Imposta municipale, e la sua variazione può determinare un aumento significativo degli oneri fiscali. Una simulazione condotta sul comune di Milano ha evidenziato un incremento dell’imposta sulle seconde case compreso tra 421 euro e 838 euro nei primi periodi di imposta successivi all’introduzione delle nuove norme legate al Superbonus.

Infine, l’aumento della rendita catastale può influenzare l’Isee 2024, mettendo a rischio alcune agevolazioni e misure di welfare legate a questo indicatore. Chi possiede seconde case potrebbe subire un impatto notevole sulla propria situazione economica.

Pertanto, mentre il Superbonus 110% offre indubbi vantaggi in termini di incentivi fiscali, è emerso che potrebbero esserci degli “effetti collaterali” che potrebbero comportare un aumento delle tasse e degli oneri fiscali correlati alla rendita catastale.

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