Cina: i dati migliorano ma gli economisti sono ancora pessimisti. Ecco per quali motivi

Nonostante i dati economici cinesi della scorsa settimana siano stati positivi, con le vendite al dettaglio e la produzione industriale che hanno battuto le stime degli analisti, gli economisti mantengono il loro pessimismo sull’economia del colosso asiatico.

In particolare, gli analisti di UBS hanno ora abbassato le previsioni di crescita per l’intero anno dal 3% al 2,7% per il 2022 e dal 5,4% al 4,6% per il 2023.Sebbene alcuni degli attuali sostegni politici daranno i loro frutti nel quarto trimestre, la situazione di Covid rimarrà probabilmente difficile nell’inverno e all’inizio del 2023, e la crescita delle esportazioni è destinata a rallentare“, ha dichiarato Tao Wang, capo economista di UBS per la Cina, nella nota pubblicata, aggiungendo poi che la revisione delle previsioni per il 2023 si basa ancora su uno scenario in cui il mercato immobiliare si stabilizzerà presto e le restrizioni del Covid si attenueranno a partire da marzo.

Tuttavia, queste restrizioni hanno trascinato al ribasso il sentimento degli investitori ed è improbabile che il dato si riprenda presto, gli ha fatto eco Mattie Bekink, direttore per la Cina dell’Economist Intelligence Corporate Network. “Non stiamo vedendo le leve politiche tirate necessarie per facilitare un cambiamento“, ha detto a proposito della politica nazionale di zero-Covid. “In sostanza, lo zero-Covid ha calpestato la fiducia degli investitori”.

Gli economisti prevedono inoltre che la valuta cinese continuerà a indebolirsi, anche dopo che la scorsa settimana lo yuan onshore e offshore sono scesi entrambi ai livelli più bassi dal luglio 2020. “Ci aspettiamo che la debolezza del CNY persista nel breve termine, sostenuta in parte dall’ampia forza del dollaro USA“, hanno affermato gli economisti di Goldman Sachs in una nota, aggiungendo che il prossimo livello chiave da tenere d’occhio è 7,20, testato l’ultima volta nel maggio 2020.

Anche gli economisti di UBS prevedono che lo yuan si indebolirà ulteriormente rispetto al dollaro statunitense, viste le “divergenti traiettorie di politica monetaria tra Stati Uniti e Cina e il rallentamento delle esportazioni cinesi“. Wang di UBS vede il cambio USD/CNY intorno a 7,15 entro la fine del 2022.

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