Azioni FCA e morte di Marchionne: da allora -12% su Borsa Italiana, perchè è meglio la prudenza

Azioni FCA e morte di Marchionne: da allora -12% su Borsa Italiana, perchè è meglio la prudenza

A quasi un mese dalla morte di Marchionne, le azioni CNH Industrial sul Ftse Mib sono state migliori delle FCA

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E' tempo di bilanci per le azioni FCA e, più in generale, per tutti i titoli della galassia del Lingotto (quindi CNH Industrial, Ferrari e Exor). Il 25 agosto, ossia tra appena tra giorni, sarà un giorno molto triste per la storia societaria della galassia Agnelli. Un mese fa, infatti, moriva l'ex amministratore delegato Sergio Marchionne, il manager che era risucito nell'importante traguardo di azzerare il debito di Fiat Chrysler Automobiles.

Come ogni ricorrenza che si rispetti, la domanda è inevitabile: come sono andate le azioni FCA su Borsa Italiana nell'ultimo mese? Il prezzo delle azioni Fiat Chrsyler Automobiles è aumentato o diminuito dalla morte di Marchionne? La risposta è purtroppo negativa. Dal giorno dell'addio dell'indimenticato manager, FCA ha registrato un deprezzamento del 12% circa. Un ribasso molto consistente del valore delle azioni che non è motivato solo dal senso di smarrimento inevitabilmente creato dalla morte dell'ex amministratore delegato ma che è anche dovuto al contesto generale. FCA, come tutte le azioni del settore automotive, si è mossa negli ultimi 30 giorni, in una situazione generale per nulla semplice. Il rallentamento economico della Cina e la minaccia di guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa hanno determinato il consolidamento di un sentiment negativo che ha ovviamente condizionato i titoli più attivi all'estero come, appunto, FCA.

Complessivamente ad essere negativo non è solo il bilancio di FCA ad un anno dalla morte di Marchionne ma anche il bilancio generale di tutta la galassia Lingotto ad eccezione di CNH Industrial le cui azioni hanno segnato un apprezzamento del 16,3%. La cosiddetta galassia Agnelli dal 20 luglio scorso ha rimediato una perdita in conto capitale di oltre 6 miliardi e 361 milioni di euro. E' questo il dato poco gratificante che si ottiene moltiplicando il numero di azioni complessive in circolazione con il loro valore unitario. Singolarmente, oltre al -12% di Fiat Chrysler ci sono anche il -9% di Ferrari e il -1,8% di Exor. Ferrari continua ad essere il gioiellino del Lingotto ma anche per quello che riguarda il Cavallino non sono mancate le delusioni. 

A parte il sentiment generale di Borsa Italiana e dei mercati, quali sono i motivi, oltre allo smarrimento per la morte di Marchionne, che hanno determinato il crollo delle azioni FCA nell'ultimo mese? Tra i fattori da considerare c'è l'inevitabile clima di attesa in vista dell'assunzione del comando in pianta stabile del nuovo Ceo Mike Manley. Dalle prime mosse di Manely arriveranno precise indicazioni su quello che sarà il futuro di FCA ed è appunto lì il vero punto interrogativo. E' infatti vero che c'è un Piano Industriale da concretizzare ed attuate ma è altrettanto scontato che tale piano debba poi confrontarsi con la realtà. Gli obiettivi da raggiungere sono chiari ma il contesto generale è oramai in costante evoluzione proprio a causa delle tensioni commerciale tra Stati Uniti e resto del mondo. Ci sono poi delle decisioni da prendere sugli stabilimenti italiani e anche lì, nulla è scontato. Insomma FCA non potrà vivere sempre nel mito di Marchionne e Manley dovrà presto dare prova delle sue capacità. Questo gli investitori ma anche chi opera con gli strumenti derivati per investire in azioni FCA lo hanno capito e da qui la freddezza dell'ultimo messe. L'approccio prudente su Fiat Chrsyler proseguirà anche nelle prossime settimane. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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