Azioni Banca Carige sospese su Borsa Italiana: serve liquidità, incombe rischio fallimento

Azioni Banca Carige sospese su Borsa Italiana: serve liquidità, incombe rischio fallimento

Il futuro di Banca Carige è appeso ai consigli di amministrazione di oggi: verso emissione bond e (forse) aumento di capitale

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Le azioni Banca Carige sono state sospese da Borsa Italiana per tutta la seduta di oggi. Nel secondo precedente alla sospensione delle negoziazioni, il titolo Banca Carige stava registrando un ribasso di oltre 10 punti percentuali con conseguente continuo aggiornamento dei minimi storici. La decisione di sospendere le azioni Banca Carige è stata adotatta da Borsa Italiana su richiesta della stessa banca ligure decisa a limitare la speculazione che si sarebbe certamente accanita sul titolo in attesa delle decisioni del consiglio di amministrazione che si sta tenendo proprio in queste ore. Quella di oggi è una giornata decisiva per il futuro di Banca Carige non solo su Borsa Italiana ma anche fisicamente. Come hanno avuto modo di osservare molti analisti nelle passate settimane, la crisi di Banca Carige è oramai arrivata ad un punto decisivo. O la banca ligure trova le risorse di cui ha bisogno per riuscire a rafforzare il suo capitale oppure si sentirà certamente molto parlare di quella parola, fallimento, che gli analisti di Fitch hanno avuto il coraggio di utilizzare nelle scorse settimane scatenando un sell-off sulle azioni Banca Carige.

Gli esperti sono stati molto chiari quando hanno affermato che, in assenza di liquidità, Banca Carige è a rischio fallimento o quando hanno evidenziato che la banca ligure sia sulle soglie del default. Fallimento e default sono parole forti che spiegano da sole il motivo per il quale nel corse delle ultime settimane ci sia stata una generelizzata corsa a vendere azioni Banca Carige su Borsa Italiana. 

Il consiglio di amministrazione di Banca Carige che si tiene in queste ore deciderà, con tutta probabilità, per il lancio di un prestito obbligazionario di ammontare compreso tra i 300 e i 400 milioni di euro il cui scopo sarebbe solo quello di traghettare CariGenova verso un aumento di capitale da 400 milioni di euro che si dovrebbe tenere a gennaio, sentiment permettendo. L'eventuale aumento di capitale sarebbe il quinto in appena quattro anni (un record che testimonia la difficoltà della banca ad uscire dalla crisi). La ricapitalizzazione di Banca Carige servirebbe a rimborare il prestito obbligazionario e mettere in sicurezza il patrimonio e le casse. 

Nelle stesse ore in cui si tiene il consiglio di amministrazione di Carige è anche in corso il CdA dello Schema Volontario, il fondo di emergenza privato che è partecipato da tutte le banche italiane. Schema Volontario deciderà se fornire una garanzia all'obbligazione Banca Carige che potrebbe essere annunciata già oggi. Tutte le banche italiane, a partire dalle capofila Intesa Sanpaolo e Unicredit, potrebbero offrire garanzia al prestito obbligazionario Banca Carige anche perchè è quasi scontato che da sola la banca ligure non sia in grado di gestire questa situazione. E' quindi il momento della solidarietà tra le banche europee. Ovviamente Schema Volontario entrerà in azione solo se gli azionisti di Banca Carige decideranno di garantire altri 100 milioni di euro. In particolare ben 50 milioni di euro dovrebbero essere garantiti dalla famiglia Malacalza, che possiede il 28 per cento delle azioni Banca Carige. L'adesione non deve essere considerata un fatto spontaneo. Secondo le ultime indiscrezioni ci sarebbero già dei mal di pancia da parte degli azionisti di Banca Carige. 

Ad ogni modo la banca ligure assieme a Banca MPS è il punto debole del sistema bancario italiano. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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