E’ una giornata da incubo quella che le borse europee e la nostra Borsa Italiana stanno vivendo. Il Ftse Mib, già molto incerto in avvio di seduta, si è lasciato trasportare dal più classico dei panic selling.

A determinare quella che, ora dopo ora, si sta configurando come una vera e propria fuga dall’azionario (anche se sarebbe più opportuno parlare di fuga da tutti gli asset più rischiosi comprese, quindi, le criptovalute) è stata la notizia di combattimenti tra russi e ucraini attorno alla centrale nuclerare di Zaporozhye, la più grande d’Europa. La tensione nell’area della centrale sarebbe durata pochissimi minuti con l’esercito russo che ha immediatamente assunto il controllo dell’impianto.

Tuttavia la presenza di un incendio in un’area limitrofa all’impianto e il tam tam mediatico con notizie imprecise e faziose, hanno fatto salire alle stelle non solo la paura dei comuni cittadini ma anche quella degli investitori. E’ appunto in questo contesto che va inquadrato il sell-off che è in atto oggi sui mercati azionari.

Anche se, come accertato, la situazione nell’area dell’impianto nucleare è sotto controllo, il rischio che la guerra tra Russia ed Ucraina possa causare un incidente nucleare oppure che lo stesso conflitto possa volutamente degenerare in scontro nucleare inizia ad essere percepito in modo netto da opinione pubblica e investitori. 

Ad incrementare la paura e quindi a favorire ancora di più il sell-off in atto sull’azionariaro ci hanno poi pensato le dichiarazioni del premier francese Macron. Il capo dell’Eliseo, unico leader europeo che sta mantenendo un contatto con Putin, ha affermato di aver avuto l’impressione, al termine di una telefonata con il premier russo che il peggio non sia ancora arrivato. Del resto, come messo in evidenza da MPS Capital Service, le prospettive non sono per niente incoraggianti anche gli stessi negoziati di ieri tra russu e ucraini hanno riguardato solo la creazione di corridoi umanitari. Un nuovo round del confronto tra le parti in guerra non ci dovrebbe essere prima della prossima settimana.

Insomma oggi ci sono tutti gli elementi per un significativo sell-off della borsa di Milano. Alla luce di quanto abbiamo detto nei precedenti paragrafi, l’entità del rosso che colora il Ftse Mib non dorebbe stupire più di tanto. Tra l’altro il paniere di riferimento di Piazza Affari è letteralmente imbottito di segni negativi. Tra i vari rossi a spiccare di più sono i ribassi a doppia cifra di Telecom Italia e di Unicredit. La prima paga i disastrosi conti 2021 che sono stati presentati nella giornata di ieri (conclusasi poi in modo drammativo per TIM) mentre la banca guidata da Orcel è sempre nel tritacarne a causa delle sanzioni contro Mosca. 

Per avere un’idea dell’andamento di Unicredit è sufficiente tenere in considerazione che mercoledì 23 febbraio (prima dello scoppio della guerra) il titolo scambiava a 14 euro mentre oggi prezza 9,6 euro. A causa del violento ribasso messo a segno nell’ultima settimana, la performance di Unicredit su base mensile è ora negativa per il 36 per cento. Le azioni sono quindi a sconto ma il ribasso potrebbe non essere finito.

Crollo Borsa Italiana Oggi 4 marzo 2022: come investire

Alla luce di quella che è la situazione in atto sui mercati oggi, come investire? Per quello che riguarda il CFD ricordiamo che quando un asset è in forte ribasso è comunque possibile speculare attraverso lo short trading e quindi puntare a guadagnare con il calo delle quotazioni. Fare short trading non è semplice ed è per questo che consigliamo di fare prima pratica con un broker affidabile.

Ad esempio si può scegliere la piattaforma eToro che offre sempre la demo gratuita da 100 mila euro virtuali per esercitarsi senza correre il rischio di perdere soldi veri. 

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Nonostante l’evidente indirizzo ribassista dei mercati, comunque, non mancano quotate che si muovono in controtendenza. Il caso più nitido è quello di Inwit. La quotata si sta avvicinando al giro di boa delle 13,30 con un rialzo di circa 3/4 di punto percentuale. Un verde di poca intensità che però spicca su un Ftse Mib imbottito di segni rossi. A spingere in avanti il titolo è la notizia che il CdA di Telecom Italia ha dato parere positivo all’offerta vincolante presentata dal consorzio di investitori istituzionali guidato da Ardian, in relazione all’acquisto della partecipazione indiretta detenuta in Inwit. Il corrispettivo messo sul piatto ammonta a circa 1,3 miliardi di euro.

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