Arrivati 21 miliardi dal PNRR all’Italia: i settori dove conviene investire

I primi fondi assegnati all’Italia nell’ambito del PNRR sono stati sbloccati. La scorsa settimana la Commissione UE ha infatti autorizzato il pagamento all’Italia di 21 miliardi di euro nell’ambito del PNRR. Si tratta di una prima tranche che è stata sbloccata a seguito del raggiungimento da parte dell’Italia dei 49 obiettivi concordati per fine 2021. Si trattava di target soprattutto qualitativi. Per il 2022, invece, gli obiettivi non saranno più qualitativi ma prevalentemente quantitativi.

La qualità, quindi, non basterà più ma sarà necessario che almeno una parte delle 2.500 pagine del PNRR inviato dall’Italia a Bruxeless venga trasformata in atti concreti. Il PNRR nel 2022 prevede il versamento di due rate per un totale di 40 miliardi (la prima è stata quella appena versata) che sono legate al rispetto da parte dell’Italia di 100 condizioni (83 quantitative e 17 qualitative) che verranno poi verificate a giugno. 

Considerando questi numeri, non è necessario essere degli esperti di finanza per comprendere come gli investimenti del PNRR siano oramai indispensabili per lo sviluppo dell’Italia.

Secondo rilevazioni che sono state effettuate prima dello scoppio della guerra in Ucraina, il PIL 2023 dell’Italia (grazie proprio all’apporto del PNRR) era visto in crescita del 3 per cento mentre il tasso di occupazione era visto in aumento del 3,2 per cento. Ovviamente, a causa della guerra e della crisi internazionale, le stime dovranno ora essere riviste al ribasso. Al di là dei numeri, però, una cosa è certa: senza il supporto del PNRR, l’Italia sprofonderebbe in recessione. Per semplificare al massimo si può affermare che, senza la guerra e senza la crisi geopolitica, il PNRR avrebbe permesso al PIL italiano di volare; con la guerra, il PNRR permetterà all’Italia di crescere un pò evitando l’incubo recessione che invece si concretizzerebbe se il piano di aiuti UE non ci fosse stato. 

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