crollo prezzi azioni

Tra le quotate che oggi sono alle prese con i ribassi più ampi c’è anche Saipem. Sia le azioni della società engineering che i relativi diritti sono in forte affanno. Sicuramente il titolo oil, impegnato con l’aumento di capitale da 2 miliardi di euro, risente dell’impostazione negativa che il Ftse Mib sta evidenziando oggi ma, i motivi alla base del sell-off del titolo sono prettamente domestici.

Per avere un’idea del ribasso in atto su Saipem è sufficiente citare due numeri: quando manca molto poco al giro di boa delle 13,30, la flessione in atto sul titolo è del 18,3 per cento a 2,6 euro mentre il ribasso dei diritti (anche se si può parlare di tracollo!) è del 54,4 per cento a 1,35 euro.

Se nei giorni precedenti (l’aumento di capitale ha avuto inizio lunedì), erano stato i soli diritti a precipitare mentre le azioni avevano chiuso con un rally, oggi viene giù tutto.

Il forte ribasso che i titoli evidenziano nella seduta di oggi confermano l‘enorme incertezza che ruota attorno all’aumento di capitale. Il management della società, ancora prima di iniziare con l’operazione, ha detto chiaramente che dalla riuscita dell’iniezione di capitale dipende il futuro della quotata. L’impressione, al quarto giorno di ricapitalizzazione, è che altri investitori interessi ben poco di questo aspetto. Gli azionisti, infatti, sembrano essere preoccupati soprattutto per la stranezza di questa operazione in quanto stiamo pur sempre parlando di una società che ha una capitalizzazione risicata e richiede un aumento pari a oltre oltre 5 volte il suo attuale capitale.

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Rispetto ai giorni scorsi, inoltre, c’è anche una seconda differenza. Se nelle ultime sedute il titolo aveva potuto beneficiare di alcune notizie positive (la sottoscrizione di un MoU e l’aggiudicazione di una serie di commesse – tra rinnovi di contratti in essere e nuovi ordini), oggi a pesare sono anche notizie negative.

La Corte di appello di Algeri ha infatti confermato la sentenza di primo grado del 14 febbraio 2022 riguardante il procedimento sulle modalità di assegnazione nel 2008 del progetto GNL3 Arzew. La sentenza aveva condannato Saipem al pagamento di una serie di ammende e risarcimenti danni per un ammontare complessivo pari a circa 199 milioni di euro.

Per lo stesso procedimento, l’autorità giudiziaria italiana aveva assolto Saipem già nel dicembre 2020.

Dopo la pronuncia della Corte di appello di Algeri, la quotata engineering ha annunciato che la sentenza sarà impugnata preso la Corte Suprema Algerina.

Ricordiamo che Saipem ha accantonato nel bilancio 2021 un onere dello stesso importo il cui versamento era fino ad ora rimasto sospeso proprio a causa dell’impugnazione presso la Corte di Appello.

Azioni Saipem da mantenere secondo Equita

Mentre a Piazza Affari prosegue l’aumento di capitale di Saipem, la quotata oil è stata al centro di un report degli analisti di Equita. La sim milanese, commentando proprio la notizia della sentenza della corte di Appello di Algeri, ha affermato che la decisione non può non avere risvolti negativi sul titolo. Al tempo stesso, però, Equita ha anche aggiunto che l’importo della condanna non pregiudica la validità della manovra finanziaria nè tantomeno mette in discussione gli obiettivi del piano strategico 2022-2025.

Ciò premesso, Equita non ha cambiato la strategia di Saipem. Il rating, quindi, resta hold con target price a 1,38 euro. Secondo la sim milanese le azioni Saipem sono da mantenere.

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