Azioni Leonardo superstar: fin dove possono salire con la guerra in Israele?

Cosa pensano gli analisti sulle azioni Leonardo - BorsaInside

Tra le quotate che più di tutte si stanno mettendo in evidenza dal giorno dello scoppio della guerra in Israele, c’è Leonardo. Non servono grandi competenze finanziarie per capire perchè le azioni Leonardo stanno traendo profitto dall’escalation militare e quindi possiamo passare direttamente ai numeri. Oggi le azioni Leonardo scambiano a 13,84 euro contro i 12,94 euro della chiusura di venerdì. In pratica dal giorno dello scoppio delle ostilità, il titolo della difesa ha registrato un apprezzamento di quasi 1 euro.

Un rialzo che è completamente da attribuire alla guerra visto che lo scorso lunedì, ad esempio il Ftse Mib aveva chiuso con un forte calo, causato proprio dalle preoccupazioni per un allargamento del conflitto, mentre Leonardo, assieme ai petroliferi, era stata tra le migliori.

Come si può vedere dal grafico in basso, le azioni Leonardo, proprio grazie al recente rally, sono arrivate a guadagnare l’1 per cento nel corso dell’ultimo mese mentre era appena lo scorso venerdì, quando il titolo evidenziava una performance mensile negativa. Su base annua, poi, il rally provocato dalla guerra in Israele ha permesso al titolo di incrementare ancora di più il rialzo: ora siamo all’85 per cento in più.

Ragionando in ottica investimento, però, la domanda reale non riguarda quello che è fin qui avvenuto (facilmente prevedibile e non isolato alla sola Leonardo ma riguardante tutto il settore globale della difesa – anche la svedese Saab Ab, Rheinmetall sulla borsa di Francoforte, le Thales a Parigi e quelle di Bae Systems sulla borsa di Londra si sono apprezzate tantissimo dallo scoppio della guerra in Israele) ma quello che potrebbe accadere adesso.

In altre parole, di quanto possono crescere le azioni Leonardo in un contesto caratterizzato da una crescente tensione internazionale? Proprio questa è la domanda che alcuni analisti si sono posti. Un interrogativo d’obbligo alla luce della nuova situazione che si è venuta a creare dalla scorsa domenica (con impatto in borsa da lunedì ovviamente).

Gli assi nella manica delle azioni Leonardo

La guerra è un primo potentissimo catalizzatore di Leonardo. Qualsiasi situazione di incertezza geopolitica o peggio ancora qualsiasi attrito militare, ha sempre determinato un rialzo delle azioni Leonardo. Così è avvenuto all’epoca dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina e così sta avvedendo a seguito del conflitto tra Israele e Hamas.

Assodato questo, ci sono per altri assi nella manica di Leonardo. In particolare un catalizzatore in più è il cash drag di 250 milioni di euro nel 2023 che è già compreso nel target FCF di 600 milioni di euro del gruppo della difesa. Secondo le stime ci dovrebbero essere carichi di lavoro che riguarderanno tutti i 4.137 dipendenti della divisione. Questi numeri suggeriscono un potenziale contratto di un certo peso entro la fine dell’anno.

Azioni Leonardo: fin dove si possono spingere i prezzi?

Alla luce di tali catalyst fin dove possono salire i prezzi di Leonardo? Vediamo cosa ne pensano gli analisti. Secondo gli analisti di Intermonte, il titolo del colosso della Difesa è interessante con target price a 14 euro. Si tratta di un prezzo obiettivo leggermente più alto di quelle che sono le quotazioni attuali. C’è quindi un leggero upside. Per Intermonte non è da escludere che Leonardo possa anche conseguire un miglioramento nell’obiettivo di pareggio nel settore dell’aerostruttura entro il 2025.

Inoltre Leonardo sta mostrando di avere una spiccata resilienza nonostante una situazione molto incerta dal punto di vista geopolitico. Il colosso della difesa, infatti, punta a consolidare la sua posizione co0me protagonista nel mercato della difesa.

Parlando di numeri e quindi di analisi tecnica, il titolo Leonardo ha mostrato di vantare una spiccata resilienza nel momento un cui è stato testato il livello di supporto di circa 12,75 euro. Questa reazione decisa ha catturato l’attenzione degli investitori, alimentando così una serie di speculazioni sulla possibile direzione futura del titolo.

Dal punto di vista tecnico, se il il movimento del prezzo dovesse superare la resistenza collocata a quota 13,86 euro, non è da escludere che si possa aprire la porta per una revisione dei massimi registrati a settembre (pari a 14,165 euro). Uno scenario di questo tipo potrebbe segnare la riattivazione di un trend al rialzo. In questo caso i target si possono collocare prima a 14,50 euro e poi a 14,80 euro, prima di eventuali movimenti in direzione dell’area dei 15 euro. Una ipotesi simile implica la presenza di un potenziale di apprezzamento significativo che non può non far piacere agli investitori.

C’è però anche l’altro lato della medaglia: nel momento in cui il titolo non fosse in grado di varcare la soglia critica di 13,86 euro, si potrebbero creare le condizioni per un rapido cambiamento di direzione. In questo caso ci sarebbe la possibilità di colmare il gap lasciato aperto all’inizio di ottobre, con un prezzo previsto di circa 13,12 euro. Una simile ipotesi implicherebbe una evoluzione di tipo ribassista per i prezzi.

Comprare azioni Leonardo per sfruttare guerra in Israele

Volendo trarre delle conclusioni, è palese che Leonardo stia attirando l’attenzione del mercato con i suoi movimenti di prezzo. La sfida tra i livelli di supporto e resistenza potrebbe delineare il futuro del titolo. In questo contesto si potrebbero aprire margini interessanti per posizionarsi sulla quotata. Ricordiamo che per comprare azioni Leonardo è sempre possibile ricorrere alle piattaforme di trading online. Broker come eToro e banche come Fineco sono entrambe due valide alternative per investire sulle azioni Leonardo (ma anche su tanti altri titoli del Ftse Mib e sullo paniere di riferimento di Piazza Affari nel suo insieme).

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