titolo mps

Chi si attendeva un rimbalzo delle azioni MPS dopo il tracollo registrato nelle ultime due sedute è rimasto certamente deluso. La quotata senese anche oggi segna un rosso che non sarà certamente paragonabile al recente crollo ma comunque non c’è quel recupero sperato.

A dirlo sono i numeri. Le azioni MPS oggi segnano un ribasso dell’1,3 per cento a quota 2,11 euro. Giovedì scorso prezzavano a 2,43 euro ma già venerdì eravamo scesi a 2,17 euro. Infine la seduta di ieri si era chiusa con la quotazioni a 2,14 euro.

Inutile dire che i crollo hanno fortemente eroso il titolo della banca toscana che ha così bruciato parte del forte rialzo messo a segno nell’ultimo mese. Alla luce dei forti ribassi rimediati da venerdì, MPS presenta una performance mensile negativa dello 0,7 per cento. Ovviamente si è ancora più allargato il passivo su base annua che ora ammonta all’86 per cento.

Avendo osservato l’andamento di MPS nel corso dell’ultimo periodo, possiamo dire la caduta delle quotazioni è stata una conseguenza del forte rally registrato ultimamente dalla quotata. Insomma siamo dinanzi alle classiche prese di profitto. Movimenti tecnici in altre parole.

Questo non significa che l’andamento delle azioni della banca toscana non risenta di fattori più concreti. Non bisogna infatti dimenticare che in ballo c’è sempre la questione della vendita della quotata in mano al Tesoro (attuale azionista di maggioranza della banca). Proprio su questo punto, ci sono stati degli aggiornamenti di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

No alla svendita della quota di MPS in mano al Tesoro

Il Tesoro ha attualmente in mano una quota del 64% del capitale dell’istituto bancario senese. L’imposizione di Bruxelles all’Italia, stando ad indicazioni che, comunque, non sono state confermate, è quella di di uscire entro giugno 2024. Il termine non è dietro l’angola ma è evidente che la data limite si stia avvicinando.

Cosa farà il MEF in vista dell’appuntamento? In tutti questi mesi sono circolate indiscrezioni di ogni tipo. I rumors sono ovviamente spesso sui media e questo condiziona l’andamento del titolo bancario.

Ad occuparsi del destino di MPS (o per meglio dire della quotata della banca toscana in mano al Tesoro) sono stati gli esperti de Il Sole 24 Ore che hanno riportato le dichiarazioni merito che sono state rilasciate dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Il numero uno della banca toscana ha dichiarato che il Tesoro deve per forza uscire dal capitale di Banca MPS e che per farlo ci sono tante soluzioni tra cui optare. Ad esempio si può pensare di trovare un partner stabile oppure di andare sul mercato e provare a fare aggregazioni. Su un punto Luigi Lovaglio è stato molto chiaro: è fondamentale che il Tesoro non decida si svendere una banca che comunque può distribuire dividendi (aspetto molto importante).

Secondo Lovaglio, inoltre, va considerato che una eventuale aggregazione di Banca MPS potrebbe anche fare bene a tutti anche se non è da escludere che la banca toscana possa decidere di proseguire anche in autonomia.

In questo situazione dagli esiti imprevedibili, c’è una sola cosa certa: le azioni MPS continueranno ad essere condizionate da questa situazione in costante evoluzione. Ciò significa che ci sono margini per fare trading sul titolo.

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