Comprare o vendere azioni Eni su ribasso quotazioni petrolifere?

Comprare o vendere le azioni Eni? - BorsaInside

Il prezzo del petrolio sembra aver segnato il passo. Questa mattina il WTI con consegna a gennaio è scambiato a 74,86 dollari al barile evidenziando un ribasso dello 0,90 per cento mentre il Brent sempre con consegna a gennaio segna una flessione dello 0,84 per cento a quota 79,90 dollari al barile. Al di là del dato in tempo reale, che può essere focalizzato analizzando il grafico in basso, la quotazione petrolio appare debole oramai da settimane con i massimi di settembre che sono sempre più lontani.

Secondo gli analisti dietro alla correzione delle quotazioni del greggio ci sono tutta una serie di fattori concomitanti: dalla produzione record registrata dai paesi non facenti parti dell’OPEC fino alle preoccupazioni per l’andamento della domanda di petrolio in Cina. In tanti ritengono molto probabile un’estensione dei tagli attuali dell’OPEC+ fino al 2024. Se ne potrebbe sapere di più su questo punto dalla prossima riunione dell’OPEC che, rispetto a quanto previsto dal calendario, è stata rimandata al prossimo giovedì 30. Stando alle previsioni, è altamente probabile che nel corso del summit i membri più illustri possano tentare il tutto per tutto per convincere l’Angola e la Nigeria a dare il loro assenso ai tagli alla produzione. Staremo a vedere quello che accadrà.

Intanto i trader più propensi a sfruttare gli assist che il mercato offre, potrebbero prendere in considerazione la possibilità di cavalcare la volatilità del prezzo del petrolio, per speculare sulle azioni petrolifere. In Italia parlare di titoli legati al greggio significa il più delle volte fare riferimento alle azioni Eni.

La domanda che ci poniamo è molto semplice: con il ribasso del prezzo del petrolio, è meglio comprare o vendere azioni Eni?

Comprare o vendere azioni Eni: ecco cosa ne pensano gli analisti

Il titolo Eni inizia la sua settimana a quota 14,98 euro, in ribasso dello 0,5 per cento rispetto alla seduta di venerdì. Inutile dire che il ritorno del Cane a Sei Zampe sotto quota 100 è frutto proprio della situazione di debolezza del prezzo del petrolio. Detto questo, come si può anche vedere dal grafico in alto, Eni ha registrato ad oggi un ribasso del 3,2 per cento su base mensile mentre dal confronto anno su anno emerge una progressione del 4 per cento. Tali numeri fanno pensare che sul titolo non c’è poi stata tanta visibilità anche se, restringendo il frame ai soli ultimi 6 mesi, emerge un rialzo di oltre il 13 per cento.

Gli analisti sembrano comunque mantenere una view positiva sul titolo Eni preferendo guardare, accanto all’andamento del prezzo del petrolio, anche alle solide performance finanziarie del Cane a Sei zampe nonchè alla sua diversificazione delle attività e ai progressi che sono stati condotti sulla trasformazione dell’azienda. Alcuni numeri finanziari di Eni aiutano a mettere a fuoco questo aspetto: nell’ultima finanziaria Eni ha registrato un EBIT proforma adjusted di 4 miliardi di euro e un free cash flow discrezionale cumulato pari a circa 6,2 miliardi. Dati niente male che inducono a guardare con un certo ottimismo al futuro di Eni.

E infatti non è un caso se l’agenzia Moody’s appena pochi giorni fa ha deciso di migliorare l’outlook su Eni passando dal precedente negativo a stabile. La promozione dell’agenzia di valutazione internazionale è arrivato in scia all’analogo giudizio espresso sul rating della Repubblica Italiana sempre da Moody’s. Per la cronaca il rating di Moody’s sulle azioni Eni resta a livello Baa1.

Ma lasciamo le agenzie internazionali tipo Moody’s e vediamo cosa dicono gli esperti più conosciuti. Per gli analisti di Intesa Sanpaolo, le azioni Eni sono da comprare (rating buy) con un prezzo obiettivo a 19,2 euro che è decisamente superiore rispetto alle quotazioni attuali di Eni. Per la banca guidata da Messina, quindi, le azioni Eni possono vantare un bel potenziale di upside ovvero si possono ancora apprezzare. Anche per Goldman Sachs e per Berenberg le azioni Eni sono da comprare (quindi rating buy). In particolare molto interessare è il prezzo obiettivo di 18 euro che è stato assegnato al Cane a Sei Zampe da GS.

Questo il parere degli analisti che coprono le azioni Eni. Dal punto di vista più prettamente tecnico, c’è da dire che fino a quando le azioni del Cane a Sei Zampe non supereranno quota 15 euro in modo stabile, è altamente probabile che ci possano essere die ribassi in direzione dell’area tra 14,40 e 14,50 e poi fino a 14 euro. Ovviamente questo trend sarà consolidato se le quotazioni del petrolio dovessero calare ancora.

Nell’articolo abbiamo parlato sia del titolo Eni che delle quotazioni del petrolio. Per chi volesse operare su entrambi i mercati c’è un modo per farlo da una sola piattaforma. Basta infatti usare i CFD, strumenti derivati che permettono di speculare sulle differenze di prezzo.

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