Lombard Odier commenta lo stallo politico negli USA dopo le elezioni di Midterm

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Nuovi commenti dopo i risultati d'equilibrio nelle ultime elezioni Midterm a stelle e strisce.

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Salman Ahmed, Chief Investment Strategist, e Charles St-Arnaud, Senior Investment Strategist di Lombard Odier, hanno recentemente commentato per i propri clienti i risultati delle elezioni di Miterm USA 2018. Elezioni che hanno ampiamente ribadito le aspettative della vigilia: i democratici assumeranno il controllo della Camera dei Rappresentanti, mentre i repubblicani manterranno il controllo del Senato.

Ma quali saranno le implicazioni per il mercato di questo risultato così in linea con le attese?

Iniziamo con il rammentare come la reazione immediata del mercato sia stata moderata, con il segno che evidentemente i mercati finanziari avevano già scontato un simile esito previsto. Nelle ore successive alla pubblicazione dei risultati il dollaro si è deprezzato, considerato che è chiaro – sottolineano gli esperti - che nei prossimi due anni il Congresso potrebbe trovarsi in una grave situazione di stallo. Ma che cosa accadrà d’ora in poi?

Lombard Odier compie un interessante parallelismo per cercare di aiutarci a capire che cosa potrebbe accadere. E, per far ciò, suggerisce di tornare al 1986 per poter trovare uno scenario politico simile negli Stati Uniti. Ovvero, la contemporanea presenza di un Presidente repubblicano, un Senato repubblicano e una Camera democratica.

Tuttavia, i parallelismi potrebbero essere finiti qui. Per gli esperti, nonostante le apparenze mediatiche, i repubblicani sembrano essere molto più forti di quanto si possa superficialmente pensare, e il territorio statunitense sembra essere molto più polarizzato del passato. Troviamo infatti i repubblicani in grado di consolidare il proprio consenso nelle aree rurali, mentre i democratici mantengono il sostegno nelle città e ottengono consensi nelle periferie e nelle aree in rapida crescita.

Come se non bastasse – e, per certi versi, elemento ancor più importante - molti candidati sono stati sostituiti da persone dalle posizioni molto più radicali, con un’evoluzione che probabilmente porterà a ulteriori divisioni e scontri in seno al Congresso, rendendo più difficile il raggiungimento di compromessi. Insomma gli ingredienti “ideali” per uno stallo politico.

Premesso ciò, per il momento lo scenario principale non sembra essere quello più nefasto e teso. Il rischio di impeachment per il presidente è pressoché nullo, in quanto richiederebbe il sostegno di due terzi del Senato. Inoltre, anche con la sua nuova composizione, in Congresso gli impatti sulla geopolitica e sulle tensioni commerciali con la Cina dovrebbero essere abbastanza limitati, considerato che entrambi gli schieramenti sono stati piuttosto critici nei confronti della Cina.

Per quanto attiene la spesa per le infrastrutture, potrebbe emergere un potenziale terreno comune: i democratici hanno tradizionalmente sostenuto questi sforzi, ma è difficile che sosterranno iniziative che possano portare acqua al mulino di Trump nelle prossime elezioni presidenziali.

Insomma, complessivamente Lombard Odier stima come improbabile un miglioramento delle condizioni, tali da permettere il raggiungimento di compromessi. Sarà così?

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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