Skin ADV

Analisi tecnica materie prime: previsioni prezzo petrolio e oro settimana 25-29 marzo 2019

Analisi tecnica materie prime: previsioni prezzo petrolio e oro settimana 25-29 marzo 2019

L'analisi tecnica settimanale sulle due più importanti materie prime: il petrolio e l'oro (periodo di riferimento 25-29 marzo)

Quale sarà la direzione del prezzo del petrolio nella settimana dal 25 marzo al 29 marzo? E quali sono invece le previsioni sulla quotazione dell'oro? Per rispondere a queste domande è necessario partire dall'analisi tecnica e quindi sviluppare un trading system ragionato. Come ogni settimana, BorsaInside offre ai suoi lettori l'analisi tecnica settimanale sulle materie prime. 

Conto Demo gratuito sul miglior broker Trading ?  – Il broker 24Option sponsor della Juventus FC offre conto demo gratuito e illimitato – 100.000€ virtuali saranno accreditati subito sul tuo demo… Provo demo gratuita >>

Conto Demo gratuito sul miglior broker Trading ?  – Il broker 24Option sponsor della Juventus FC offre conto demo gratuito e illimitato – 100.000€ virtuali saranno accreditati subito sul tuo demo… Provo demo gratuita >>

ANALISI TECNICA PREZZO PETROLIO SETTIMANA 25-29 MARZO 2019 

ll prezzo del petrolio continua a restare ben impostato nonostante il ribasso avvenuto la scorsa settimana. La quotazione petrolio trova ancora linfa nelle decisioni OPEC sulla produzione di greggio. 

WTI TOCCA MASSIMI PLURIMENSILI SOPRA QUOTA 60 DOLLARI POI SCENDE SU TIMORI RALLENTAMENTO CRESCITA MONDIALE

Dopo aver momentaneamente superato area 60 dollari per la prima volta dallo scorso Novembre, toccando un top intraday a quota 60,39 dollari, il prezzo del petrolio nella versione WTI ha terminato gli scambi settimanali a quota 58,97 dollari, in calo dell’ 1,68%. Il bilancio dell’ intera ottava ha tuttavia evidenziato un rialzo dello 0,75%.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

La brusca frenata del prezzo del WTI dai massimi ad oltre 4 mesi oltre area 60 dollari è stata causata dai rinnovati timori sulla crescita mondiale, dopo la frenata, nel mese in corso, fatta registrare dagli indicatori economici PMI di Stati Uniti ed Eurozona. Quotazioni del petrolio indebolite anche dallo nuovo stop delle trattative tra USA e Cina sui reciproci dazi doganali, sancito dalle affermazioni dell’ inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, il quale ha reso noto che il proprio governo manterrà i dazi contro l’ import cinese “ per un tempo considerevole “ se Pechino non farà marcia indietro su alcune questioni. Un nuovo round per trovare un accordo tra le due parti è tuttavia previsto nel corso di questa ottava a Pechino.

Greggio in ascesa ad inizio ottava nonostante l’ annullamento a sorpresa del meeting tra i Paesi produttori OPEC e quelli non facenti parte del cartello, capitanati dalla Russia, in calendario il prossimo mese. Nel corso dell’ incontro si sarebbe dovuto discutere dell’ eventualità di aumentare i tagli alla produzione attivati ad inizio 2019. Il ministro dell’ energia saudita, Kahlid al-Falih ha fatto sapere che l’ incontro di Aprile è stato rinviato in quanto ci si aspetta che produzione e prezzi dell’ oro nero rimarranno stabili almeno fino al prossimo Giugno.

Al-Falih ha inoltre aggiunto che il taglio dell’output concordato ha raggiunto il 90% di applicazione, e che entro la fine di Marzo potrebbe superare il 100%. Fonti di stampa vicine all’ OPEC hanno inoltre riferito che si è preferito prendere tempo per valutare il reale impatto delle sanzioni statunitensi ai danni della produzione di Iran e Venezuela.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

A sostenere le quotazioni del WTI, la scorsa settimana, ha inoltre contribuito la forte discesa delle scorte di petrolio USA, che secondo il consueto rapporto elaborato dall’ EIA ( Energy Information Administration ), nell’ ottava terminata il 15 Marzo hanno subito un calo di 9,6 milioni di unità, contro un incremento di 0,6 milioni di unità pronosticato dagli analisti. Il totale delle scorte portandosi sotto 440 milioni di barili è ritornato sui livelli di inizio anno. Giù di circa 4,6 milioni di unità gli stock di benzina ( attese -2,7 milioni di unità ); mentre le scorte di distillati sono scese di circa 4,1 milioni di unità ( consensus -1,3 milioni di unità ). Le anticipazioni rilasciate dall’ American Petroleum Institute ( API ) avevano invece indicato: scorte di petrolio in calo di circa 2,1 milioni di barili; stock di benzina il flessione di 2,8 milioni di unità e riserve di distillati giù di 1,6 milioni di unità.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI che ha preso profitto su 5 dei 7 target price pronosticati dalla strategia Long: 2 nella versione Intraday e 3 nella versione Over.

La visione rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 59,13 $; Target Price attesi in area 59,49 e 60,09 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 58,10 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 60,09 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 60,46 e 61,06 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 58,97 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 61,06 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 61,44 e 62,05 dollari, estesi a 62,44 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 60,39 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 55,22 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 55,77 e 56,32 dollari, estesi a 56,67 $; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 54,66 $.

La visione ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 58,53 $, per sfruttare eventuali discese in 58,18 e 57,60 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 59,13 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 57,60 $, per anticipare possibili cali fino a 57,24 e 56,67 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 58,53 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 56,67 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 56,32 e 55,77 dollari, estese a 55,22 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 57,24 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 62,44 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 62,05 e 61,44 dollari, estesi a 60,46 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 63,06 $.

ANALISI TECNICA PREZZO ORO SETTIMANA 25-29 MARZO 2019

Di seguito l'analisi tecnica sul prezzo dell'oro per la settimana dal 25 al 29 marzo 2019.

PREZZO DELL’ ORO CONSOLIDA SOPRA AREA 1.300 DOLLARI GRAZIE A STOP RIALZO TASSI FED NEL 2019

Seconda settimana consecutiva di consolidamento oltre area 1.300 dollari per il prezzo del metallo giallo, che ha fatto registrare un rialzo a 5 sedute dello 0,8%, a fronte di un close d’ ottava a 1.313,45 dollari ( +0,46% ). Quotazioni dell’ oro che si erano spinte fino ad in massimo a tre settimane pari a 1.320,20 dollari, trovando supporto su un minimo a 1.298 dollari.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’SENSIBILI PER LE QUOTAZIONI DELL’ ORO

L’appuntamento più importate della settimana appena trascorsa è stato indubbiamente la due giorni della riunione della Federal Reserve. Come ampiamente scontato dal mercato, il braccio operativo dell’ istituto centrale statunitense ha lasciato invariati i tassi d’ interesse. Inaspettata invece è stata la rivelazione che nel corso di quest’ anno non ci saranno manovre al rialzo, azzerando la precedente stima di Dicembre, che invece aveva indicato due rialzi. Per l’ anno prossimo, invece, è stato indicato un rialzo. Quanto emerso dal FOMC ha indebolito il biglietto verde favorendo il recupero del prezzo dell’oro.

La FED ha inoltre corretto al ribasso le proprie attese sul PIL USA del 2019, portandole al 2,1% da +2,3% indicato a Dicembre. Le aspettative sul tasso di disoccupazione, sempre per l’anno in corso, sono state riviste al ribasso dello 0,2%, dal 3,7% al 3,5%; mentre le attese sul tasso d’ inflazione sono state abbassate dall’1,9% della precedente stima all’ 1,8%. Dall’ analisi dei cosiddetti Dot Plot è inoltre emerso che il numero dei membri del FOMC che non vedevano nessuna stretta sui tassi per il 2019, da 2 ( su 17 ) dello scorso trimestre è salito ad 11.

Il Dipartimento per il commercio ha reso noto che gli ordini di beni durevoli, nella stima finale di Gennaio, hanno evidenziato un aumento dello 0,3%, in lieve flessione rispetto al +0,4% della prima comunicazione, che corrispondeva anche alle attese degli analisti. Al netto del comparto trasporti, il suddetto indice ha invece rivelato una flessione dello 0,2%, mentre stima flash e pronostici degli analisti avevano indicato un calo più modesto, pari a -0,2%. Sempre a Gennaio, gli ordini di fabbrica hanno fatto registrare un incremento dello 0,1% su base mensile, bissando la variazione del mese precedente, ma deludendo tuttavia le attese degli analisti, che invece avevano pronosticato un progresso dello 0,3%.

La National Home Builders Association ha reso noto che l’ indicatore che misura la fiducia dei costruttori americani di case, lo scorso mese, ha evidenziato un risultato in linea con la precedente stima di Gennaio, confermandosi a 62 punti. Lettura inferiore alle attese degli analisti, che invece avevano indicato un progresso a 63 punti.

La consueta lettura settimanale relativa alle nuove richieste di mutui ipotecari, nell’ ottava terminata il 15 Marzo, secondo le stime della Mortgage Bankers Association ha fatto registrare un aumento dell’1,65%, dando seguito al rialzo della precedente rivelazione, pari a +2,3%.

Aumentano oltre le attese le vendite di case esistenti negli Stati Uniti, che a Febbraio hanno rivelato un incremento dell'11,8% su base mensile, in forte ripresa dopo il -1,4% registrato a Gennaio. Gli analisti, invece, avevano stimato minor rialzo, che non si spingeva oltre il +3,2%.

Il Dipartimento per il Lavoro ha invece rivelato che nella settimana che si è conclusa il 16 Marzo, le nuove richieste di sussidio di disoccupazione si sono assestate a +221 mila unità, in calo rispetto alle +230 mila unità della precedente ottava ( corrette da +229 mila unità della prima comunicazione ). Gli analisti, invece, avevano pronosticato un minor calo, a +225 mila unità. Le richieste continuative di indennizzo di disoccupazione, al 9 Marzo, si sono invece portate a 1,750 milioni di unità, da 1,770 milioni di unità della precedente lettura. Le attese degli analisti, invece, indicavano una modesta contrazione, a 1,770 milioni di unità.

Dollaro in parziale recupero ai danni delle quotazioni del metallo giallo, parzialmente scese, dopo il rialzo nettamente superiore alle attese fatto registrare dall’ indice della Fed di Philadelphia. Il cosiddetto Philly Fed Index, nel mese corrente, ha infatti evidenziato un balzo a 13,7 punti dai -4,7 punti di Febbraio. Battuti anche i pronostici degli analisti, che invece avevano indicato un incremento limitato a 4,8 punti. L’indicatore rileva le condizioni economiche generali e lo stato di salute delle imprese. Chi partecipa all’ elaborazione del Philly Fed Index è tenuto a dare una propria valutazione attuale, evidenziando i cambiamenti rispetto al mese precedente e fornire una previsione per i sei mesi successivi. Un risultato sopra la soglia dello zero indica espansione, mentre un dato inferiore a tale soglia è sinonimo di contrazione.

Lettura migliore delle aspettative degli analisti, anche per il cosiddetto Superindice statunitense. Il Leading Indicator a Febbraio ha infatti rivelato un incremento dello 0,2%, portandosi a 111,5 punti. Gli analisti, invece, avevano pronosticato un aumento dello 0,1%. La stima finale di Gennaio è stata invece corretta al rialzo e portata a zero, da -0,1% della lettura flash. Il suddetto indicatore, curato dal Conference Board, rivela le prospettive dell’ economia a stelle e strisce.

Inaspettata la forte crescita delle scorte all’ingrosso, in ascesa dell’1,2%,dopo il +1,1% della precedente stima mensile, mentre gli analisti avevano indicato un aumento contenuto a +0,1%.

Prezzo dell’oro in crescita a fine ottava, dopo il rallentamento della crescita statunitense misurata tramite gli indicatori PMI curati da Markit. Il Purchasing Managers Index relativo al settore manifatturiero, nella stima preliminare di Marzo, si è infatti assestato a 52,5 punti, frenando rispetto ai 53 punti di Febbraio e portandosi sotto i 53,5 punti del consensus. Il PMI servizi, sempre nella lettura flash del mese in corso, si è invece portato a 54,8 punti, in flessione dai 56 punti della precedente stima mensile, deludendo le attese degli analisti, pari a 55,5 punti. Giù anche il Purchasing Managers Index Composite, che elabora le stime di entrambi i settori, assestatosi a 54,3 punti dai 55,5 punti di Febbraio.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Le quotazioni dell’ oro, come anticipato, hanno recuperato area 1.300 dollari, allontanando momentaneamente la possibilità di ulteriori affondi di brevissimo. L’ andamento dei prezzi dell’ oro nel 2018 era stato principalmente caratterizzato dalla mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, che lentamente aveva spinto le quotazioni alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari.

La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari aveva innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo avrebbe corso il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari. Sul breve periodo, lo stabile recupero di area 1.220 dollari, accompagnato dal ritorno in area 1.250 dollari, invece, ha allentato la pressione ribassista, favorendo il ritorno in un primo momento verso area 1.330 dollari e successivamente sui recenti massimi in area 1.350 dollari.

Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo, tuttavia, si rafforzerà soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di brevissimo potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280-1.250 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ oro, che ha preso profitto sui 5 target price pronosticati dalla strategia rialzista: 2 nella versione Intraday e 3 nella versione Over.

La strategia Long prevede l’ apertura di posizioni rialziste nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.315,50 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.320,55 e 1.323,60 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.310,50 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.323,60 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.326,75 e 1.331,85 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.313,35 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.331,85 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.336,90 e 1.345,20 dollari, esteso a 1.353,50 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.323,60 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.273,55 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.281,45 e 1.289,45 dollari, estesi a 1.297,45 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.265 $ in chiusura di candela giornaliera.

La strategia Short, invece, suggerisce di aprire posizioni ribassiste nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.310,50 $; Target Price previsti a 1.305,50 e 1.302,45 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.315,50 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.302,45 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.297,45 e 1.294,40 dollari; stop Loss in caso di ritorno sopra 1.313,35 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.294,40 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.289,45 e 1.281,45 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.273,55 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.302,45 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.353,50 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.345,20 e 1.336,90 dollari, estesi a 1.331,85$; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.362 $ in chiusura giornaliera.

iQOption
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Miglior Broker Consigliato

etoro