Tassi FED: è davvero possibile un taglio a luglio 2019?

La decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi di riferimento ha animato un forte dibattito tra gli analisti su quelle che potrebbero essere le prossime mosse della banca centrale americana. Mentre il prezzo dell’oro tende a salire come conseguenza dell’indebolimento della quotazione del dollaro, Keith Wade, Chief Economist and Strategist di Schroders, si è chiesto cosa potrebbe adesso avvenire nel prossimo meeting del FOMC FED in programma nel mese di luglio.

Secondo l’analista, infatti, la decisione di lasciare il costo del denaro invariato che è stata comunicata ieri sera dalla Federal Reserve, è già acqua passata e adesso la vera scommessa è capire cosa potrà avvenire il prossimo mese. 

Wade ritiene che sia oramai evidente che la FED si stia orientando verso politiche più accomodanti. Secondo l’analista Schroders, è probabile che nel board di luglio ci possa essere un taglio dei tassi di tipo preventivo. Una mossa di questo tipo sarebbe finalizzata a dare supporto all’economia nel caso in cui dovessero concretizzarsi dei rischi al ribasso. 

Nel suo report l’analista ha ricordato che la FED non ha formulato alcun cambiamento in quelle che erano e sono le sue previsioni di crescita. Anche dopo il FOMC di giugno, la Federal Reserve continua ad attendersi un’inflazione molto vicina al target. L’unica novità rispetto al passato, è stato il riconoscimento dell’aumento delle incertezze in merito outlook.

Wade ha poi documentato come l’equilibrio interno alla Commissione abbia avuto una evoluzione in una direzione più da colomba. Secondo l’analista, infatti, sono state le stesse proiezioni a rivelare che ben 8 membri del braccio operativo sono ora favorevoli ad abbassare i tassi nel 2019. Addirittura tra i commissari ve ne è uno che punta apertamente ad un taglio immediato di 25 punti base. Il peso di questa “fazione” è però bilanciato dai numeri del fronte dei contari. 8 membri del FOMC, infatti, si sono espressi contro ogni cambiamento e per il mantenimento dello stato attuale. Per finire, c’è poi un commissario che ha votato per un rialzo di 25 punti base.

Sulla base di questi numeri, cosa potebbe avvenire a luglio? Secondo lo Chief Economist and Strategist di Schroders è probabile che nel mese di luglio possa essere deciso un taglio dei tassi di 25 punti base. Tra l’altro una decisione di questo tipo non scandalizzerebbe nessuno visto che lo stesso presidente della Federal Reserve, Powell, nel corso della conferenza stampa di ieri ha affermato a chiare lettere che “prevenire è meglio che curare“. 

Secondo Wade è ipotizzabile che i dati possano registrare un miglioramento da qui a luglio ma questo scenario resta quello più improbabile. A tal riguardo Schroders si attende che i numeri del secondo trimestre 2019 continuino ad essere molto deboli anche perchè le imprese americane hanno tagliato le scorte e le spese in conto capitale. L’analista ritiene che si possa anche assistere ad un esito favorevole dell’incontro tra Trump e il cinese Xi al G20, tuttavia lo scenario più probabile è che il rischio di nuovi dazi possa ancora aumentare a causa delle forti divergenze tra le parti su alcune questioni a partire dalla proprietà intellettuale. Alla luce di tali elementi è quindi probabile che il taglio dei tassi a luglio (ipotizzato) possa poi essere seguito da un ulteriore taglio dei tassi a settembre

Fondamentalmente, conclude Wade, il possibile allentamento sarà una conseguenza dell’efficacia o meno dei tagli di Powell di riuscire a ripristinare la fiducia e la spesa nel settore corporate. 

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