Nella riunione di ieri la Federal Reserve ha deciso di lasciare stabile il suo tasso di riferimento dopo ben 10 aumenti consecutivi dei tassi FED. Gli analisti si attendevano una decisione di questo genere (che infatti non ha stupito più di tanto) pur restando consapevoli che essa va intesa come uno stop momentaneo e non come un blocco definitivo che magari apre la porta ad un ribasso del costo del denaro.

La FED si è quindi presa una pausa per valutare gli effetti sulla dinamica dell’inflazione dopo 10 aumenti consecutivi dei tassi.

Tra i mercati che più hanno risentito per questa decisione c’è stato l’oro. La domanda che ci poniamo in questo articolo è molto semplice: dopo la mossa sui tassi FED, conviene investire in oro? E’ adesso il momento giusto per inserire il gold in portafoglio?

Partiamo dalla situazione attuale. Il prezzo dell’oro si muove in area 1950 dollari l’oncia. Come si può vedere dal grafico in basso, l’impatto della decisione FED di lasciare i tassi fermi è stato rialzista. E in effetti, come hanno commentato alcuni analisti, il calo dell’inflazione Usa avvenuto nel mese di maggio (+4,9 per cento rispetto al +4 per cento di aprile) unito alla pausa nell’aumento del costo del denaro, hanno creato le condizioni ottimali per investire sul gold che sta al trader saper sfruttare.

Nel prossimo paragrafo spigheremo cosa comporta per l’oro il rallentamento dell’inflazione. Prima però di affrontare questo aspetto ricordiamo ai nostri lettori che investire in oro non significa solo acquistare oro fisico come ad esempio lingotti o monete. Poichè il possesso dell’asser comporta comunque occuparsi della sua custodia, gli investitori che sono più interessati all’aspetto speculativo preferiscono operare con i CFD oro che danno la possibilità di investire sia al rialzo che al ribasso. Ci sono tanti broker che consentono di speculare sull’oro con i Contratti per Differenza. Ad esempio eToro (qui la recensione) che ha il vantaggio di offrire anche la demo gratuita.

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Effetti sull’oro del rallentamento dell’inflazione

Nel mese di maggio l’inflazione Usa si è attestata al 4,9 per cento contro il 4 per cento di aprile. Il dato ha battuto le attese degli analisti che puntavano su un’inflazione al 4,1 per cento. Questi dati suggeriscono che l’economia Usa si stai raffreddando.

Il fatto che la FED, alla luce di questo market mover, abbia deciso di lasciare fermo il costo del denaro, ha comportato un indebolimento del dollaro che, a sua volta, è andato a tutto vantaggio dell’oro le cui quotazioni sono espresse in USD.

In parallelo alla flessione del dollaro, i rendimenti dei titoli di stato ia 10 anni hanno messo a segno un calo pari a 50 punti base rispetto al picco registrato alla fine dello scorso anno. Questa debolezza del dollaro crea un contesto positivo per la quotazione oro.

I tassi reali Usa a 5 anni, infatti, e i prezzi dell’oro presentano una significativa correlazione negativa negli ultimi 20 anni. Ciò sta a significare che performance del gold e tassi reali sono spesso opposti.

E’ bene però precisare che il rallentamento dell’inflazione può avere effetti contrastanti. Non è da escludere, infatti, che la flessione di maggio sia il segnale che la tanto discussa recessione sta effettivamente per arrivare. Ma anche questo è un elemento positivo per l’oro. Lo storico delle quotazioni del metallo giallo, infatti, evidenzia come nei periodo a più alta volatilità di mercati, l’oro riesca a performare meglio.

Per avere la riprova di tutto questo non è necessario andare troppo indietro con il tempo ma basta pensare alle forti turbolenze sui mercati che si sono verificate all’epoca della crisi delle banche regionali Usa. In quella circostanza le borse andarono a picco (e non sono quella Usa) mentre il prezzo dell’oro crebbe rapidamente per il motivo più vecchio del mondo: la necessità per gli investitori di rifugiarsi in asset sicuri.

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Come abbiamo già accennato in precedenza per speculare sull’oro, molto comodi sono i CFD. Tra l’altro con i Contratti per Differenza si può anche usare l’effetto leva finanziaria grazie alla quale è possibile amplificare il potenziale profitto (ma anche le perdite) delle operazioni utilizzando fondi presi in prestito dal broker. Nel momento in cui viene usata la leva, i broker richiedono generalmente un margine minimo per mantenere la posizione aperta. Se il valore degli investimenti si riduce al di sotto di tale margine, il broker può richiedere una margin call (o chiamata al margine), che obbliga l’investitore a depositare ulteriori fondi per mantenere la posizione aperta o chiuderla.

Un broker che permette di fare trading con i CFD oro usando la leva è il citato eToro che ha il vantaggio di mettere sempre a disposizione la demo gratuita di prova.

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