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Generali vuole rafforzare la propria posizione nel risparmio gestito. Ma come?

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Generali ha mire espansionistiche nel gestito: ma chi sarà la sua preda?

Generali vuole rafforzare la propria posizione in Europa e, in particolar modo, nel comparto del risparmio gestito. Ad ufficializzare tale intento (non ignoto) da parte del Leone triestino è lo stesso timoniere Philippe Donnet nel corso dell’assemblea di bilancio, specificando di ritenere che l’utile che viene da questo settore “debba crescere a una velocità anche più alta rispetto al resto del business, tra il 15% e il 20%”.




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Naturalmente, al fine di potersi conservare tale propulsione, Donnet non ha escluso la possibilità di procedere alla concreta valutazione di opportunità eventuali di acquisizione. Il numero 1 di Generali ha in tal senso ribadito di avere capitale e cassa per operazioni anche importanti. Ma quanto?

Rileviamo come da piano strategico 2021 Generali abbia stanziato 4,5 miliardi di euro ad acquisizioni nell’asset management e nei business con margini più elevati per aumentare gli utili.

Considerata tale cifra non irrilevante, peraltro confermata da Reuters, Donnet si è detto convinto che le opportunità più ghiotte possano concretizzarsi proprio in Europa. In “uscita”, invece il top manager ritiene completato il programma di cessioni e di ottimizzazione geografica della compagnia, dopo la vendita di “circa dodici società di piccola o media dimensione, tutte società sotto la dimensione critica”. Donnet non ha però escluso altre cessioni.

Infine, il top manager di Unicredit afferma di non notare dei grandi movimenti nel settore assicurativo europeo per quanto concerne il consolidamento di grandi soggetti in Europa. Ha comunque precisato che nel vecchio Continente ci sono 4.000 piccole e medie società di assicurazioni, e che il mondo sta diventando sempre più complicato affinchè una piccola compagnia di assicurazioni possa gestire tutta la regolamentazione.

È anche per questo motivo che Generali si candida ad essere un soggetto “aggregatore”. Per Donnet, tutte queste piccole e medie società di assicurazione “devono diversificare i loro asset e questo richiede competenza e non tutte possono permetterselo. Molte avranno interesse a integrarsi in gruppi assicurativi più grandi e di maggiore esperienza. Noi saremo uno di questi gruppi, avremo la capacità di aggregare, soprattutto in Europa e in Europa dell’Est”, spiega ancora il manager.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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