Bond convertibili: strumento per affrontare la volatilità

In una fase caratterizzata da un possibile aumento della volatilità, le obbligazioni convertibili possono rivelarsi molto utili. E’ questo il parere di Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs per l’Italia. Secondo l’analista quanto successo al mercato nel mese di maggio ha dimostrato che la volatilità potrebbe crescere sempre di più parallelamente all’allungamento del ciclo economico

Lomartire ritiene che dinanzi a questa prospettiva, molti investitori potrebbero prendere in considerazione le obbligazioni convertibili globali come strumento utile per effettuare una diversificazione del profilo di rischio. Al tempo stesso, però, tali investitori potrebbero anche non rinunciare al possibile rialzo azionario che è tipico della fine del ciclo. 

Lomartire ha ricostruito i recenti eventi evidenziando dopo l’inasprimento delle politiche monetarie dei paesi sviluppati avvenuta nella seconda metà del 2018,  si è verificata la svolta accomodante delle banche centrali nella prima parte del 2019. Oggi, ha affermato il responsabile SPDR ETFs per l’Italia, il mercato sconta l’elevata possibilità che la FED decida di ridurre i tassi entro la fine di luglio. Del resto se è stato lo stesso FOMC a parlare di necessaria “prontezza ad agire” perchè non ipotizzare che i tassi FED possano essere presto ridotti?

E’ proprio questa prospettiva, unita alla convizione che la BCE possa tagliare i tassi, ad aver spinto il mercato verso quegli attivi che sono considerati a più alto rischio. Nonostante questa tendenza non si può però dire che il quadro sia chiaro e definitivo alla luce delle trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti.

Dinanzi a questo scenario i bond convertibili offrono agli investitori un modo diverso e per così dire alternativo per affrontare il rischio. Secondo Lomartire a partire da inizio anno l’indice Thomson Reuters Qualified Global Convertible Index ha messo a segno una performnce positiva del 7,27 per cento in USD che si raffronta con la performance positiva del 6,71 per cento che è stata registrata dall’indice che ha come copertura l’Euro. 

Considerando il Thomson Reuters Qualified Global Convertible Index, le valutazioni dei bond convertibili sembrano interessanti alla luce di:

• un delta di 0,38 a fronte di una media di lungo termine di 0,45

• un basso premio per il bond floor pari al 17 per cento 

• la presenza di una volatilità implicita che si colloca al di sotto della volatilità realizzata

Secondo Francesco Lomartire i bond converibili sono un’opportunità nel caso in cui i rapporti tra Usa e Cina dovessero evolvere positivamente. Ricorda per finire l’analista che alla fine del mese di maggio gli emittenti cinesi erano arrivati a pesare per l’8,8 per cento del totale del Thomson Reuters Qualified Global Convertible Index. In considerazione di tale elemento è ovvio che un esito positivo nelle trattative tra Usa e Cina sarebbe buono per tutto l’asset class.

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