Bitcoin e Inflazione: c’è correlazione? Di che tipo?

In questo post analizzeremo il rapporto che c’è tra Bitcoin e inflazione cercando di capire se si può parlare di un legame ed, eventuale, di chi tipo di legame. Secondo i sostenitori della teoria sull’esistenza di una qualche correlazione, l’andamento dell’inflazione (tornato a fare paura negli ultimi mesi) può essere messo in relazione con il prezzo del Bitcoin. Ma la situzione è davvero questa oppure, come suggeriamo nel riassunto del post, si tratta solo di una suggestione?

Per rispondere a questa domanda e a tutte le altre domande in merito al legame tra Bitcoin e inflazione, non devi far altro che proseguire con la lettura del post. 

Comprare Bitcoin per guadagnare con l’inflazione

Una tesi spesso citata negli ultimi mesi è che conviene comprare Bitcoin per guadagnare con l’inflazione. Tra i maggiori sostenitori di questo approccio c’è Robert Kiyosaki, celebre autore del best seller di educazione finanaziaria Padre ricco padre povero. Secondo Kiyosaki, alla luce degli ultimi avvenimenti (guerra in Ucraina e sanzioni contro la Russia) si può presumere che l’inflazione possa restare su livelli alti per lungo tempo. Per evitare che ciò possa determinare una erosione del capitale.

Kiyosaki ha confidato di aver iniziato ad investire sul petrolio del Texas e del North Dakota, in una miniera d’oro collocata nello stato dello Utah e sul settore immobiliare in Texas. Parallelamente Kiyosaki ha reso noto di aver iniziato ad accumulare oro e argento. Fin qui nulla di nuovo anche perchè i settori su sui il celebre conferenziere sta investendo sono i classici porti sicuri. La vera novità è che Kiyosaki ha dichiarato di aver iniziato ad investire in Bitcoin

In realtà il celebre autore già a novembre 2021 aveva dichiarato di aver iniziato a comprare oro, argento, petrolio ma anche Bitcoin e Ethereum proprio in scia ai timori legati all’andamento dell’inflazione (che ora si sono amplificati ancora di più a causa dello scoppio della guerra in Ucraina). 

Kiyosaki, forte di ben 1,8 milioni di followers su Twitter, è da tempo in guerra contro il governo Usa e contro la Federal Reserve stessa. L’accusa dello scrittore è che la politica monetaria ultra espansiva degli ultimi anni, voluta da Casa Bianca e FED, ha praticamente distrutto il Dollaro Usa spiandando la strada ad una nuova depressione economica. 

Tirando quindi le somme per un volto molto noto della finanza come Kiyosaki, Bitcoin è uno strumento che può proteggere contro l’inflazione soprattutto se essa è duratura e galoppante. 

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Bitcoin e inflazione: c’è un legame? Cosa dice la logica 

Iniziamo a scendere nel dettaglio dell’argomento partendo da quello che sembra suggerire la logica. In linea di principio un legame tra Bitcoin e inflazione non ci dovrebbe essere. I prezzi al consumo sono infatti legati al Forex quindi alle valute tradizionali ma non sembrano essere correlativi al Bitcoin che non è una valuta reale e soprattutto non è legata all’economia reale. Le valute flat fanno inoltre riferimento alle scelte di politica monetarie delle banche centrali mentre il Bitcoin è del tutto decentralizzato e non ha una banca di riferimento. 

Ecco quindi la risposta che la logica suggerisce di dare alla domanda sull’esistenza di un legale tra andamento dell’inflazione e prezzo del Bitcoin: a intuito non può esserci alcun rapporto poichè le criptovalute non fanno riferimento ad una banca centrale e non hanno alcuna correlazione con l’economia reale (a differenza delle monete tradizionali).

Legame Bitcoin inflazione: cosa afferma chi lo riconosce

Nonostante la logica faccia pensare che tra prezzi al consumo e Bitcoin non ci siano rapporti, in tanti ipotizzano un legame non tanto con l’inflazione in generale quanto con quella americana

Possiamo quindi già chiarire un aspetto della questione: se un legame c’è, esso è solo tra Bitcoin e inflazione americana. E per quale motivo ci dovrebbe essere questa correlazione?

La spiegazione è semplice: nel momento in cui l’inflazione americana si alza, avere Dollari nel portafoglio diventa rischioso ed è per questo che si tende a puntare sui beni rifugio come ad esempio l’oro o anche il Bitcoin. Sui rischi connessi al possesso di dollari nelle fasi di alta inflazione in Usa non ci sono dubbi: è risaputo che con l’incremento dei prezzi al consumo in Usa, il rischio svalutazione cresce e il dollaro si indebolisce nel cambio con le altre valute. I dubbi restano, invece, sulla capacità del Bitcoin di svolgere, in una situazione simile, il ruolo che da sempre viene svolto dall’oro ossia quello del bene rifugio. Sul punto il dibattito è più vivo che mai: non tutti ritengono che il Bitcoin sia il nuovo oro

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Legame inflazione Bitcoin: a caccia di prove

Poichè su Borsa Inside non ci affidiamo mai a tesi precostituite ma cerchiamo sempre di restare sui fatti, per dimostrare se tra Bitcoin e inflazione Usa c’è un legame, dobbiamo andare a caccia di prove. La storia delle criptovalute è però troppo breve e quindi i segnali che si possono cogliere sono pochissimi. Prove tra andamento dei prezzi al consumo in Usa e Bitcoin non ve ne sono anche perchè il momento in cui il BTC è arrivato ai suoi massimi storici è coinciso con una fase di congelamento della dinamica inflazionistica in Usa. 

Premesso questo, possiamo comunque individuare qualche indizio a sostegno di questa tesi sul legame tra Bitcoin e inflazione. Un indizio che viene da molto lontano, ossia dall’Argentina. Ebbene il paese sudamericano vive una fase di forte inflazione con il potere d’acqusito della valuta locale che ha registrato una forte contrazione. Ebbene è proprio in questo contesto che in Argentina si è verificato un vero e proprio boom dei detentori di Bitcoin. 

Dopo che il governo ha posti dei limiti alla possibilità di comprare Dollari (è al Biglietto Verde che gli argentini si sono sempre “rivolti” nel momento in cui il loro pesos ha subito un forte deprezzamento), ecco che è esplosa la moda del Bitcoin. In pochi mesi il numero di argentini che ha scelto di comprare Bitcoin è salito tantissimo. Questa è una prova del legame tra Bitcoin e inflazione o è solo una coincidenza? Se non fosse un caso, allora bisognerebbe prepararsi ad una scenario di questo tipo: boom degli acquisti di Bitcoin da parte dei cittadini Usa dinanzi all’aumento dei prezzi al consumo. 

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Concludiamo questo post con alcune indicazioni operative: a prescindere dalle prove sull’esistenza di un legame tra inflazione e prezzo del Bitcoin, ciò che è davvero importante è essere pronti ad operare immediatamente nel caso in cui ci dovessere essere le circostanze per provare a trarre profitto. Cosa fare quindi? Come mostrato dall’Argentina, un rialzo dell’inflazione può causare un incremento dei detentori di Bitcoin. 

Partendo da tale premessa è bene conoscere subito i vari modi per investire in Bitcoin oggi. Le strade a disposizione sono tante e proprio per questo conviene affidarsi a broker che, al tempo stesso, funzionano come exchange e come intermediari CFD. eToro ne è un esempio come si può vedere dal sito ufficiale (qui il link).

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Inoltre è necessario restare aggiornati sull’andamento dell’inflazione nelle varie aree geografiche. Poichè i soli indizi (sia pure deboli) sono su un legame tra BTC e inflazione Usa è agli Stati Uniti che è necessario guardare.

In Usa è prevista un’inflazione elevata che dovrebbe durare fino a quando la FED non muterà le sue politiche monetarie. Questo perchè la maxi iniezione di dollari nell’economia americana, decisa per favorire la ripresa post-covid, ha determinato un boom dei prezzi al consumo. 

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